Celso Morga: “Come Maria portiamo le vocazioni sulle spalle conoscendo nomi e volti dei giovani che accompagnamo”

giu 23rd, 2013 | By | Category: Primo Piano

Aggiornamento Convention Serra International Palma di Majorca. Sabato 22 giugno 2012 si è svolta nella Cattedrale di Palma di Majorca la Santa Messa dedicata alla Beata Vergine Maria, Figura e Madre della Chiesa. A presiedere S. Ecc. l’Arcivescovo Celso Morga Iruzubieta, Segretario della Congregazione del Clero accanto al Vescovo di Palma di Majorca Sua Eccellenza Javier Salinas Viñals. Si riporta di seguito l’omelia di Sua Eccellenza Celso Morga Iruzubieta:  

Primo formulario (Tempo Ordinario I):

Gn. 3,9-15.20: Inimicitiasponam inter sementuum et semenmulieris

Io 19,25-27 : Ecce filiustuus. Ecce mater tua.

“Eccellenza, cari sacerdoti, cari amici!

“La madre di Dio è figura della Chiesa, come già insegnava sant’Ambrogio, nell’ordine cioè della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo. Infatti nel mistero della Chiesa, la quale pure è giustamente chiamata madre e vergine, la beata vergine Maria occupa il primo posto, presentandosi in modo eminente e singolare quale vergine e quale madre. Ciò perché per la sua fede ed obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio di Dio, senza contatto con uomo, ma adombrata dallo Spirito Santo, come una nuova Eva credendo non all’antico serpente, ma, senza alcuna esitazione, al messaggero di Dio. Diede poi alla luce il Figlio, che Dio ha posto quale primogenito tra i molti fratelli (cfr. RM 8,29), cioè tra i credenti, alla rigenerazione e formazione dei quali essa coopera con amore di madre. (Lumen gentium63)

La prima lettura ci presenta Maria come “la nuova Eva”: Maria è Madre, più di Eva, perché non si lascia ingannare come la nostra progenitrice, ridesta l’onore di Eva, calca la testa al serpente dell’inganno, l’inganno che ci fa credere di poter costruire la nostra felicità fuori di Dio, che ci insinua la paura di Dio… Maria invece riceve la sua bellezza, anche umana, dal suo modo di fidarsi, di accettare di dipendere. Pensiamo all’ambito delle lotte attuale contro la famiglia, dove l’uomo pensa che la sua felicità sia nel fare ciò che vuole, rinnegando la sua stessa identità sessuale.

Il Vangelo invece ci presenta Maria ai piedi della croce, che accetta di diventare madre di tutti gli uomini: “Ecco tuo figlio”. Non gli saremo mai abbastanza grati per questa accettazione sua. Non eravamo molto belli né amabili nei confronti del figlio che stava perdendo, ma lei ha detto di sì.

Mentre in quanto nuova Eva, Maria è tipo della Chiesa più per il suo modo di essere umano, per la genuinità della sua schiettezza, la sua fiducia in un rapporto possibile con Dio, ai piedi della croce Maria assume in modo cosciente la sua maternità. Accetta di rendersi responsabile dei figli.

Una volta di più, non possiamo non condividere lo stupore di Sant’Ambrogio: ciascuno degli evangelisti ha voluto aggiungere ciò che mancava – secondo lui – al racconto precedente della passione del Salvatore. Mentre si pensava di aver raggiunto un culmine con la narrazione fatta da San Luca del paradiso promesso al buon ladrone, San Giovanni considerò indispensabile aggiungere la chiave di volta: il dono fattoci di Maria come Madre.

Mi sembra che seguire la figura di Maria in questa dimensione ci obbliga ad assumere anche noi una dimensione di responsabilità personale nei confronti delle vocazioni. Non dobbiamo solo favorire il buon terreno umano, lottare per la famiglia, per una sana ecologia umana. Nemmeno possiamo accontentarci di favorire gli edifici, le biblioteche e tutte le cose necessarie per la formazione all’ombra del santuario.

Ma dobbiamo portare le vocazioni sulle spalle, possibilmente in modo personale, conoscendo i nomi, i volti dei giovani che vogliamo accompagnare. Senza nuocere alla loro libertà, ma come Maria: lei ci conosce tutti, ci incoraggia, compatisce quando siamo in situazione di scacco, non costringe, ma attira; anche questo fa parte dal suo mistero di “Madre” e di “Figura”, di icona: è un’immagine alla quale ci si ritorna sempre; Maria agisce in quanto icona come la causa finale, quella più potente del sistema aristotelico, la causa che da le più alte motivazioni; ma non per questo si distanzia da noi. Ci conosce per nome, ed è decisa ad essere madre.

Ricordate l’invito alla preghiera che vi rivolgeva il Beato Giovanni Paolo II in due occasioni, il 29 marzo 1980 e il 7 dicembre 2000: “Gli «operai» se li sceglie Dio stesso, il «Padrone della messe», chiamando le persone con una decisione sempre gratuita e sorprendente. E tuttavia, nel mistero dell’alleanza che egli ha stabilito con noi, siamo invitati a «cooperare» con la sua provvidenza utilizzando la grande forza da lui posta nelle nostre mani: la preghiera!” … non dimenticate mai che il vostro dev’essere innanzitutto un impegno di preghiera, un impegno costante, insistente, fiducioso. La preghiera muove il cuore di Dio”.

Questo invito è sempre valido. Ma proviamo di assumerlo con una maggiore responsabilità: se possiamo conoscere dei candidati, meglio; se preghiamo in modo solo generico, è valido lo stesso, ci fidiamo del Signore e non corriamo il rischio di voler impossessarci delle vocazioni; ma in un caso come nell’altro, dobbiamo decidere di intraprendere la lotta della preghiera. Maria ha assunto ai piedi della croce la decisione di essere nostra madre; anche noi, se vogliamo una maternità o paternità reale nella Chiesa, in particolare a favore delle vocazioni, dobbiamo stare ai piedi della croce e offrire il combattimento della nostra preghiera. Le cose belle, si devono pagare, e qui il prezzo è quello del sangue di Cristo!

Carissimi, siamo a Messa, proprio stiamo per cominciare il rito dell’offertorio: proviamo di offrire à Gesù questo nostro desiderio di partecipare alla maternità di Maria con un impegno personale. E vi benedicano Gesù e Maria, e anche il Beato Junipero Serra, vostro fondatore così grande evangelizzatore. Sia lodato Gesù Cristo”.

La Santa Messa e le parole di Segretario della Congregazione del Clero hanno sancito la giornata di visita e pellegrinaggio di Serra International ai luoghi nativi di Junipero Serra, a Petra, ove si trova la sua casa natale, in occasione del tricentenario della sua nascita.

Alla fine del secondo giorno della Convention a Palma vi è stata la cena di gala e di saluto tra tutti i membri di Serra International, i rappresentanti nei paesi nel mondo che operano da laici a sostegno delle vocazioni.

Fonte, Convention Serra International Palma di Majorca, Serra International, www.serra.org.

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