Serra International gioisce con Papa Francesco nella Giornata delle Vocazioni

apr 21st, 2013 | By | Category: Apertura

Papa Francesco ordina i suoi primi sacerdoti e dice loro: “Siate misericordiosi - Siate pastori, non funzionari!”. Cinquantesima Giornata Mondiale delle Vocazioni. Voluta e istituita da Paolo VI nel 1964, la Giornata per le Vocazioni Sacerdotali celebra nel 2013 il suo cinquantenario. A rendere ancora più significativa la circostanza è la Messa che il Pontefice presiede in questa occasione, nella quarta domenica di Pasqua, nella domenica del Buon Pastore. Nella Basilica Vaticana, il Vescovo di Roma ordina dieci sacerdoti provenienti da tre seminari della Diocesi.
Si tratta dei primi sacerdoti ordinati da Jorge Mario Bergoglio da quando è stato eletto Papa.

In quale contesto si inquadra questa cinquantesima giornata delle vocazioni

Il tema della giornata di quest’anno, ‘Le vocazioni segno della speranza fondata sulla fede’, come aveva annunciato ad ottobre 2012 Benedetto XVI, oggi Papa emerito, si inserisce nel contesto dell’Anno della fede e del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Fu proprio nel periodo dello svolgimento dell’assise ecumenica, infatti, che Paolo VI volle istituire un appuntamento annuale “per invocare dal Signore gli operai necessari alla sua messe”, come spiegò nel radiomessaggio rivolto ai fedeli alle 20 di sabato 11 aprile 1964, vigilia della celebrazione della giornata.

Per il messaggio alle vocazioni del Papa emerito Benedetto XVI si veda www.vatican.va, www.ilvaticanese.it e www.serraclubitalia.it in primo piano con il messaggio augurale a tutti i sacerdoti del Presidente nazionale di Serra Italia Antonio Ciacci.

 

Papa Francesco ha presieduto nella Basilica di San Pietro la Messa con le ordinazioni di 10 sacerdoti. Per la prima volta dunque il nuovo vescovo di Roma ha ordinato i presbiteri della sua diocesi. Il rito si svolge nella 50.ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema: “Le vocazioni segno della speranza fondata sulla fede”. Prima della celebrazione di questa mattina il Santo Padre si è recato in sacrestia per pregare insieme agli ordinandi raccomandandoli alla Madonna. Così usava fare in passato, a Buenos Aires, in occasione delle ordinazioni. L’omelia pronunciata dal Santo Padre è nella sostanza l’“Omelia rituale” prevista nell’edizione italiana del Pontificale Romano per l’ordinazione dei presbiteri, omelia che il Papa ha integrato con aggiunte personali a braccio.
“Questi nostri fratelli e figli – ha detto il Papa nell’omelia – sono stati chiamati all’ordine del presbiterato. Riflettiamo attentamente a quale ministero saranno elevati nella Chiesa”. Come voi ben sapete, ha aggiunto, il Signore Gesù è “il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, ma in Lui anche tutto il popolo santo di Dio è stato costituito popolo sacerdotale”. Il Signore, ha affermato, vuole sceglierne alcuni in particolare perché, “esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini”, continuino “la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore”. Come, infatti, per questo “Egli era stato inviato dal Padre, così Egli inviò a sua volta nel mondo prima gli apostoli e poi i vescovi e i loro successori, ai quali – infine – furono dati come collaboratori i presbiteri, che – ad essi uniti nel ministero sacerdotale – sono chiamati al servizio del popolo di Dio”.

I nuovi sacerdoti, ha affermato, saranno configurati a Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, “ossia saranno consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento e a questo titolo che li unisce nel sacerdozio al loro vescovo, saranno predicatori del Vangelo, pastori del Popolo di Dio e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazioni del sacrificio del Signore”.
“Dispensate a tutti – ha proseguito – quella Parola di Dio che voi stessi avete ricevuto con gioia. Ricordate le vostre mamme, le vostre nonne, i vostri catechisti, che vi hanno dato la Parola di Dio, la fede…. Quel dono della fede”. Vi hanno trasmesso, ha affermato, “questo dono della fede. Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore, per credere ciò che avete letto, per insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato”. E ricordate anche, è stata la sua esortazione, “che la Parola di Dio non è proprietà vostra: è Parola di Dio. E la Chiesa è la custode della Parola di Dio”. Sia, dunque, ha detto ancora, “nutrimento al Popolo di Dio la vostra dottrina; gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita, perché con la parola e l’esempio edificate la casa di Dio, che è la Chiesa”. Così, ha detto ancora, “voi continuerete l’opera santificatrice di Cristo”, mediante il vostro ministero. “Il sacrificio spirituale dei fedeli – ha poi aggiunto – viene reso perfetto, perché congiunto al sacrificio di Cristo, che per le vostre mani, in nome di tutta la Chiesa, viene offerto in modo incruento sull’altare della celebrazione dai Santi Misteri”. Poi rivolgendosi agli ordinandi, ha ricordato che esercitando il ministero della Sacra Dottrina saranno partecipi della missione di Cristo, unico Maestro. “Riconoscete, dunque, ciò che fate – ha aggiunto - imitate ciò che celebrate, perché partecipando al ministero della morte e Resurrezione del Signore, portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui in novità di vita”. Con il Battesimo, è stata la sua riflessione, “aggregherete nuovi fedeli al Popolo di Dio. Con il Sacramento della Penitenza rimetterete i peccati nel nome di Cristo e della Chiesa”. Oggi, ha soggiunto, “vi chiedo in nome di Cristo e della Chiesa, per favore, non vi stancate di essere misericordiosi. Con l’olio santo darete sollievo agli infermi e anche agli anziani: non abbiate vergogna di avere tenerezza con gli anziani… Celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi farete voce del Popolo di Dio e dell’umanità intera”.
“Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio – ha affermatoesercitate in letizia e in carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi. Siete pastori, non funzionari! Siete mediatori, non intermediari!” Infine, partecipando alla missione di Cristo, Capo e Pastore, in comunione filiale con il vostro vescovo, ha esortato, “impegnatevi a unire i fedeli in un’unica famiglia per condurli a Dio Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo. Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare di salvare ciò che era perduto”.

I 10 nuovi sacerdoti appartengono: quattro al Pontificio Seminario Romano Maggiore, quattro al Collegio Diocesano Redemptoris Mater e due al Seminario degli Oblati del Divino Amore. Concelebrano con il Papa il cardinale vicario, Agostino Vallini, e i vescovi ausiliari della diocesi di Roma. Durante la Messa, il Papa ha pregato il Signore affinché i nuovi sacerdoti adempino fedelmente al ministero da Lui ricevuto e “con il loro esempio guidino tutti a un’integra condotta di vita”. “Mediante la loro predicazione con la grazia dello Spirito Santo”, ha pregato ancora Papa Francesco, la parola del Vangelo “fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra”.

 

 

Papa Francesco, ricordiamo, nella sua straordinaria semplicità ed attualità ha rivolto anche i suoi migliori auguri all’Italia e al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, rieletto al secondo mandato per la prima volta nella storia repubblicana, “elogia il Napolitano bis e invoca la cooperazione di tutti”.

 

A tutti e ai giovani ha detto papa Francesco nell’Angelus: “Bisogna mettere in gioco la vita per i grandi ideali”.

 

Fonte, Radio Vaticana.it.

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