Terra di Mezzo: i dati dell’infanticidio

mag 2nd, 2013 | By | Category: Primo Piano

Nel 1983 il Segretario dell’ONU Perez de Cuellar premiò l’allora ministro per la Pianificazione familiare cinese Qian Xinzhong per il suo impegno dimostrato per organizzare politiche di controllo della fertilità “su larga scala” e per la sua capacità nel far “cambiare l’atteggiamento delle donne cinesi verso la gravidanza. Da circa 10 anni, Qian Xinzhong e i pianificatori demografi cinesi erano infatti impegnati nella più grande campagna di controllo delle nascite mai avviate sul pianeta. Era il 1971. Nel 1978 una nuova legge introduceva anche il divieto per le donne cinesi di avere un secondo figlio. Specie se femmina. Nel caso le obbligava a ucciderle. Dopo 42 anni di queste politiche di controllo, i conti non tornano più. A Pechino il ministro della sanità della Terra di Mezzo ammette di fronte all’assemblea del popolo, che loro, gli eredi di Mao, hanno lasciato sul campo, sacrificato cioè circa 400 milioni di vite non nate. Che tradotto in linguaggio semplice significano 400 milioni di aborti. La maggior parte, come detto, praticata su donne incinta di bambine. Una cifra impressionante, spaventosa quella denunciata dal mandarino della sanità. La seconda potenza economica del mondo rischia oggi di scomparire. E allora il ministro ricorda che nel 2010 per ogni 118 ragazzi in età da matrimonio ci sono appena 100 cinesine. E senza bambine, senza ricambio i cinesi invecchiano e minano il loro impero economico. A parziale modifica o scusa il ministro della sanità promette adesso un nuovo corso. Una nuova primavera. Basta con le politiche del 1971. E basta anche con le politiche del 1978. Dal 2014 stop agli aborti, alle sterilizzazioni forzate e alle spirali. Bisogna far risalire la curva demografica di quello che nell’antichità i topografi indicavano come Terra di Mezzo.

 

Antonello Cavallotto

 

 

 

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