Messa di intronizzazione di Papa Francesco: tutti gli uomini sono chiamati a custodire come Giuseppe

mar 19th, 2013 | By | Category: Primo Piano

Un’onda che si muove con il Papa. Questo è stato l’inizio della Santa Messa di intronizzazione di Papa Francesco. Un’ondata di compostezza e di devozione che almeno dalle 0600 di stamani e’ incredibilmente in preghiera e in raccoglimento. Tutti hanno atteso il suo sorriso, la sua capacità di contagiare le persone, quando parla di misericordia e si vedono i fedeli che lo ascoltano e vanno via con letizia. Il Pontefice ha fatto un giro lunghissimo, sconfinando anche dai limiti territoriali vaticani, fermandosi anzi ordinando di fermarsi con la sua auto per scendere in mezzo al suo popolo, al popolo di Dio, rappresentato dai bambini che ha baciato, da un disabile a cui ha prestato molta attenzione, un pellegrinaggio. Una presenza fisica del Pastore che cerca il contatto con il suo gregge, che sente il richiamo, si gira, guarda, sorride, si ferma, passa e ripassa per farsi vedere, per non tralasciare nessuno. “C’e’ come un’attrazione tra la folla e il Papa, si cerca un punto di riferimento, la gente lo ha trovato, in un Papa che ha un cuore grande cosi – ha detto mons. Paglia confermato insieme a tutti i dicasteri”.

Il Papa e’ seguito minuto per minuto anche da tutta l’Argentina a cui Francesco ha chiamato e la cui telefonata, in un legame profondo, e’ stata trasmessa in diretta da tutti i media. Presenti alla manifestazione per il tramite della tv sono i malati e i carcerati. Il Papa ha dato una comunicazione di speranza, di giovinezza, di sentimenti proiettati verso il nostro futuro. “Un soffio di Vangelo – cosi ha definito mons. Bruno Forte Arcivescovo di Chieti Papa Francesco – quest’uomo di Dio che chiede di pregare per lui, per essere un buon pastore. Papa Benedetto ci aveva preparato ad una riforma spirituale della Chiesa, continua la strada del suo predecessore di verità, con semplici gesti che manifestano il Vangelo”. Presente anche Bartolomeo I per la prima volta in una inaugurazione pontificia, nella volontà di riallacciare i rapporti e che hanno bisogno di essere rinsaldati in una nuova amicizia. Papa Francesco ha indossato il Sacro Pallio e l’anello del Pescatore che ha iniziato a portare Paolo VI fino a Benedetto XVI e a Bergoglio.

Il Papa si e’ fermato sul sepolcro di Pietro a pregare, sempre con il capo chino. Significativa la presenza delle alte confessioni della Chiesa, richiamate dal profilo ecumenico che il Papa stesso ha avocato dalla sua umanità definendosi da subito vescovo di Roma, elemento comune a tutte le confessioni, e uomo di carità. Numerose le delegazioni internazionali, tra gesuiti e i francescani, un palazzo di vetro su San Pietro, delegazione esaudita, l’ambasciatore cinese ha detto: “che le virtu’ personali siano le virtu’ stesse della Chiesa”, la regina del Belgio, il principe di Monaco, la comunita’ ebraica, la delegazione americana, tedesca con Angela Merkel, brasiliana, argentina. E’ stato il Cardinale Tauran a collocare il pallio sulle spalle del Papa con l’aiuto del cerimoniere pontificio Guido Marini. Sua Eminenza il Cardinale Angelo Sodano gli ha consegnato invece l’anello del Pescatore, sigillo di Pietro il Pescatore. Il Vangelo e’ annunciato, come nelle grandi occasioni, in greco per dimostrare che la Chiesa e’ composta dalla Chiesa di Oriente e Occidente.

