226° Anniversario del Beato Mariano Arciero

feb 13th, 2013 | By | Category: Distretti e Club

Tutto Il Distretto 72 Lazio-Campania e la redazione di “Gocce di sorgente,  un libro che parla di bellezza, della purezza delle vocazioni e racconta esempi vocazionali come il Beato Vincenzo Romano e il Ven.Mariano Arciero, oggi Beato,  testo curato dalla dott.ssa Viviana Normando Direttore del portale www.serraclubitalia.it e de “il serrano on line” e presentato nella Pinacoteca del Seminario di Aversa dalla  Prof.ssa Maria Luisa Coppola Past-Governatore del Serraclubitalia Distretto 72 Lazio-Campania  in data 19.6.2010” , ricorda la giornata formativa  promossa  in preparazione alla cerimonia di beatificazione del Ven. Sac. Mariano Arciero del 24 giugno 2012 a Contursi Terme paese natio del Beato. Dopo il dono della “Beatificazione” (24.giugno.2012) che la Divina Provvidenza ha fatto a questa Comunità e a tutta la Chiesa che è in Salerno-Campagna-Acerno, scrive il Parroco Mons.Salvatore Spingi, è venuto il momento in cui dobbiamo dimostrare il nostro vero amore verso il beato e qualificarlo come occasione propizia di crescita morale e spirituale. Per una settimana di preghiera e ringraziamento in onore del Beato Mariano Arciero nel 226° natale, il Rettore della Parrocchia Santa Maria degli Angeli ha voluto stilare un intenso programma celebrativo. Novena di preghiera in onore del Beato Arciero con la presenza delle Comunità Parrocchiali della zona pastorale dal 7 al 15 febbraio 2013. Ogni giorno alle ore 17,00 accoglienza delle Comunità (a cura del Comitato don Mariano); ore 17,30 Santo Rosario meditato; ore 18,00  Concelebrazione Eucaristica, al termine processione alla Tomba e bacio della Sacra Reliquia. Sabato 16 febbraio 2013 Ore 8,30 Santa Messa, per tutta la mattinata Pellegrinaggi alla tomba del Beato, ore 16,00  ora della morte del Beato Adorazione Eucaristica, ore 17,30 Processione con la Venerata Statua del Beato, ore  18,00 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E.Rev.Mons.Luigi Moretti Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno. Il Serra Club di Salerno con il suo Presidente Ciro Altamura parteciperà in massa all’evento, con la vicinanza del Governatore attuale Dott.Giovanni Sapia.

Il Rettore della Chiesa Santa Maria degli Angeli in Contursi Terme (Sa) dove è Venerato il Beato Arciero, Mons.Salvatore Spingi, vicario episcopale per la formazione e la promozione del laicato,oltre a confermarci il programma ha così risposto alle nostre domande:

D.Che cosa imparare oggi dal Beato Arciero?

R.“Guardiamo i Santi, ma non soffermiamoci troppo a  contemplarli, piuttosto contempliamo con loro Colui la cui contemplazione ha riempito la loro vita” (Beato Charles de Foucauld).  Ricordiamo tutti, soprattutto coloro che erano presenti quel fausto giorno (24 giugno 2012) alla solenne beatificazione, le parole del Cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione romana per le Cause dei Santi, che, nell’omelia della Santa Messa, riassumeva la santità e l’opera missionaria del nuovo Beato: 1. apostolo della catechesi , 2. difensore degli ultimi, 3. araldo del Vangelo. Il Santo Padre, Benedetto XVI, durante l’udienza generale del 3 ottobre 2012, ha voluto ricordare che il nuovo Beato è stato instancabile apostolo del vangelo, fervido testimone di carità e di umiltà. Il suo esempio illumini la vostra vita e vi sostenga nel vostro cammino di fede”.   Sta a noi adesso Saranno realizzare queste aspettative, questi voti augurali e assumere atteggiamenti e comportamenti che ci guideranno verso una maggiore  comunione  nella nostra Comunità parrocchiale e a realizzare quella trasformazione positiva verso il meglio in tutte le dimensioni della nostra vita cristiana.  L’attualità del suo insegnamento ci esorta a testimoniare che la santità è tuttora possibile potrà contagiare positivamente i nostri pensieri e le nostre azioni, anche in questo tempo che stiamo vivendo in mezzo a tremende e convincenti contraddizioni.  E’ vero, e ne sentiamo tutti il peso, che il male esercita ancora un fascino speciale e cattura facilmente le menti deboli; il “gusto del proibito” trova ancora tenaci professionisti e affascina spesso anche quei cristiani che credono in una religione soltanto di facciata.                                                           

D. C’è una frase del Beato, che ricorda in particolare?

R. Testimoniare, oggi, questo messaggio significa innanzitutto credere nella missione evangelizzatrice che Cristo   continua ad affidare  alla sua Chiesa e che, al di là delle nostre operosità, è lo Spirito che accompagna la nostra povera e piccola opera. Don Mariano soleva ripetere spesso: “Anche se la tromba è di creta è lo Spirito che vi soffia dentro”.   Non possiamo, perciò, scoraggiarci perché il Signore ha investito tutto sulla fragilità dell’uomo e anche sulla triste realtà del nostro peccato: tutto questo non è stato di ostacolo alla sua Redenzione.  Dobbiamo fidarci più della chiamata di Cristo che delle prove della sequela che ci attendono. E Dio che ricompensa persino  “un bicchiere d’acqua” offerto al fratello, per amore, renderà merito e il centuplo per ogni gesto d’amore che saremo capaci di compiere. Don Mariano che è stato anche un grande esempio di umiltà e povertà sostenga, con la sua intercessione presso Dio, il nostro sforzo.

