Contributi di donne al Concilio Vaticano II

mar 25th, 2013 | By | Category: Apertura

Il Concilio Vaticano II ha portato un vento di freschezza nella Chiesa, anche per il contributo dei 47 laici che furono invitati da uditori dal S. Padre Paolo VI.

Dai documenti conservati presso l’archivio segreto del Vaticano e presso il Pontificio Consiglio dei laici, studiati da Adriana Valerio storica della Chiesa, si apprende che ben 23 furono donne e parteciparono alla III e alla IV sessione del Concilio (1964-1965). Provenivano da varie nazioni, dieci le consacrate, tredici le laiche rappresentanti di diverse aggregazioni ecclesiali,  chiamate a titolo personale.

L’opportunità offerta alle donne non fu coralmente condivisa dai Padri conciliari, ancora ostili alla loro presenza nell’interno della Chiesa, preoccupati di quale ruolo avrebbero potuto svolgere nelle assemblee: difatti, non furono silenziose né solo spettatrici, presentarono delle “propositiones” che poi si seppe non arrivarono mai sul tavolo del Pontefice poiché fermate dai cardinali, in particolare da Pericle Felici.

Pilar Bellosillo, spagnola (1913-2003) presidente dell’UMOFC, sempre attenta alle questioni inerenti la famiglia e la promozione delle donne, si fece promotrice di una proposta che fu definita “una nuova pentecoste”, poiché richiamava l’attenzione sulla partecipazione nella vita della Chiesa delle donne, che a vario titolo ma senza definizioni, davano un intelligente contributo all’apostolato.

Lavorò soprattutto nella commissione che redasse l’”Apostolicam actuositatem”, fu scelta come portavoce dall’Assemblea conciliare, ma i Cardinali le preferirono Patrick Keegan che parlò a nome del gruppo.

Gli uditori e le uditrici al termine delle sessioni di studio, scrissero al Papa una lettera di ringraziamento per l’onore ed il privilegio loro concessi: fu nuovamente Pilar Bellosillo nominata portavoce, ma anche questa volta il card. Pericle Felici non acconsentì in nome del divieto paolino “Le donne tacciano in assemblea”(I Cor. 14,34).

La gratitudine espressa al Papa Paolo VI per aver vissuto l’esperienza conciliare lenì solo in parte la delusione delle 23 donne uditrici che si videro respinte le loro “propositiones”: evidentemente nel 1965 precedevano troppo i tempi e risultavano ardimentose. Attualmente, alla luce della nostra esperienza di apostolato laico, queste diffidenze nei confronti delle donne sono superate, tanto è vero che nell’agenda del Papa Francesco vi è il ruolo della donna nella Chiesa.

L’importanza del Concilio Vaticano II, a 50 anni dalla sua indizione, è stata ripercorsa in un incontro promosso dalla presidente del  Serra club di Aversa Rosanna Martino che ha invitato Adriana Valerio, docente di storia della Chiesa all’Università di Napoli, autrice del saggio “Madri del Concilio” : un’occasione di riflessione sul tema che si è tenuta nella sala conferenze messa a disposizione dall’Assessore alle politiche sociali del Comune di Aversa Romilda Balivo, con la partecipazione della presidente della Consulta dei laici Lina Maiolica.

Il pubblico, in seguito, ha partecipato al dibattito vivacemente, segno che i temi della fede interessano a vario titolo tante persone che, a parer mio, vanno sollecitate su questioni di carattere problematico, ovvero la fede “dal dono alla ricerca”, che è sostanzialmente il tema serrano nell’Anno della fede.

Maria Luisa Coppola

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