Seminario, un anno di formazione ricco di frutti?

lug 5th, 2013 | By | Category: La Voce del Seminario

L’anno di formazione giunge ormai al suo termine. Gli esami di fine anno sono già in corso, ma vi sono ben altri esami, ben più impegnativi che i seminaristi si apprestano a sostenere. Sono gli esami che ciascuno sosterrà per quanto riguarda la risposta alla chiamata del Signore. Mentre gli esami accademici risentono inevitabilmente di un po’ di fortuna, dell’umore del momento del professore, della tenuta psicologica di fronte all’inevitabile timore di non farcela; l’esame con se stessi, davanti    alla chiamata del Signore, con questo, invece, non c’è imprevisto che tenga.

Don Willy Volonté, Rettore del Seminario Diocesano di Lugano

La maschera deve cadere, perché ne va della felicità della propria vita. «Volete andarvene anche voi?», disse    una volta Gesù ai suoi discepoli più intimi, che erano tentati di dire che quello che Lui andava proponendo era un “linguaggio duro”, troppo esigente per chi desiderava dire solo un “Sì” piccolo piccolo, il minimo indispensabile, ben adattabile ai propri programmi e ritmi. «Volete andarvene anche voi?». «Io -pare aggiungere Gesù- ricomincerò daccapo, con altri uomini più determinati, disponibili e generosi di voi». È un mistero il “sì” della chiamata di un prete! È un “sì” sospeso nella Grazia, sostenuto da un Altro, eppure consegnato a Dio nella libertà totale. Il prete accetta di abbracciare una moltitudine di persone prima sconosciute; accetta di sposare una comunità che gli verrà affidata di cui non conosce nessuno, sorretto dalla sola certezza che il Signore lo vuole lì e gli starà vicino. La bellezza della scelta del sacerdozio consiste nell’avventura di un grande amore per Cristo; tutto il resto, anche il sentimento umanissimo dell’affezione e dell’amicizia, sarà dato al prete in sovrappiù. Ecco su che cosa rischiano coloro che s’incamminano verso l’Ordine Sacro. Il fascino del rimanere-a-metà-strada, tra l’amore per Cristo e l’amore per il mondo è una tentazione grande che comunque non accontenta il cuore di nessun prete. I seminaristi avranno imparato quest’anno qualcosa di questa esigente passione? Sarebbe certamente il frutto più prezioso del cammino di formazione che ci ha impegnato in questi mesi. Ma sarebbe anche il regalo più grande che potrebbero offrire e testimoniare ai loro futuri compagni di avventura, che la Provvidenza del Signore aggiungerà sul loro cammino nel prossimo anno di formazione.

 

Don Willy Volonté

 

 

 

Giugno 2012

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