Sacerdoti di questo tempo

mag 14th, 2013 | By | Category: Pastorale Vocazionale

In occasione dell’ ordinazione di Presbiteri in Livorno, il 29 Giugno 2013.

 

Poche cerimonie riescono a colpire spiritualmente ed emotivamente come una ordinazione sacerdotale, avvertita da tutti coloro che vi partecipano come un momento di altissima sacralità. Un momento di trasformazione vissuto in una suggestione che abbraccia tutti, per uomini che verranno resi nuovi e verso i quali consueti affetti si arricchiranno da quel momento di nuovo rispetto e inedita  devozione.

Uomini che si distingueranno tra tutti per una dimensione diversa avvertita nella consapevolezza di una speciale responsabilità, ma ancor più uomini tra gli uomini, esempi compiuti dell’azione vocazionale del Signore per epoche nuove e per nuove speranze.

Il sentimento che sovrasta tutto è quello dell’attesa della consacrazione a lungo sperata e voluta, in un anelito verso Cristo che possiede totalmente l’anima. E’ l’ora in cui lo Spirito splende in tutta la sua bellezza e solennità, nel quale diverranno sacerdoti della Chiesa, destinati pastori e custodi di un gregge loro assegnato.

Il Card. Mauro Piacenza scrive nella Lettera ai Seminaristi, in occasione della giornata di santificazione sacerdotale, queste parole riguardanti il disegno della scelta divina : “…in ogni periodo della storia della Chiesa, il Signore ha intessuto un dialogo vocazionale con fedeli che Egli sceglieva perché fossero suoi rappresentanti in seno al Popolo di Dio, nonché mediatori tra il Cielo e la terra, particolarmente attraverso la celebrazione liturgica e sacramentale”.

E’ ad essi consegnata la frase di Matteo “Andate e fate discepoli in tutti i popoli ”, la predicazione indicata come missione. E’ a causa di queste parole che  l’esercizio della carità verso i bisognosi, di cui il mondo cristiano porta l’indiscutibile primato, non si esaurisce nella gioia ineffabile del dare  ma si completa con il messaggio evangelizzatore, per un unico generoso dono. Non c’è compiuta  carità cristiana senza messaggio spirituale e nessun messaggio spirituale può prescindere dall’azione di carità.

Durante la loro vita di presbiteri si presenterà la necessità di affrontare la serie di problemi e di sfide che la  società germina ininterrottamente: alcuni conseguenza di reali situazioni in evoluzione,  altri espressione di inquietudini esistenziali, ma parimenti capaci di provocare momenti di crisi e di  sofferenza umane. I sacerdoti ne verranno investiti come appartenenti alla Società, ma ancor più in quanto destinatari e consiglieri di cio’ che di  personale e collettivo l’umanità affida loro. E sarà loro compito, col conforto illuminante dello Spirito, vivere tutte le esperienze con vera   partecipazione, come interpreti intelligenti di una superiore mediazione con la quale comprendere e superare tutti i momenti.

E’ di questi giorni l’articolo relativo all’operato sacerdotale dal titolo “Preti del Concilio”, di Agostino Marchetto, sull’Osservatore Romano del 10-11 Maggio scorso, dal quale  riportiamo  una riflessione di Romano Guardini: “La scelta cristiana non viene propriamente compiuta riguardo alla concezione di Dio e nemmeno alla figura di Cristo, bensì riguardo alla Chiesa. Un’autentica efficacia è possibile soltanto in unione con Essa. Ciò che può convincere l’uomo moderno non è un cristianesimo modernizzato in senso storico o psicologico o in qualsivoglia altro modo, ma soltanto l’annuncio senza limiti e interruzioni della rivelazione. Naturalmente è poi compito di chi insegna porre questo annuncio in relazione ai problemi e alle necessità del nostro tempo. Ciò che l’uomo contemporaneo desidera udire è il totale e puro annuncio cristiano. Forse risponderà negativamente all’annuncio, ma almeno sa di che cosa si tratta”.

E’ qui ribadito l’impegno di proporre incessantemente il messaggio cristiano in un mondo che mostra, tra le molte contraddizioni, una nuova sete del trascendente. Un mondo apparentemente difficile che trattiene sotto una superficie sottile molte fragilità ed una  insospettata necessità di credere e di amare. Un compito per sacerdoti “dal cuore giovane, sempre”, come indica Papa Francesco, che sappiano procedere sapientemente con carismatica semplicità.

Marco Creatini  

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