Oggi tutti presenti i cardinali “elettori”

mar 7th, 2013 | By | Category: Apertura
Verso il Conclave. È terminata la quinta congregazione generale dei cardinali e non c’è ancora la data di inizio del Conclave per l’elezione del nuovo Pontefice. È quanto si apprende al termine dei lavori e all’uscita dei primi cardinali. Una seconda congregazione generale della giornata è in programma nel tardo pomeriggio e sembrerebbe che questa volta possa esserci qualche indicazione di più.

Nelle scorse ore è salito a 114 su 115 il numero dei cardinali elettori arrivati a Roma: manca ancora il vietnamita Jean-Baptiste Pham Minh Man, attesi entrambi per oggi. Con loro potrebbe essere decisa la data di inizio del Conclave che dovrà indicare il successore di Papa Benedetto XVI.

La data di inizio del Conclave quando “sarà maturo il momento”
Sarà il Decano del Collegio dei cardinali a “cercare di percepire quando sarà maturo il momento più opportuno per la data di inizio del Conclave”. Lo ha chiarito il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi che ha poi spiegato che evidentemente “c’è ancora un cammino da fare per dare tempo ai cardinali di discutere o perché, per correttezza, si vuole aspettare l’ultimo cardinale in arrivo” per prendere una decisione così importante.

Le relazioni della giornata
Sedici interventi questa mattina nei lavori della quinta Congregazione. “Anche oggi – ha riferito il portavoce vaticano padre Federico Lombardi – c’è stata un’ampia gamma di interventi con una varietà geografica e culturale. Anche oggi i temi più trattati sono stati quelli dell’evangelizzazione e dell’impegno della Chiesa rispetto alle sfide del mondo contemporaneo. Ma spazio è tornato a trovare anche la questione della Curia romana, degli Uffici della Santa Sede e del dialogo tra Roma e gli episcopati locali. Altri cardinali hanno, invece, voluto puntare sull’impegno caritativo e in favore dei poveri.

I tre capi dicastero competenti sui bilanci e le questioni economiche, Giuseppe Versaldi della Prefettura degli Affari Economici, Domenico Calcagno dell’Apsa e Giuseppe Bertello del Governatorato, benché decaduti con le dimissioni del Papa, “hanno offerto oggi agli altri cardinali, in modo sintetico ma chiaro, i principali dati sulla materia, in ottemperanza a quanto prescritto dalla Costituzione Apostolica Pastor Bonus”. Lo ha riferito il portavoce padre Federico Lombardi.

Il telegramma per la morte di Chavez
Il collegio dei cardinali in preconclave ha inviato un telegramma alle autorità venezuelane per la morte del presidente Hugo Chavez. Nel periodo di sede vacante è il collegio cardinalizio a svolgere anche queste funzioni in caso di messaggi per la morte di un capo di Stato.

Cardinali Usa, stop alle conferenze stampa                                                                           Preoccupati della possibilità che si possano verificare dei problemi con la riservatezza di questa fase di Sede vacante, i cardinali statunitensi ieri hanno cancellato la conferenza stampa che in questi primi giorni della settimana si era svolta alla fine dei lavori della Congregazione generale della mattina. Richiesto di commentare la decisione padre Federico Lombardi, gesuita, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, non ha voluto esprimersi. Piuttosto ha precisato come dovrebbe venire interpretato più in generale il lavoro che sta svolgendo il Collegio cardinalizio nel suo complesso. «Non tocca a me dare indicazioni ai cardinali su come comportarsi. Non mi stupisce che nel continuare il cammino ci sia stata prima una condivisione e poi, sentendo le indicazioni del collegio, si sia messo a punto il modo migliore per intervenire».                                                                                   «Mi sembra chiaro – ha aggiunto – che il cammino del Collegio cardinalizio verso il Conclave è particolare. Non è un convegno o un Sinodo ma piuttosto è un cammino in cui il Collegio riflette insieme per decidere la direzione da prendere. In questo senso il cammino deve essere di riservatezza per tutelare la riflessione di ognuno». Il gruppo dei cardinali statunitensi ha comunque un coordinamento generale per quanto riguarda il rapporto con i media. Che avviene attraverso suor Mary Ann Walsh, direttore della comunicazione per la Conferenza episcopale statunitense. A Roma la religiosa si preoccupa di fare in modo che ci siano notizie e informazioni da far arrivare negli Stati Uniti, sia direttamente, sia attraverso i moltissimi giornalisti statunitensi che sono accreditati per seguire i lavori del Conclave. In un’intervista al «Tg2» la religiosa ha fatto presente che uno dei suoi compiti è di rispondere all’interesse dell’opinione pubblica, cattolica e non, degli Usa. Da qui le conferenze stampa degli ultimi giorni, prima della decisione di ieri. La religiosa in ogni caso tiene un suo blog su cui si possono leggere riflessioni e commenti sulla prima fase dei lavori della Sede vacante.                                                                                                                                                   Finora agli appuntamenti con la stampa, i briefing, hanno partecipato i cardinali Donald Wuerl e Francis George il primo giorno; martedì erano presenti i cardinali Sean O’Malley e Daniel Di Nardo. «Meglio parlare con la stampa che non parlarci», aveva rilevato il cardinale George. Di Nardo notava che «forse è più normale negli Stati Uniti che negli altri paesi, e poi è il modo per dire alle persone che seguono questi eventi, senza violare il giuramento, cosa facciamo ogni giorno e come procediamo».                                                       Fabrizio Mastrofini

