Esempio Aversa: giornata con le famiglie dei seminaristi

mar 23rd, 2013 | By | Category: Pastorale Vocazionale

“Quale ruolo devono assumere i genitori d’un seminarista?” E’ un momento decisivo assecondare la scelta di un figlio che chiede di andare in Seminario, alla ricerca del senso della vita. Comunemente le aspirazioni dei familiari sono altre: un buon posto di lavoro, una famiglia, il benessere economico, insomma una sistemazione adeguata. Quando i sogni dei genitori non trovano rispondenza negli obiettivi dei figli, c’è contrasto, capita se scelgono un lavoro autonomo od artistico, se portano in casa amici non graditi, figurarsi quando un ragazzo comunica che vuol diventare sacerdote nella nostra realtà in cui il prete non è più un modello di convenienza e di prestigio come nei tempi dell’ordine cavalleresco né uno stereotipo di successo perchè diffonde ideali inversamente proporzionali e contrari alla società dell’immagine. Il ragazzo che si allontana da casa per andare in Seminario lascia perplessi i genitori che si chiedono “perché, cosa gli capita, dove ho sbagliato?” come se la scelta del loro figlio fosse un disturbo mentale od una fuga dalla famiglia. Non tutti si sentono privilegiati ed onorati dalla grazia di un figlio sacerdote, alcuni lo assecondano tiepidamente e restano vigili in attesa di ulteriori conferme.  Don Franco Picone, Vicario generale della diocesi di Aversa, invitato dal Rettore del Seminario Mons. Stefano Rega all’incontro annuale con le famiglie dei seminaristi, riferendo qualche testimonianza personale si commuove, specie quando ammette d’essere affezionato alla madre tanto da dedicarle ogni momento libero ed il pranzo domenicale.  Certo, tutte le mamme avvertono di quanto affetto abbia bisogno un figlio sacerdote che dedica tutta la sua vita agli altri, che è sempre pronto ad ascoltare e a vivere il ministero con totale donazione di sé; una mamma si chiede chi gli sarà vicino nei momenti di maggiore fatica o di solitudine, chi si prenderà cura di lui quando lei non ci sarà più… Ai genitori don Franco consiglia il dialogo anche sui temi dell’affettività, della sessualità, di come vivere l’esperienza dell’Amore senza riserve, perché la definizione della personalità del loro figlio sia seguita discretamente, nella condivisione di sentimenti che nel tempo occorre saper gestire. Il compito dei genitori diventa delicatissimo: si ha timore d’invadere la privacy, di sostituirsi ai formatori, di ricevere dai figli un silenzio imbarazzante. Questo argomento desta tra i presenti grande attenzione, tanto che le mamme vorrebbero saperne di più, nonostante sia passata un’ora dall’inizio dell’incontro, segno che don Franco ha fatto centro!  Tra i vari interventi seguiti alla  relazione, oltre questi interrogativi riportati, particolarmente incisiva la testimonianza di una mamma che ha risposto con gioia alla richiesta del figlio, che ha confermato di sentirsi prediletta per aver donato il suo gioiello al Signore, che dal profondo del cuore ringrazia ed accettala Suavolontà seguendo ed assistendo con la  preghiera il suo cammino vocazionale. E’ stata per tutti una bella lezione di fede, un po’ la prova concreta del messaggio che con la sua relazione  don Franco Picone voleva consegnarci,

don Franco Picone – Vicario Generale Diocesi di Aversa

ovvero l’importanza della fede che è il sentimento dell’abbandono alla volontà del Signore, è l’affidarsi senza riserve al disegno divino, è il primo e l’ultimo traguardo della vita, è la certezza della salvezza. Come si perviene alla fede matura è un percorso interiore personalissimo, non c’è età prestabilita né modalità;  un giovane che sceglie di essere sacerdote oggi è sicuramente generoso ed altruista, è più consapevole dei suoi coetanei, insegue e persegue un cammino di gioia e d’amore, ha scelto di vivere con intensità la chiamata. Sui volti delle mamme e dei papà presenti all’incontro ho notato la soddisfazione e la gioia di essere stati rassicurati dell’affetto e delle costanti premure con cui i figli vengono seguiti in Seminario ed anche la convinzione che le loro scelte non possono in alcun modo essere contrastate, anzi assecondate e favorite. A mezzogiorno, il primo Angelus del Papa Francesco: don Stefano ha preparato il collegamento televisivo perché tutti noi potessimo virtualmente essere vicini al nuovo Pontefice. Che dire? La commozione alle stelle, la gioia trasmessa dalle parole di Sua Santità hanno provocato in ognuno di noi uno tsunami di dolcezza e di euforia…. ecco il buon papà, pardon il buon Papa Francesco, benedice la nostra assemblea ed i nostri ragazzi, il loro cammino vocazionale e, nel contempo, i genitori si ritrovano uniti a raccontarsi dei loro figli, che sono un po’ figli di tutti noi. Nell’agape fraterna, in un clima di vera amicizia, ci ha raggiunti il nostro Vescovo S. E. Angelo Spinillo che ha voluto dialogare con le famiglie e con gli educatori cui ha affidato la responsabilità dei cammini formativi e spirituali. Anche quest’anno, il Seminario è diventato la casa di tante famiglie, che insieme formano una grande comunità che persegue l’ideale della Bellezza della vocazione in autenticità di fede.

“Passeranno forse dei secoli tra i primi colpi di zappa e la messe… Ma quanto più presto si lavorerà e quanti più sforzi si faranno, tanto più colui che “dà a chi comanda e apre a chi batte alle porte” benedirà il lavoro dei suoi servitori e farà maturare i frutti”. (C. de  Foucauld )

Maria Luisa Coppola

 

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