Uso consapevole dei mezzi di comunicazione sociale

apr 16th, 2013 | By | Category: Apertura

Il Serra Club Tigullio ha tenuto un incontro, aperto alla cittadinanza, sul tema : “Uso consapevole dei mezzi di comunicazione sociale”. Come educarsi, educare, oggi che Internet è alla portata di tutti, alla consapevolezza dei rischi e delle implicazioni connesse allo scrivere, chattare in rete? – il primo passo è poter accedere ad una informazione affidabile. Relatori il M.llo Vito De Laurentis  e il Col. Carmelo Porcile della Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate, riportiamo il resoconto dell’incontro a cura del Presidente del Club.

 

1)        La prima domanda da porsi è la seguente: la sicurezza  informatica esiste davvero?

La risposta è che la sicurezza è sempre una questione di tempo. Per le forze armate è importante che un ordine rimanga segreto quanto basta (es. lo sbarco in Normandia). Avuto l’effetto desiderato, diventa comunque pubblico. Anche un codice segreto prima o poi può essere violato, ciò che conta è che, statisticamente, ciò richieda molto tempo. Nel frattempo si deve cambiare codice.

2)        La realtà del mondo informatico

Il mondo della comunicazione informatica è sempre in evoluzione. All’inizio si aveva Web1.0 incui già c’era Internet, ma per accedere c’erano degli indirizzi molto lunghi, difficili da memorizzare, che qualcuno doveva sapere per altra via (es. da insegnanti universitari). Era comunque un “ambiente” poco familiare, per addetti ai lavori.

Poi si arriva a Web 2.0 il cui emblema è rappresentato dal motore di ricerca Google. A questo punto diventa facile accedere alle informazioni, basta mettere qualche parola che possa caratterizzare l’argomento desiderato (es. Mario Rossi Chiavari). Posso trovare ad esempio che lui è iscritto a Facebook (e lì trovo che lo posso contattare via e-mail, trovo le sue passioni, i suoi hobby, i suoi amici, spesso anche l’indirizzo, avendo l’indirizzo trovo anche la foto della sua casa …)

3)        Il mondo del Web appare amichevole, inoltre quasi tutto è gratuito

Ma chi paga tutti questi software, chi paga tutti i computer nel mondo che formano la rete, chi paga i consumi di energia (globalmente sono colossali), chi paga il personale che gestisce? La verità è (come sempre) che paga l’utente finale, cioè tutti noi, i nostri figli, i nostri nipoti.

4)        Qual è il prezzo che paghiamo?

Esso consiste in una larga cessione della nostra “privacy”, il cui utilizzo è a scopo commerciale (es. pubblicità mirata), oppure al controllo socio-politico della popolazione. Ma esistono anche persone malvage, esistono delinquenti che possono approfittare di tutta questa informazione per adescare, per frodare violando carte di credito, per inquinare e guastare il funzionamento dei computer (quale business per chi fa manutenzione! ) e per molto altro.

5)        Quali evidenze abbiamo di tutto ciò?

Molti utilizzano Youtube, e possono vedere che a fianco compaiono caselle che ci propongono acquisti o filmati appetibili per noi, sì perché quel programma va a leggere le pagine da noi frequentate e da ciò deduce i nostri gusti. Tutto ciò è business. Ciò che non riescono a fare le ditte di statistica nel “misurare la temperatura” politica della popolazione, può essere fatto, con molta più affidabilità utilizzando i nostri click (es. mi piace, non mi piace …)

6)        Se pubblico una foto, in realtà dove essa è memorizzata fisicamente?

Qualcuno forse potrebbe saperlo, ma la totalità degli utenti no. Una foto inoltre è copiata, condivisa … anche se la cancello esiste sempre. Per questo si parla di “Cloud” nuvola.

7)        E rifiutare il Web?

Chiunque opera e lavora oggi “deve”, salvo eccezioni, usare il PC e l’Web. È impossibile ribellarsi, il nostro CUD è ora solo ottenibile in modo informatico, le iscrizioni a scuola sono informatizzate. E allora come si fa? Ci vuole consapevolezza, come ieri si insegnava ai ragazzi come  attraversare la strada, oggi si deve anche insegnare come porsi di fronte al “mondo virtuale”.

8)        Molti sono i lati positivi del Web

È vero, qualunque cosa clicchiamo lasciamo una “traccia”, ma abbondante è l’informazione ricevuta in cambio, di qualità mista, bisogna fare debita cernita. Tutti sappiamo che (specie per gli argomenti scientifici) Wikipedia è molto più potente di Treccani, perché è sempre aggiornata da qualcuno, perché gli argomenti sono i più vari.

Giampiero Barbieri

 

 

 

 

 

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