Firenze, la Caritas diocesana

apr 27th, 2013 | By | Category: Eventi

“Come afferma la Sollicitudo Rei Socialis di Giovanni Paolo II il punto di arrivo per la Pastorale della Carità è l’educazione della comunità a vivere un amore solidale che spinge a sentirsi tutti responsabili di tutti”. Con queste parole Alessandro Martini, Direttore della Caritas diocesana fiorentina, ha sottolineato il fine fondamentale della Caritas all’incontro organizzato dal Serra Club Firenze che si è svolto giovedì 18 aprile nella Parrocchia di San Piero in Palco sul tema “La Caritas e le istituzioni assistenziali quali espressioni della comunità di fede”. “Benedetto XVI – ha asserito Martini – nel documento d’indizione dell’Anno della Fede (Porta Fidei) sottolinea che <<la Fede senza la Carità non porta frutto e la Carità senza la Fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e Carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino>>. La Caritas nasce per volere di Paolo VI nel 1971. È uno tra i tanti strumenti pastorali che la Chiesa si è data alla luce della Virtù teologale della Carità ma con caratterizzazioni particolari. All’interno dell’imprescindibile esigenza di vivere nella Carità è necessario un cammino specifico per chi si pone al servizio della comunità intera. Paolo VI chiedeva una esperienza della Carità motivata da una pedagogia dei fatti: non un semplice distributore di beni materiali ma uno strumento ecclesiale di educazione ed evangelizzazione per aiutare a trasformare la grande ricchezza della Fede in testimonianza concreta di fraternità evidenziando altresì che attraverso la qualità delle nostre opere noi testimoniamo la nostra fede. Vivere nella Carità significa inoltre rielaborare continuamente i nostri stili di vita. È importante distinguere l’indispensabile dal superfluo. Riguardo all’autenticità della missionarietà è essenziale cominciare dalle vicende degli uomini e delle donne che vivono accanto a noi quotidianamente”.

“Il metodo Caritas – ha poi messo in evidenza – per Statuto è radicato intorno a tre punti fondamentali: ascolto, osservazione e azione. Una delle prime mancanze di carità è quella di non ascoltare gli altri. Molte persone soffrono di solitudine perché non ascoltate nel modo giusto e nei momenti giusti. La solitudine è dichiaratamente una rilevante forma di povertà. La Caritas a Firenze ha quaranta punti di ascolto. Quindi è fondamentale sapere osservare i fenomeni per poi agire. Negli ultimi decenni i disastri della politica sono stati causati da persone che non hanno avuto intelligenza, voglia e umiltà di analizzare la realtà concreta. Quante leggi non sono corrette semplicemente perché il legislatore non conosce i problemi veri. Il Concilio Vaticano II nell’Apostolicam Actuositatem dice che a nessuno può essere dato per carità ciò che gli è dovuto per giustizia. Dobbiamo continuamente nei vari ambiti della nostra vita misurarci con l’esigenza della giustizia, che talvolta costa cara conquistare. È un condizione necessaria per essere fratelli nella Carità”.

Quindi ha parlato sulla necessità di maggiore attenzione ed equità nella “redistribuzione della ricchezza a livello sia mondiale sia nazionale. In Italia il 10% della popolazione ha in mano circa 50% della ricchezza mentre il 90% deve accontentarsi dell’altra metà. È la mancanza di povertà evangelica che causa le ingiustizie che hanno sviluppato nel tempo gli uomini. Tra le cause della crisi occupazionale vi è la scelta di una parte degli imprenditori di vivere di rendita sottraendo risorse per il mondo dell’impresa e del lavoro. Dal censimento generale Istat del 9 ottobre 2012 risulta che i senza dimora nel nostro Paese sono quasi cinquantamila, a Firenze circa duemila di cui il 40% italiani”.

 

Massimiliano Colelli

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