Tanto rumore per nulla

giu 10th, 2013 | By | Category: Eventi

l flop dei registri comunali delle unioni civili è un dato di fatto, riconosciuto anche da chi li aveva promossi e sostenuti. Il Corriere della Sera, in un articolo del primo giugno a firma di Caterina Pasolini, riconosce il fallimento dell’iniziativa: solo duemila coppie in tutta Italia, e sempre meno ogni anno, hanno deciso di avvalersene.

Al Comune di Pisa, dove tale registro esiste da 16 anni, sono appena 56 le coppie, etero e gay, che hanno messo nero su bianco la loro convivenza. In alcuni casi, come a Gubbio, dove dopo 10 anni gli iscritti erano soltanto due, il registro è stato addirittura chiuso.

Centotrentasei comuni italiani li hanno adottati per fare pressione sul governo e puntare i riflettori sul problema delle coppie omosessuali che vorrebbero coronare il loro amore davanti al sindaco. Ma a quanto pare il problema non sussiste. Vuoi perché la maggioranza delle coppie che instaurano una libera convivenza desiderano che la convivenza rimanga libera; vuoi perché i rapporti di qualsivoglia natura tra le persone, che siano affettivi o meno, possono essere regolati attraverso strumenti già esistenti nel Codice civile.

L’istituto del matrimonio gode di uno specifico riconoscimento giuridico per la sua funzione sociale, infatti è nella famiglia, fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, che i figli vengono non solo concepiti e generati ma anche educati. I desiderata e i diritti delle persone conviventi, etero od omosessuali che siano, sono invece assicurati dal diritto civile senza bisogno di creare un nuovo istituto paramatrimoniale.

Queste semplici constatazioni sono state recentemente ribadite dal cardinal Bagnasco, commentando l’approvazione della “nozze gay” in Francia, che il presule ha definito “un grave vulnus per la famiglia”.

Alla parole del cardinale ha replicato il presidente di gay net Franco Grillini che non ha trovato niente di meglio da dire se non che la vera ferita per la famiglia è rappresentata dal “maschilismo criminale che ogni giorno ammazza una donna o un bambino”.

I problemi tragicamente reali della violenza sulle donne e sui bambini vengono evocati e strumentalizzati per gettare discredito sull’istituto matrimoniale e far passare inosservata la grande truffa omosessualista: chiamare matrimonio ciò che matrimonio non è.

Esaltati dai successi ottenuti Oltralpe, dove il primo ministro Hollande è arrivato ad usare i lacrimogeni contro le famiglie e gli arresti per porto di maglietta abusiva pur di schiacciare la protesta del buon senso, a dir poco oceanica, gli attivisti gay nostrani tornano all’attacco. I registri delle unioni civili sono rimasti praticamente vuoti? Certo, perché serve una legge nazionale! Che sarà inutile, dispendiosa e ideologica al cubo.

Che dire? Tanto rumore per nulla…

Don Francesco Ricciarelli

 

 

Fonte: [Diocesi San Miniato Uff. Stampa]

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