Oggi tutti gli «elettori» presenti in Vaticano                                                                               L’ultimo dei cardinali elettori, il vietnamita Jean-Baptiste Pham Minh Man, arriverà oggi, mentre ieri è arrivato il penultimo atteso a Roma, l’arcivescovo di Varsavia Kazimierz Nycz. Dopo di che, nelle congregazioni generali si potrà iniziare a parlare della data di inizio del Conclave, e decidere se votare per un’eventuale anticipazione. In ogni caso, il Collegio cardinalizio non ha «nessuna fretta» a questo riguardo. Anzi, «si sente molto bene la volontà di una preparazione adeguata, seria, approfondita, non affrettata, e in questa situazione non è ancora parso opportuno porre una votazione sulla data del conclave», anche perché, appunto, «può essere più rispettoso e naturale attendere che ci siano tutti».

Nel briefing giornaliero con i giornalisti accreditati in Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi ha spiegato in questo modo perché – come del resto era stato detto fin dall’inizio – sarà necessario attendere ancora oggi o forse anche domani per sapere con certezza la data d’inizio del Conclave chiamato a eleggere il successore di Benedetto XVI. Del quale, ha aggiunto il portavoce, la quarta Congregazione di ieri ha iniziato a delineare «attese e profili» ma, chiaramente, «non il nome». Nella mattinata infatti, ha spiegato Lombardi, iniziata con gli auguri di buon compleanno rivolti dal decano Angelo Sodano a tre porporati (Walter Kasper ha compiuto 80 anni, Francesco Coccopalmerio, 75, e Julio Terrazas, 77) si è parlato della Chiesa nel mondo di oggi, della nuova evangelizzazione, dei rapporti tra Santa Sede e dicasteri, con diciotto cardinali che hanno preso la parola – ciascuno per circa cinque minuti – portando così il totale degli interventi fino a oggi a cinquantuno. Quello che «si sente molto bene nel Collegio cardinalizio», ha proseguito Lombardi, è «la volontà di una preparazione adeguata, seria, approfondita, non affrettata». Per questo, anche, «in questa situazione non è ancora parso opportuno porre la votazione sulla data del Conclave, che potrebbe essere sentita da buona parte del Collegio dei cardinali come una certa forzatura, rispetto alla dinamica di riflessione e di maturazione da parte del Collegio», oltre, appunto, una corta di mancanza di cortesia nei confronti di quanti ancora sono assenti. Ma, è stato chiesto, ci sarà già il nuovo Papa a Pasqua? «Nell’attesa comune – è stata la risposta – si pensa che è probabile che ci sia», chiaramente si tratta di «un desiderio, un’opinione, non una certezza, lo sapremo solo quando vedremo il nuovo Papa affacciarsi dalla Basilica di San Pietro». Lombardi ha quindi ancora ribadito che «è tradizionale» che cresca la «linea di riservatezza» dei cardinali, a mano a mano che ci si avvicina al Conclave. Con ciò, secondo il portavoce, si spiega anche la decisione presa ieri dai porporati statunitensi di annullare il terzo, previsto briefing con la stampa: «Non ho da dare indicazioni sul modo in cui comportarsi con la stampa, è compito dei cardinali nelle Congregazioni, in cui sono responsabili insieme: devono essere loro a guidare il cammino verso la meta dell’elezione del nuovo Pontefice nel Conclave». Del resto, ha aggiunto, il «cammino verso il Conclave è una situazione particolare: non è un convegno o un Sinodo, in cui si danno la maggiore quantità di informazioni possibili, ma un cammino in cui il Collegio cardinalizio fa la sua riflessione per giungere alla decisione, in coscienza di ognuno dei membri, sull’elezione per il nuovo Pontefice». Per questo, dunque, il «clima di notevole riservatezza» che c’è «garanzia di libertà spirituale».
Quanto alla “lista di proscrizione” con i nomi di dodici cardinali che costituirebbero, secondo l’Associazione vittime degli abusi sessuali (Snap) «la scelta peggiore per i bambini», il commento di Lombardi è stato secco: «Crediamo che non tocchi a Snap dire chi deve venire in Conclave, né dare una qualifica ai cardinali: dipende dai cardinali stessi giudicare chi è adatto a fare il Papa senza bisogno di chiedere consiglio a Snap». Nel corso del briefing di ieri è stato infine presentato un filmato, diffuso dal Centro televisivo vaticano, che mostra i preparativi in corso per predisporre al Conclave la Cappella Sistina, chiusa ai visitatori da martedì scorso. I lavori, iniziati con una bonifica alla ricerca di eventuali apparati elettronici di ascolto (bonifica che sarà ripetuta ancora alla fine dei lavori), mostra la sopraelevazione del pavimento dove verrà sistemato il grande tavolo per accogliere i cardinali durante le votazioni, e le due stufe già approntate, una per bruciare le schede e, l’altra, per produrre le fumate che annunceranno l’esito delle votazioni.​                   Salvatore Mazza

 

Fonte: Avvenire

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