I Serrani in pellegrinaggio alla “Cascina antica”, Chiesa viva di S. Maria Goretti

mar 7th, 2013 | By | Category: Pastorale Vocazionale

Il cammino dell’uomo è stato sempre proiettato verso i grandi valori della vita, sempre l’homo viator di marceliana memoria, andrà per il mondo alla ricerca della Parola che salva. È quanto hanno sperimentato i Serrani di Latina, figli del Beato Junipero Serra, missionario francescano vissuto nel 1.700, evangelizzatore della Nuova California e del Messico. Egli durante le lunghe marce a piedi insegnava ai suoi Indios che solo nella centralità di Cristo trovava fondamento la centralità dell’uomo. Il Presidente del Serra Club di Latina Lidano Serra sulla scia dell’Anno della Fede, ha promosso un mini-pellegrinaggio alle Ferriere, nella Cascina del Martirio di Santa Maria Goretti, patrona dell’Agro Pontino. Hanno partecipato all’evento l’Associazione Culturale “Nuova Immagine” col Presidente Franco Borretti, e la giornalista-scrittrice Rita Calicchia. Erano presenti il Governatore del Distretto 72 dott. Giovanni Sapia e il dott. Ugo La Cava rappresentante del C.N.I.S.. Mons. Renato Di Veroli, assistente spirituale dei Serrani, solenne e ieratico, ha celebrato l’Eucarestia nella Chiesa-Cappella che fu teatro della barbara e feroce aggressione alla piccola Marietta. Durante l’omelia don Renato ricorda le tappe salienti dei primi coloni delle paludi pontine tra i quali le famiglie marchigiane dei Goretti e dei Serenelli. La difficile coabitazione culminata poi con la morte tragica dell’undicenne Marietta per sfuggire a una tentata violenza di Alessandro Serenelli. Esempio luminoso di virtù per tanti giovani: una luce che fende le tenebre e una voce che abita la nostra memoria. Quindi don Renato, con voce forte e sicura, ringrazia ed esprime la sua gratitudine al sodalizio serrano: “Una testimonianza unica in questo nostro tempo di smarrimento”. E continua: “Il movimento laicale Serra promuove, sostiene e aiuta le vocazioni al sacerdozio, costituisce un momento importante che introduce alla vita di comunione con Dio. Il celebrante ha poi sottolineato il cammino impervio e difficile dei giovani, il loro bisogno di modelli validi e credibili nell’attuale confusione di una globalizzazione imperante e di un relativismo estremo. E il sacerdote, rappresenta la misura, alta e trascendente, della speranza capace di colmare il vuoto. I Serrani nella loro missione attingono alle fonti di acqua viva e vivificante del Vangelo, e la loro vocazione missionaria si dilata a tutti i popoli del villaggio globale con ardore apostolico. Don Benzi affermava: il prete, ogni prete, porta con sé il fascino di Dio. Un’emozione palpabile è seguita alla toccante celebrazione di don Renato… .

Quindi  la scrittrice pontina Rita Cavicchia presentazione un Documentario tratto dal suo libro “Grazie Santità per questo splendido tramonto”. Il documentario rievoca l’arrivo alla Casa del Martirio di Papa Giovanni Paolo II nel centenario della nascita della Santa. In un tripudio di folla risuonava alta la voce del Papa: “Se il chicco di grano caduto a terra non muore, non darà frutto, ma se muore porterà molti frutti”. E la piccola Marietta, come le stelle di Baruc continua a brillare e a dare frutto sulle tenebre della storia. Anche Pertuliano, il padre dell’apologetica latina convertito al cristianesimo affermava: “Il sangue dei martiri è il seme di nuovi Cristiani”. Santa Maria Goretti fu canonizzata da Pio XII il 25 giugno 1950. L’abbraccio del Bernini a stento riusciva a contenere la moltitudine festante dei presenti in piazza San Pietro. Così Rita Calicchia descrive l’evento: “Vessilli e gonfaloni fluttuavano nella marea, e quello di Corinaldo – patria di Maria Goretti – riscosse vivissimi applausi… . La celebrazione di canonizzazione aveva inizio… noi definiamo santa e iscriviamo nel catalogo dei Santi la Beata Maria Goretti… allora il velario che ricopriva l’immagine della nuova Santa cadde e sulla tenera figura di contadinella splendettero tutte le luci dei riflettori…”. Infine la giornalista presenta il suo libro: “Una piccola grande storia italiana” che descrive in modo suggestivo la vita dura dei coloni e la breve vita, nitida e cristallina di Maria Goretti. Un senso di infinito e di pathos attraversano le pagine del libro, quasi una sintesi del quotidiano e del metafisico espressi con uno stupore senza fine.

Dopo i saluti e il plauso del Governatore Sapia e del dott. Ugo La Cava ha termine la giornata. La rete del pellegrinaggio che avvolge il nostro pianeta,  rappresenta il grande segno dell’umanità alla ricerca del trascendente, del mistero e del fine ultimo escatologico.

 

Stella Laudadio

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