Papa Francesco: “Il mistero pasquale centro della fede deve rinnovarsi in noi ogni giorno”

apr 1st, 2013 | By | Category: Apertura

Molto ci hanno lasciato le cerimonie pasquali officiate per la prima volta da Papa Francesco, il cui linguaggio pare arrivare dritto al cuore delle persone.Di seguito pubblichiamo un diario di ciò che abbiamo vissuto e di cui approfondimenti fotografici e video potranno essere visionati su www.ilvaticanese.it.

L’essenzialita’ della veglia pasquale che ci conduce a Gesu’. Il Papa: “Non chiudiamoci alle novità della vita”.

Dopo l’ostensione televisiva della Sacra Sindone registrata dalla Cattedrale di S. Giovanni Battista a Torino, per cui il Papa ha prodotto anche un suo messaggio dedicato “alla speranza nell’amore di Dio”, e’ stata la volta della Veglia pasquale. Mentre la Sacra Sindone, il sacro telo, approda in 2.0 gia’ la stessa rete, da tempo, per ricercare il volto di Gesu’, per amore della verita’, ospita un esperimento singolare. Unico piu’ che altro e soprattutto bello. Nasce dall’esigenza di Fabio Gallo di testimoniare il desiderio di Cristo, suo e di molti, di incontrarlo ancora o per la prima volta in mezzo a noi. Scatti sovrapposti alla Sindone ci fanno giungere la percezione visiva e tattile di come fosse realmente il volto umano di Gesu’. Perche’ quella immagine e’ una fotografia perfetta di un giovane incontrato tra tanti ed il cui viso riporta fedelmente a Cristo, al facies, all’aspetto lasciato impresso sul lino. Cristo per amore dell’umanita’ ha portato la croce sulle sue spalle, mostrandosi a tutti e sacrificandosi per redimere il mondo e per fare cio’ e’ divenuto umano. L’arte della Sindone ricostruita da Fabio Gallo ci riporta queste sembianze e ci fa sentire Cristo piu’ vicino. E’ possibile consultare l’opera su www.ilvaticanese.it, conoscere le curiosita’ della sua realizzazione, apprezzarne la straordinaria e puntuale qualita’ fotografica, in uno standard che appartiene ad uno dei fotografi contemporanei piu’ quotati ed all’unita’ di misura di DigItalia Bank della Fondazione Paolo di Tarso. Sembrera’ di riconoscere Gesu’, per il tramite dell’arte che testimonia bellezza e verita’. Stasera in questo sabato santo in numerosissimi hanno partecipato alla Santa Messa in piazza San pietro, dove per il rito pasquale e’ stata scelta la formula breve su desiderio di Papa Francesco. Presente il Vaticanese.it. Tanti tanti giovani hanno atteso il Papa, piu’ di tutti, tra i fedeli, sempre composti, li’, pronti in silenzio a riempire tutti i settori della piazza come se fossero nella Basilica di S. Pietro. Le letture sono state semplificate in accordo con il cerimoniere pontificio Guido Marini. Quattro catecumeni adulti hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana da Papa Francesco: il battesimo, la comunione e la cresima. A riceverli proprio per mano del Sommo Pontefice in questa Pasqua 2013 un albanese di 30 anni, un italiano di 23 anni, un russo di 30, uno statunitense di origine vietnamita di 17 anni. Domenica vi e’ la Messa solenne con l’annuncio della Resurrezione di Cristo ed a seguire la tradizionale benedizione “Urbe et Orbi” da parte del Vescovo di Roma.

E’ giunto forte e chiaro a tutto il mondo il messaggio del Santo Padre in occasione della veglia pasquale. “Non chiudiamoci in noi stessi – ha detto Papa Francesco – non chiudiamoci alle novita’ della nostra vita, siamo spesso stanchi, delusi, pensiamo di non farcela ma dobbiamo aprirci al mondo perche’ puo’ riservarci belle sorprese. Non chiudiamoci in noi stessi”.

Gesu’ e’ risorto: “C’e’ una speranza per tutti e ogni zona d’ombra della vita puo’ rifiorire”.

