Il segreto della Madonna di Civitavecchia al Serra Club di Roma

giu 25th, 2013 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Serata memorabile al Serra Club di Roma divenuta a respiro cristiano-nazionale e soprattutto internazionale. E’ passato un po’ di tempo ma nessuno dei presenti potrà dimenticare come nel club della città del Vescovo di Roma, di Papa Francesco, sia stata raccontata la storia della Madonnina di Civitavecchia, il cui segreto coincide in parte con il segreto della Madonna di Fatima. Sappiamo tutti che il 2013 si tratta di un anno particolare: è il Giubileo Eucaristico e sono passati 750 anni da quando l’ostia conservata nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena trasudò sangue e divenne carne, dando il via alla solennità del Corpus Domini nel mondo (www.ilvaticanese.it). Nel Duomo di Orvieto è stato conservato il corporale con il quale venne avvolta l’ostia e il Giubileo Eucaristico si apre e si chiude con l’apertura e la chiusura delle porte sante di Santa Cristina e Orvieto. Il 2013 rappresenta l’analogo anniversario dei 750 anni dal ritrovamento della lingua incorrotta di Sant’Antonio da Padova. Numerosi sono i miracoli eucaristici in Italia, almeno quaranta, di cui il più antico è Lanciano nel 750 d.C. Un filo indissolubile lega la Madonna di Fatima, Lourdes, Medgjugorje e Civitavecchia. Il Pontificato di Benedetto XVI è stato molto difficile, un esorcismo il suo stesso mandato – è stato definito – per il male che nella Chiesa è stato scoperto, tra le tante pie vocazioni, cui il Serra è dedicato, tra i tanti martiri che sono più degli albori stessi della Chiesa, anche martiri della quotidianità, come ha detto in queste ore Papa Francesco.

La storia di mons. Girolamo Grillo Vescovo di Civitavecchia che ha assistito alla lacrimazione, dal 1995, della piccola statua della Madonna in gesso, peraltro comprata a Medjugorje, ha qualcosa di incredibile. Soprattutto se si pensa che a testimoniare l’accaduto è stata dapprima una bambina, Jessica, figlia del proprietario della casa e della statuetta. Jessica ha parlato a mons. Grillo delle lacrime, insieme hanno assistito alla lacrimazione, preannunciando, a seguito di un messaggio di una signora vestita di bianco, tanto dolore. Jessica stessa si è ammalata da bambina di tumore ed ha sofferto molto. E così interiormente e fisicamente anche mons. Grillo. Sua eccellenza Grillo subì un brutto intervento e patì di venerdì santo, giorno in cui comprese che il sangue che degli occhi della Madonnina doveva essere il sangue di Cristo. E infatti i test hanno rilevato che le lacrime versate appartengono proprio a sangue maschile. Jessica disse che solo mons. Grillo avrebbe deciso quando e come rivelare ciò che la signora le aveva detto. E così fu.

 

Mons. Grillo, come ha raccontato nella serata del Serra club di Roma, affiancato da mons. Vittorio Formenti ha testimoniato, a voce bassa ma forte nel ritondante silenzio degli uditori, come egli disse degli eventi miracolosi di Civitavecchia a Giovanni Paolo II. Il Papa allora gli chiese di portare la statuetta a Roma, di notte, per poterla toccare e pregare. Nei giorni di incredulità innanzi al prodigio della lacrimazione mons. Grillo venne accusato in tutti i modi finchè un giorno non venne ritrovata la sua auto davanti alle pozze di Civitavecchia dove venne colto in atti poco consoni per un sacerdote il suo segretario, con alcune fanciulle. Per la presenza dell’auto del Vescovo si pensò che Sua Eccellenza fosse coinvolto e si strumentalizzò l’occasione per distogliere l’attenzione dalla verità ovvero dalla lacrimazione reale della Madonnina. Si dubitò anche per questo motivo. Ma Giovanni Paolo II comprese il miracolo e iniziò a frequentare più assiduamente mons. Grillo. Ciò fino a quando non vennero scoperti gli avvenimenti che coinvolsero il Cardinale di Vienna o il fondatore dei Legionari di Cristo. Tanto fu il dolore di Giovanni Paolo II che pianse disperatamente a quella sofferenza nella “ Sua Chiesa”.  Ed è così che fu proprio mons. Grillo a dover testimoniare di quanto grande fosse quel dolore nel secondo processo della beatificazione di Giovanni Paolo II, allorchè il primo processo si arrestò innanzi a certe vicende che potevano lasciare pensare che Giovanni Paolo II avallasse taluni comportamenti. Grillo riportò tutto fedelmente e così la Chiesa ha avuto il suo giusto Beato. Ed ora Giovanni Paolo II ancora lotta contro il male per essere fatto Santo. Il male non è stato risanato a tal punto che l’anno sacerdotale indetto da Benedetto XVI, dal profilo dell’affermazione del male nella Chiesa, è stato devastante. Tuttavia il Pontefice dotto e umile è andato avanti e si è fermato solo quando lo Spirito Santo evidentemente aveva già soffiato ed aveva già predisposto, in tutte le modifiche e gli stravolgimenti già attuati da Benedetto XVI, che vi dovesse essere un Papa giusto per un tempo giusto, Papa Francesco. Il Santo Padre regalandoci massime a sostegno della quotidianità per essere cristiani e serrani migliori ha rivelato la presenza in vaticano di lobby gay e di lobby massoniche, della discrepanza degli uffici, nell’eterna lotta del bene contro il male.

Ma le massime di Papa Francesco continuano ad alimentare la speranza, a rinnovare il soffio di quel vento dello Spirito Santo, non certamente quali riflessi di Cristo, non di certo nell’uniformità a Cristo ma nella unità in Cristo e nella Chiesa, soprattutto in Maria Madre di tutte le Vocazioni. Quelle stesse vocazioni che il Serrano da laico sostiene al meglio nella formazione, in amicizia e fratellanza, in vicinanza, in economia nella elargizione da parte delle realtà serrane di apposite borse di studio. Il potere secolare non può cancellare la centralità di Cristo anzi può solo avvalorarlo e i Serrani come ha incentivato anche il Presidente internazionale eletto nella Convention Internazionale di  Palma di Maiorca non possono esimersi dall’essere santi, i serrani tanto quanto i sacerdoti, i futuri ministri della Chiesa. E da Roma, dall’Italia e dal mondo il Serra lavora per questo e su questi presupposti. Grazie ad una serata serrana sono state fatte queste significative riflessioni sulla responsabilità di essere serrani, in un atto di devozione filiale in Maria e nell’affiancare il Vescovo di Roma nella medesima devozione filiale, preghiera e soprattutto azione cristiana.

Per approfondire e precisare il racconto si consiglia di leggere Girolamo Grillo, “La vera storia di un doloroso dramma d’amore. La Madonnina di Civitavecchia”,  maggio 2011, ed. Shalom.

Viviana Normando

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