Superare le rivalità

feb 15th, 2013 | By | Category: Apertura

‘Il suo volto deturpato da colpe contro l’unità, il vero discepolo non serve se stesso ma il Signore’

Questa quaresima dev’essere il tempo per “riflettere” su come “il volto della Chiesa venga a volte deturpato da colpe contro l’unità della Chiesa e divisioni del corpo ecclesiale”: superare “individualismi e rivalità” può essere un “segno umile e prezioso per coloro che sono lontani dalla fede o indifferenti”. Ha colto l’occasione dell’ultima celebrazione del suo pontificato, Benedetto XVI, per lanciare, nell’omelia della messa per le Ceneri, un nuovo monito contro le divisioni e le rivalità nella Chiesa. E al termine della liturgia in San Pietro, un grande applauso di alcuni minuti gli è stato rivolto da tutta la basilica. “Grazie, ritorniamo alla preghiera”, ha esortato quindi il Pontefice e ha impartito la benedizione. Un secondo applauso si é sovrapposto al Gregoriano, mentre Benedetto XVI, in piedi e stringendo il pastorale in entrambe le mani restava concentrato. “Viva il Papa” è giunto quindi il grido dal popolo di Dio, mentre il Papa baciava l’altare, e saliva sulla pedana mobile. Così, con la basilica che continuava ad applaudire, il coro a cantare, qualcuno a piangere e qualcuno a sorridere, e Benedetto XVI che sulla pedana salutava e benediva con la mano destra, si é conclusa la ultima messa pubblica da papa di Benedetto XVI, fino al 28 febbraio pastore universale della Chiesa di Roma.

Il fulcro della celebrazione è stata l’imposizione delle ceneri. Il Papa riceve le ceneri sul capo dal cardinale Angelo Comastri, suo vicario per la città del Vaticano. Poi a sua volta impone le ceneri a un gruppo di 23 persone, a cominciare dal decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano, e dal segretario di Stato Tarcisio Bertone. E’ il fulcro del rito penitenziale, che coincide con l’ultima messa pubblica di Benedetto XVI da Papa, e che contrariamente alla tradizione di celebrare sull’Aventino, in processione da Sant’Anselmo e Santa Sabina, si svolge nella basilica di San Pietro. Benedetto XVI ha attraversato la navata centrale sulla pedana mobile vestendo i paramenti viola della quaresima, mentre cardinali, vescovi e ecclesiastici che celebravano con lui si dirigevano in processione verso l’altare. Papa Ratzinger ha vissuto la messa come una “occasione propizia per ringraziare tutti, – specialmente i fedeli della diocesi di Roma, mentre – ha detto – mi accingo a concludere il ministero petrino, e per chiedere un particolare ricordo nella preghiera”.

Ha anche chiesto la intercessione di San Pietro “per il cammino della Chiesa in questo particolare momento”. L’imposizione delle ceneri è giunta dopo che il Papa che sta per lasciare la guida della barca di Pietro ha pronunciato la sua omelia, insistendo sul richiamo alla penitenza per la Chiesa di oggi per la quale, ha sottolineato, risuona con la stessa urgenza” dei tempi in cui san Paolo si rivolgeva alla comunità di Corinto, “una urgenza – ha detto – che non ammette assenze o inerzie”. In alcuni dei passaggi più parlanti per l’attualità della Chiesa e della sua persona, il Papa ha affermato che “il vero discepolo non serve se stesso o il ‘pubblico’, ma il suo Signore”; “l’autenticità di ogni gesto religioso” “é il vero rapporto con Dio”; “la nostra testimonianza – ha anche detto – sarà sempre più incisiva quanto meno cercheremo la nostra gloria e saremo consapevoli che la ricompensa del giusto é Dio”. Volti seri in basilica, sia tra gli ecclesiastici che i fedeli, in un clima di raccoglimento e preghiera. Al termine il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ringraziato pubblicamente il Papa, il cui gesto, dice, ha destato “grande commozione e profondo rispetto non solo nella Chiesa ma in tutto il mondo”. A Bertone si incrina la voce, poi va a salutare il Papa, comincia il primo applauso, poi la benedizione e il Papa che lascia la celebrazione sulla pedana mobile. Il coro insiste con il canto liturgico, e le persone insistono chi a applaudire chi a gridare”. Alla fine a Benedetto XVI scappa persino un sorriso.

Giovanna Chirri

 

Fonte ANSA

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