Nella omelia, ad esempio, dice Papa Francesco:

“Cari fratelli e sorelle ringrazio il Signore di potere celebrare l’inizio del Ministero Petrino nel giorno, denso di significato e di gioia, di san Giuseppe, sposo di Maria e onomastico del mio venerato predecessore, Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, Papa emerito, che salutiamo con affetto e riconoscenza. Saluto tutti. Giuseppe prende il ruolo di custos, di custode della Chiesa, non solo di Maria perche’ Maria e’ della Chiesa Vergine e modello. Come e’ riuscito ad essere custode Giuseppe? in una fedeltà assoluta e costante anche quando non comprende, nei momenti sereni e difficili, quando non trova Gesu’ e lo ritrova nel tempio ad esempio, nella quotidianità della casa di Nazareth. Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, della Chiesa? Giuseppe e’ stato disponibile al suo progetto non tanto al suo. Dio desidera la fedeltà al suo disegno, e’ Dio stesso che costruisce la casa fatta da pietre vive. Giuseppe e’ custode perchè si sa far guidare, sa leggere con realismo gli avvenimenti e sa prendere le decisioni piu’ sagge. Risponde alla vocazione cristiana con disponibilita’, costruisce il creato, con al centro Cristo. Custodire la bellezza del creato, l’avere rispetto per ogni creatura di Dio nell’ambiente in cui viviamo, l’amore per i vecchi, i bambini, per coloro che sono piu’ fragili. I coniugi si custodiscono reciprocamente, sono custodi dei figli che a loro volta divengono custodi dei genitori; si è custodi delle amicizie, del rispetto, del bene reciproco, vi è la custodia delle confidenze. Siate custodi dei doni di Dio. E quando l’uomo viene meno allora trova spazio la distruzione e l’uomo inaridisce. Vorrei chiedere a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità, a tutti gli uomini di buona volontà, siamo custodi dell’altro, dell’ambiente, non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo mondo. Dobbiamo essere custodi di noi stessi, custodire vuol dire vigilare sui nostri sentimenti perchè e’ da lì che escono le intenzioni buone e cattive, non dobbiamo avere paura della bonta’ e della tenerezza. Giuseppe appare lavorante, forte ma nel suo cuore c’e’ tenerezza e rivela capacita’ di amore. Non dobbiamo avere timore della bonta’ e della tenerezza. Oggi insieme alla festa di San Giuseppe celebriamo il Vescovo di Roma che comporta anche un potere. Ma di quale potere si tratta: dice Cristo ‘pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle’. Il vero potere e’ il servizio. Anche il Papa per esercitare il potere deve guardare al servizio umile, concreto ricco di fede, di san Giuseppe e accogliere con affetto e tenerezza i piu’ poveri, i piu’ piccoli, solo chi serve con amore sa custodire. Oggi, come Abramo, abbiamo bisogno di speranza, di restare saldi nella speranza. Custodire Gesu’ con Maria e’ custodire l’intera creazione, ogni persona, custodire noi stessi, ecco un servizio a cui il Vescovo di Roma e’ chiamato ma tutti sono chiamati a questo servizio, per far risplendere la stella della speranza. A voi tutti dico pregate per me”. Si conclude l’omelia di Papa Francesco che invoca tutti i Santi, in particolare Pietro e Francesco. Un’omelia che e’ stata caratterizzata dal verbo custodire, perche’ tutti sappiano custodire e servire l’altro come Giuseppe, insieme al Papa, senza avere paura dell’amore. “Non abbiate paura” una frase che si ripete e che ricorda Giovanni Paolo II. La mattinata si chiude sulle note di un pezzo raro di Pierluigi da Palestrina, “tu sei il mio pastore”, come il nostro Pastore, umile e Padre, per noi tutti, è Papa Francesco. Una grande festa per la Chiesa, in cui tutti si sono stretti attorno al loro Pastore e gli assicurano preghiere quotidiane.

 

Viviana Normando

Si veda per approfondimenti www.ilvaticanese.it. Presente la redazione de Il Serrano on line, www.serraclubitalia.it,  il portale delle vocazioni sacerdotali  alla Santa Messa di intronizzazione di Papa Francesco.

Nella foto tra i Cardinali in preghiera innanzi a Papa Francesco Sua Eminenza  il Cardinale Josè Saraiva Martins, Consulente episcopale e spirituale di Serra International Italia.

Auguri per la festa di San Giuseppe. Auguri al nostro Santo Padre. Auguri ad ogni papà di tutte le famiglie e famiglie serrane ed ai papà della grande famiglia serrana in Italia e nel mondo.

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