Andare in fondo al proprio cuore

giu 15th, 2013 | By | Category: Apertura

Un altro pellegrinaggio, un’altra storia, un altro viaggio. Ma, il medesimo filo conduttore. Andare in fondo al proprio cuore, al proprio “io”, alla propria essenza per ritrovare la pace e la serenità, così come richiesto fortemente da Dio nostro Signore, con l’obiettivo di saper trasmettere queste emozioni e queste nuove conoscenze al prossimo.

Ecco il messaggio che il Serra Club Brindisi ha voluto infondere ad ogni partecipante al pellegrinaggio  a San Giovanni Rotondo e a Pietrelcina, luoghi di grande spiritualità, di immensa gioia e di testimonianza divina: il primo ha visto vivere e morire (1968) Padre Pio, ma soprattutto è lì che Padre Pio ricevette le stigmate davanti ad un crocifisso nel settembre del 1918 ed è lì che realizzò la “Casa Sollievo della Sofferenza”, la più alta testimonianza materiale della volontà di Padre Pio di stare accanto ai poveri, ai malati, agli emarginati, ai sofferenti. Il secondo luogo, Pietralcina, lo ha visto nascere con il nome di Francesco Forgione e vivere i primi momenti della sua vita dedicata ai poveri e alla sofferenza.

Il tramite tra questi luoghi, tra queste Verità, tra le infinite vie del Signore che portano alla sublimazione dell’essere e i serrani brindisini è stato Don Giuseppe Satriano, vicario generale del Vescovo e cappellano del Serra Club Brindisi, che ha accompagnato i pellegrini in questa immersione nel benessere spirituale e celestiale.

E il primo momento di questo “viaggio” è stato, forse, il più emozionante, quello carico maggiormente di sensazioni positive e fondamentali per calarsi pienamente nello “spirito” di Padre Pio, nella dedizione agli altri e nell’amore verso il prossimo: l’immersione nella bellezza incommensurabile dei mosaici di Padre Marco Rupnik, un artista e teologo sloveno, nonché mosaicista cattolico. Un doppio percorso, posto tra la magnificenza della nuova Chiesa di San Pio, realizzata dall’architetto Renzo Piano, e la cripta dove riposa il “meraviglioso e radioso” corpo di Padre Pio. Un percorso, segnato da 32 mosaici di infinita e rara bellezza, che ridisegna i momenti salienti delle vite di San Francesco e San Pio. L’elemento conduttore è la sofferenza di Gesù in croce, la sofferenza divina. Attraversare quello spazio, camminare tra le due ali di forte amore per il Signore, ha rappresentato il più alto momento di raccoglimento interiore, il miglior modo per incontrare Padre Pio, lì, nella cripta, anch’essa di grande valore spirituale.

In serata, poi, la partecipazione alla grande fiaccolata in processione nell’immenso spazio antisante il nuovo Santuario per “onorare”la Vergine Maria. Unaltro momento di riflessione sulla propria vita, sul proprio “io”, dove la comunione tra decine di migliaia di fedeli ha reso magico un frammento della nostra esistenza.

Per capire meglio il pensiero e le opere di padre Pio, per calarsi nel suo modo di essere, il gruppo dei Serrani, nella giornata di domenica 9 giugno, si è trasferito a Pietrelcina, città natale del Santo. La visita ai luoghi sacri come la sua casa in cui nacque il 25 maggio 1887, la chiesetta di Sant’Anna dove fu battezzato, il suo confessionale, la sua stanzetta per le preghiere e lo studio, la sua camera da adolescente ha completato il percorso interiore dei partecipanti. E camminare su quelle strade, su quelle salite tortuose che lo stesso Francesco Forgione percorreva per spostarsi da un luogo all’altro, è stato come dare uno scossone alla propria vita, un colpo di spugna di acqua benedetta alla propria esistenza.

E al ritorno, verso il Santuario di Jaddico a Brindisi, dedicato alla Madonna, altro luogo di straordinaria presenza divina, ognuno dei pellegrini ha compreso che per amare gli altri, per amare veramente il prossimo, è necessario Amare Dio, Amare Gesù in croce. Quel Gesù che ha amato e che ama anche chi non lo ha amato e chi non lo ama. Il Gesù che perdona e che ama infinitamente tutti noi. Quel Gesù che lascia aperto sempre il suo cuore. E Padre Pio, così come San Francesco, ne è la testimonianza più assoluta.

 

Renato Rubino

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