Commiati del cuore, attese dello spirito

feb 21st, 2013 | By | Category: Distretti e Club

In questi ultimi giorni, Benedetto XVI vuole offrirci attenti elementi di riflessione, ancor più preziosi per la caratteristica di eredità che li contraddistingue. “ L’universalità della Chiesa, che non sempre viene da imperativi dall’alto, ma insieme cresce, sotto la guida del successore di Pietro “.

E ancora, ricordando l’insegnamento di Paolo VI, “La Fede è basata sulla Parola e sulla Tradizione, perché la certezza della Chiesa sulla Fede non nasce solo da un Libro, ma necessita del soggetto Chiesa “.

Precisi riferimenti, insieme al costante richiamo del Papa per una “ liturgia non banalizzata “ , che fanno parte di una serie di articolate e sentite indicazioni che un Padre attento vuole ancora consegnare al Suo gregge.

Ma ciò che preme anzitutto al nostro cuore è sottolineare ed approfondire le parole di quella frase di commiato che il Pontefice ha indirizzato ai parroci romani, al termine del loro incontro: “ Vince Cristo “.

La purissima testimonianza che il Vicario di Cristo offre al termine di una lunga strada percorsa; una strada che ha visto, come un attento osservatore ha ricordato,  la gloria dell’inarrestabile ostensione dell’ultimo Giovanni Paolo II e l’attuale dirompere di una rinuncia indicatrice.

Una frase di commiato, rivolta ai parroci di Roma, ma crediamo rivolto a tutti i parroci, che racchiude una certezza  intera e indubitabile, non dimentica di possibili deserti e probabili tempeste, di cui costituisce il viatico di rincuorante accompagnamento fino alla gloria finale.

E’ una espressione di tenera attenzione per dei cari figli, che lo Spirito Santo ha voluto dettare al Santo Padre  in una manifestazione di sostegno e certezza per il loro procedere.

Lo stesso Spirito Santo che illumina chi in questo momento ha il difficile compito di sostenere la pressione mediatica, con diplomazia e saggezza. Il portavoce della Santa Sede, l’uomo delle dovute e attente risposte, che unico non conoscerà la tregua del tempo del silenzio che sta per arrivare, neanche quando i sigilli saranno già apposti alle stanze papali.

Lo stesso Spirito Santo che suscita in noi cristiani, in una visione chiarissima e progressiva, la rafforzata consapevolezza di chi siamo e l’anelito di essere ancora migliori, per tempi rapidamente mutevoli.

E’ di questi giorni un’indicazione offerta dall’Arcivescovo di Milano tratteggiando il cattolicesimo lombardo, caratterizzato da “ un’intensa operosità “ che si manifesta nelle “ migliaia di opere educative e di carità “, chiamato ad avanzare ancora di un passo per “ approfondire le ragioni della carità perché diventi veramente cultura “; Che diventi quindi bussola dell’agire “ sociale, economico e politico “.

Parole di valore universale, per una tensione generale di rinnovamento, che si condensa inevitabilmente nell’urgenza educativa. Comportamenti che rappresentano una improcrastinabile necessità, per una vera appartenenza, per una vitale e sapiente condotta, per un compito che ci renda meritevoli di quell’antica, indimenticata promessa, di cuila Chiesaè vera rappresentanza e indispensabile ponte.

Infine, in questo periodo di straordinari avvenimenti, non può sfuggirci il tempo e la simbologia potente nel quale tutto questo avviene. E’ il tempo della Quaresima, tempo “ di conversione e penitenza “ che chiama tutti a rinnovarsi nello spirito, che si concluderà nella S.Pasqua. E’ lo stesso tempo che scandirà il momento della riflessione e delle scelte, nell’attesa dell’arrivo del Vicario di Cristo.

Sentiamo allora il filiale bisogno della sicurezza in un intimo affidamento mariano, nell’infallibile indicazione del Suo patrocinio. E’ il tempo del silenzio anche per noi, il tempo del raccoglimento e della preghiera, nell’eterna certezza che il Gesu’ di Mauriac, imboscato da sempre sulla strada tra Gerusalemme e Damasco in attesa di Saul, è sempre dolcemente in agguato nella vita di tutti noi, per la nostra protezione, per la nostra salvezza.

Marco Creatini

 

 

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