In Piazza S. Pietro, in questa Santa Messa, per la Resurrezione di Cristo, nella domenica di Pasqua, sono migliaia le persone provenienti da tutto il mondo. Tra questi armeni, musulmani, ebraici, argentini, appartenenti a tutte le religioni perche’ una delle prime sfide espresse da Papa Francesco e’ l’ecumenismo. Lo abbiamo visto subito in questi primi momenti di Pontificato quando il Vescovo di Roma ha abbracciato Bartolomeo I. Tante infatti sono anche le voci che si odono stamani, in tutte le lingue, come una polifonia che si innalza come un unica voce corale. Di seguito pubblichiamo il primo messaggio Urbi ed Orbi di Papa Francesco in questa Pasqua 2013: “Cari fratelli e sorelle del mondo intero. Buona Pasqua! Che grande gioia darvi questo annuncio, vorrei che giungesse in ogni famiglia, nelle case, in particolare di chi soffre, delle carceri e soprattutto vorrei che raggiungesse tutti i cuori. Gesu’ e’ risorto: c’e’ una speranza per te, non sei piu’ sotto il peso del peccato, ha vinto l’amore, la misericordia. Anche noi, andando al sepolcro, ci chiediamo cosa significa questo episodio. Significa che l’amore di Dio puo’ far fiorire quelle zone di deserto nella nostra vita. Questo stesso amore misericordioso ha inondato di luce il corpo di Gesu’, facendolo passare nella vita eterna. Gesu e’ entrato nella vita gloriosa di Dio con la nostra umanita’, aprendoci ad un futuro di speranza. Ecco cos’e’ la Pasqua. Il passaggio dalla morte alla vita. Cristo e’ morto e risorto una volta per sempre e per tutti, un passaggio dalla schiavitu’ alla liberta’, dal male al bene, che deve applicarsi ogni giorno. Quanti deserti atroci deve attraversare ancora l’essere umano quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto il Creato. Ma la misericordia di Dio puo’ far fiorire anche la terra piu arida, accogliamo la grazia di Dio, facciamo che la misericordia diventi sostanza della nostra vita per far fiorire la giustizia e la pace. Chiediamo a Dio di tramutare l’odio in amore, la guerra in pace. Cristo e’ la nostra pace e invochiamo pace per il mondo intero. Pace, ad esempio, per il medio Oriente, in particolare, tra israeliani e palestinesi, che non riescono a porre fine ad un conflitto che dura da molto tempo; pace in Iraq perche’ cessi ogni violenza; per l’amata Siria ferita dal conflitto e per i numerosi profughi che attendono aiuto e consolazione: quanto sangue ancora deve essere versato perche’ si trovi soluzione politica alla crisi. Pace per l’Africa, anch’essa sede di conflitti, dove c’e’ miseria, dove gli attentati sono numerosi come numerosi sono gli innocenti, quanti sono i bambini tenuti in ostaggio. Pace alla Repubblica democratica nel Congo e ancora in Africa; pace in Corea perche’ vi sia un rinnovato spirito di riconciliazione; pace in tutto il mondo; pace per chi cerca facili guadagni nel mondo, per chi e’ egoista perche’ l’egoismo alimenta persino la tratta di persone, la schiavitu’ piu’ estesa in questo XXI secolo – il Papa lo ripete due volte -. Pace in tutto il mondo; pace a questa nostra Terra. Gesu’ risorto porti conforto a chi e’ vittima delle calamita’ naturali. Cari fratelli e sorelle rendete grazie al Signore perche’ e’ buono, perche’ il suo amore e’ per sempre. Giunti in ogni parte del mondo, luogo della cristianita’, in questa piazza, rinnovo il mio augurio di Buona Pasqua. Portate nei nostri paesi il messaggio di gioia che ogni anno si rinnova con forza: il Signore risorto sia di speranza e sostegno a tutti. Grazie della vostra testimonianza di fede. Grazie dei bellissimi fiori che vengono dai Paesi Bassi. Cristo risorto guidi tutti voi su sentieri di giustizia, di amore e di pace. Gli Apostoli Pietro e Paolo intercedano per noi e nel messaggio Urbi et Orbe, concedano l’indulgenza plenaria a quanti sono in piazza S. Pietro e a quanti seguono per il tramite dei mezzi di telecomunicazione. Buona Pasqua”.

Dal Regina Coeli alla visita nella necropoli vaticana: “Senza la grazia non possiamo nulla”

Lunedi dell’Angelo 2013. In occasione della prima Regina Coeli di Papa Francesco migliaia di persone hanno confermato la loro presenza per ascoltare la preghiera alla Madonna del Vescovo di Roma.

