Valore dei segni

mag 5th, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico

Quando il Presidente di un club Serra dispone davanti a sé la campana che accompagna i nostri incontri,  avvertiamo il ripetersi di un momento che risale  nel tempo. E il suo richiamo limpido e chiaro è lo stesso con cui il Beato Serra chiamava alla Cerimonia eucaristica, proveniente spesso dal ramo di un albero ove essa era appesa, in terre difficili. Momenti missionari, esaltanti e duri al contempo.

Tratti distintivi che la fede cristiana ha sempre portato con sé, insieme al messaggio di salvezza, dagli inizi della predicazione in Palestina.

Cristo consegna ai discepoli, in attesa di una rotta anelata, il suo testamento :  “ Amatevi gli uni gli  altri come io vi ho amati “. Il viatico del cuore che accompagnerà d’ora in poi i discepoli, la dolce fermezza che li sosterrà nei tempi a venire, che Paolo ha ben presenti mentre parla ai fratelli di Antiochia…” dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni “.

C’è una raffigurazione di Pietro che Michelangelo ha voluto tratteggiare in un affresco all’interno della Cappella Paolina. Un Pietro ormai lontano dalla dolorosa notte del diniego, raffigurato da Michelangelo nel momento che precede l’ultima tribolazione. Una figura di aspetto biblico che fissa l’osservatore con fermissimo volto ed uno sguardo quasi corrusco.

E’ l’interpretazione che dà il credente Michelangelo del coraggio e della consapevolezza petrini, in un amore che chiede tutto e tutto offre, consegnato a Pietro col possesso della fede e del primato.

Le nostre preghiere,  che abbracciano il popolo cristiano in una rete di affetto e di intenti, dovranno quindi serbare sempre  indimenticata e fraterna tenerezza verso chi vive situazioni difficili.

Parlando di preghiere, abbiamo letto con vera gioia in questi giorni un articolo sulla  preghiera alla “ Madonna che scioglie i nodi “. Una preghiera che l’autore ha avuto il merito di ricordare, di carattere  intenso e struggente, un colloquio speciale tra il fedele ela Madre. Unapreghiera presente nella Cappella del Soccorso di Livorno, recitata sovente, il cui testo si interrompeva a metà per qualche riga,  per poi continuare. Era la pausa che il testo indicava come riservata alla riflessione e agli intenti dell’orante.

Una pausa altrettanto importante delle parole recitate, esempio chiaro di una necessità di ascolto per anime  che invocano la loro Protettrice e  chiedono e accettano di essere da Lei illuminate.  Per tutti, un’intima riflessione che non escluda mai i deboli, i miti, i bisognosi.

Che Maria, Madre delle vocazioni, ci protegga.

 

Marco Creatini 

 

 

 

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