D. Quale insegnamento trarre dalla vita del Beato Mariano Arciero specialmente in quest’Anno della Fede?  R.Nell’intenzione del Santo Padre questo anno della Fede dovrà aiutare ogni cristiano nella riscoperta di “un’autentica e sincera professione della medesima Fede… e che questa deve essere confermata in maniera individuale e collettiva, libera e cosciente, interiore ed esteriore, umile e franca”. Non troveremo un terreno facile da “arare”, ci sarà persino difficile la “seminagione” del seme della parola di Dio. Una volta trovavamo difficoltà a fare breccia nei muri di contestazione dell’insegnamento della Chiesa e nella proposta di una vita più conforme al Vangelo; ora dobbiamo fare i conti con un altro nemico che rende ostile il cuore dell’uomo:  il dominio di una cultura laicista, di un relativismo morale e spirituale pauroso. Molti si costruiscono un recinto dal quale non sono sempre disposti a uscire. Bisogna, allora,  riscoprire il “coraggio della profezia”, non aver paura di “aprire” anzi di spalancare le porte all’azione salvifica di Cristo”. La fede è anche “coraggio” di arrischiare la nostra materialità, i nostri metri di giudizio sull’altare del Sacrificio eucaristico e raggiungere la piena conformità a Cristo, nostro Salvatore.

D.Quali sono le ripercussioni della beatificazione di don Mariano per la Chiesa di Contursi? Quali effetti hanno  avuto sulla cura pastorale delle famiglie e sulla catechesi?

R.“I Santi ispirano a vivere bene e a seguire quell’infallibile bussola di vita che è il Vangelo”(card. Amato, nell’omelia).  Il beato don Mariano diventa così per tutti noi la “calamita” che deve attirare a Dio i nostri cuori. Le attese sono tante, soprattutto per una ripresa di coscienza della nostra identità di cristiani che, pur in mezzo a tante amarezze, contestazioni e sofferenze, avvertono forte il richiamo di una santità di vita da realizzare nella vita di ogni giorno. E sappiamo benissimo quanto questa nostra vita debba essere vissuta nella coerenza con gli insegnamenti del Vangelo. Se non opporremo nessun rifiuto volontario all’Amore di Dio vedremo cose grandissime. Effetti che, in verità,  ancora stentano ad affermarsi: dobbiamo ancora sperimentare la grandiosità della santità di don Mariano e passare dalla pura devozione alla convinta testimonianza.  Come sacerdote, e parroco, mi auguro che la santità di questo nostro Compaesano possa essere presto “di casa” in tutte le nostre famiglie; vivificare la vita parrocchiale; responsabilizzare le nostre scelte di fede; riempire i vuoti provocati spesso dai nostri egoismi; confortare le nostre sofferenze e le pene dei nostri fratelli ammalati.

Conversando anche l’attivissimo Postulatore per la causa di don Mariano don Francesco Rivieccio  ha così risposto alle nostre sollecitazioni:

D. Qual’ è l’aspetto della vita del venerabile che più di ogni altra cosa l’ha affascinato?

R. Sono vari gli aspetti della vita del Beato Mariano Arciero che mi hanno molto affascinato in particolare quando missionario nel più profondo sud dell’Italia nella diocesi di Cassano allo Ionio, quando nella scuola di catechesi si sedeva tra i ragazzi, mettendo alla cattedra un ragazzo, il quale ragazzo interrogava tutti i presenti anche don Mariano il quale rispondeva in maniera errata, provocando nei ragazzi le risposte esatte e il nostro don Mariano partiva dai ragazzi per fare catechesi e perche no anche i principi delle lettere ai genitori per formare famiglie che sapevano leggere e scrivere.

D. Il suo servizio di ricerca come postulatore della causa di beatificazione è stato difficile, faticoso?

R. Ma non molto difficile perché  il lavoro più importante era stato già fatto nel periodo precedente al 1854, quando il Papa Beato Pio IX dichiarava con decreto l’eroicità delle virtù,dopo che erano stati fatti vari processi, poi la preparazione delle positio che gli storici, i teologi e poi i cardinali e vescovi dovevano studiare sino ad arrivare al 14 agosto 1854

D. La causa di beatificazione è andata avanti per molti anni…?

R. E si ma non molti anni, ci sono ancora processi di servi di Dio o Venerabili aperti molti anni prima di don Mariano Arciero e che non hanno portato alla Beatificazione.

D. Don Mariano non è stato un personaggio particolarmente «popolare». Potrà diventarlo adesso da “beato”?

R. Deve diventare un personaggio popolare, sia nella sua Contursi, ma penso che è già popolare dal 1950, ma lo deve diventare più popolare in particolare nei seminari ma anche nelle parrocchie delle città dove è passato: Cassano allo Ionio, Normanno, Altomonte, Maratea, Castrovillari sino ad arrivare a Napoli

D. Qual è il compito del Postulatore e quando inizia e finisce il suo compito?.

R.Possiamo dire che il compito del Postulatore ha avuto un primo termine con la beatificazione, ma il suo lavoro non finisce, perche continua per portarlo alla Canonizzazione, quando finalmente finisce definitivamente il compito del postulatore.

a cura di Salvatore Pignata

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