Santificare la festa “pilastro” della vita

giu 13th, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico
La città del lavoro e degli affari si è ritrovata in piazza per celebrare la festa e la gioia di stare insieme. È passata per Milano, ieri sera, l’iniziativa di Rinnovamento nello Spirito Santo “10 piazze per 10 Comandamenti” che, nell’Anno della fede, vuole rileggere le dieci Parole affidate da Dio a Mosè sul Sinai. La folla accorsa in piazza Duomo per partecipare a questo momento di testimonianza gioiosa si è soffermata sul quarto Comandamento: «Ricordati di santificare le feste». Papa Francesco si è voluto unire alla comunità milanese attraverso un videomessaggio in cui ha invitato tutti a riflettere sull’attualità e sul senso delle dieci Parole per gli uomini del nostro tempo.Oggi, ha ricordato il Pontefice, «la parola “Comandamento” non è di moda» e «richiama qualcosa di negativo, la volontà di qualcuno che impone limiti, che mette ostacoli alla vita». Ma non è così. «I dieci Comandamenti – ha sottolineato Francesco – ci indicano una strada da percorrere, e costituiscono anche una sorta di “codice etico” per la costruzione di società giuste, a misura dell’uomo». I Comandamenti, inoltre, «indicano una strada di libertà», un «percorso per rimanere liberi». «Essi – ha ricordato il Papa – ci insegnano ad evitare la schiavitù a cui ci riducono i tanti idoli che noi stessi ci costruiamo. Essi ci insegnano ad aprirci a una dimensione più ampia di quella materiale, a vivere il rispetto per le persone, vincendo l’avidità di potere, di possesso, di denaro, ad essere onesti e sinceri nei nostri rapporti, a custodire l’intera creazione e a nutrire il nostro pianeta di ideali alti, nobili, spirituali».Sul Comandamento legato al riposo («Ricordati di santificare le feste»), si è soffermato l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ricordando che «nessun uomo in ogni tempo e luogo può fare a meno del riposo. Il riposo è, insieme agli affetti e al lavoro, uno dei pilastri della nostra vita quotidiana». Da qui discende l’importanza della domenica, giorno in cui «ognuno di noi impara a ricevere la propria vita da Dio e dagli altri». «È la ragione per cui – ha concluso il cardinale – la Cei propone a tutti i cittadini di “Liberare la domenica” per fare festa insieme». D’accordo sul tema anche il sindaco Pisapia che ha spiegato di aver promosso un provvedimento per tenere i negozi chiusi la domenica, che il Tar però ha bocciato.
A non «confondere il riposo con l’ozio o con la vacanza», ha invitato il presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, che, al termine della serata, ha letto la dichiarazione finale ispirata agli scritti di sant’Ambrogio e san Carlo Borromeo, patroni dell’arcidiocesi milanese. «I dieci Comandamenti – ha aggiunto – sono come uno specchio in cui è possibile vedere riflessa la nostra immagine umana, vedere cioè la nostra libertà di uomini, la verità del nostro essere uomini e del nostro essere in relazione con Dio, con chi è nostro prossimo, con il creato».Sul «valore intatto», anche dopo tremila anni, delle dieci Parole, si è soffermato anche l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che ha patrocinato l’evento. «Quanti sono in ricerca di Dio – ha detto in un videomessaggio – e quanti hanno a cuore il desiderio di giustizia e di fraternità trovano in queste dieci Parole il fondamento per un progetto etico comune e universale che supera ogni limite perché si fa forte del bene di tutti».
Paolo Ferrario
Fonte Avvenire
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