Il Papa con la semplicità ed umiltà che abbiamo imparato a conoscere e con le novità, nelle vicinanze ai fedeli, a cui già ci ha abituato, ha rinnovato gli auguri di una buona Pasqua, iniziando il suo messaggio con un buongiorno e concludendolo con un buon pranzo. Un saluto di un amico verso persone care, di un Padre ai suoi figli, di un Pastore al suo popolo, come per ringraziare ciascuno ed assicurarsi che ognuno stesse bene.

Papa Francesco ha ricordato come la Pasqua ed il suo significato, con la vittoria del bene sul male, con il trionfo dell’amore, sia il centro della nostra fede. “L’odio – ha detto Papa Francesco – lasci il posto all’amore, la tristezza alla gioia, la menzogna alla verità”. “Preghiamo insieme – ha proferito il Papa nel Regina Coeli – nel nome del signore morto e risorto perchè il mistero pasquale possa operare in noi. Preghiamo insieme alla Madonna, senza la grazia non possiamo nulla”.

 

La visita alla necropoli vaticana: la prima volta che accade per un Papa. Nel pomeriggio, circa alle 17.00, il Vescovo di Roma è uscito da S. Marta in Vaticano, dove ha scelto di dimorare anziché nell’appartamento papale, accompagnato anche dall’Arciprete della Basilica Vaticana il Cardinale Angelo Comastri. Insieme si sono diretti verso il sepolcro di Pietro dove il Papa si è fermato a pregare ma soprattutto Bergoglio ha voluto soffermasi nel luogo dove Pietro, il primo Papa fu sepolto, nella necropoli sottostante l’attuale Basilica, sopra cui è stato costruito il monumento più importante della cristianità. Papa Francesco ha ascoltato molto bene la storia che gli è stata raccontata sulle origini della Basilica petrina, fatti che sono molto bene testimoniati ed articolati con sintesi e puntualità, proprio sin dalla originaria costruzione cristiana, nel prezioso libro “Luoghi Vaticani” dello storico dell’arte Angela Cianfarini, edito a Roma per ATS da libreria Editrice Vaticana nel 2000.

Più precisamente Papa Francesco, che ancora una volta vanta con semplicità e discrezione un altro primato, è il primo Pontefice a scendere negli scavi della Necropoli vaticana, lunedì 1 aprile 2013”. “Si è avvicinato – come si legge in una nota della sala stampa vaticana – all’antica tomba di San Pietro, presso la quale ha sostato in preghiera silenziosa, in raccoglimento profondo e commosso”.
“Il Santo Padre Francesco ha compiuto una visita di devozione alla tomba di San Pietro nella Necropoli che si trova sotto la Basilica vaticana”, prosegue la nota. Il Papa era accompagnato dal card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica Vaticana, dal delegato della Fabbrica di San Pietro, mons. Vittorio Lanzani, dal suo segretario mons. Alfred Xuereb e dai responsabili della Necropoli vaticana, Pietro Zander e Mario Bosco.
“Primo Papa a scendere negli scavi della Necropoli vaticana, il Papa Francesco ha percorso tutta la via centrale della Necropoli, che si trova sotto la Basilica e le Grotte vaticane, ascoltando le spiegazioni del Card. Comastri e del Dr. Zander, avvicinandosi al luogo dove si trova la tomba di San Pietro, esattamente sotto l’altare centrale e la cupola della Basilica”, fa sapere con esattezza la sala stampa.

“Nella Cappella Clementina, il luogo più vicino alla tomba del Principe degli Apostoli, il Papa ha sostato in preghiera silenziosa, in raccoglimento profondo e commosso”, riferisce sempre la nota. La visita si è conclusa nelle Grotte vaticane, rendendo omaggio alle tombe dei Papi del secolo scorso che vi si trovano: Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo I.
Uscendo dalla Grotte, alle 17.45, il Papa ha salutato il personale presente ed è rientrato a piedi a Santa Marta, come a piedi era giunto all’ingresso degli scavi sul fianco sinistro della Basilica.

 

Sono gesti di profondo significato che ci fanno comprendere quanto sia attento l’approccio con cui Bergoglio ha accolto e fonda il suo incarico di Pastore, con un costante richiamo per sé e per gli altri, in un dissolubile cammino in Cristo, alle origini della Chiesa.

Viviana Normando

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