Consegnando un Bellringers

feb 12th, 2013 | By | Category: Apertura

Ogni anno, nell’introduzione  del Bellringers, il Cardinal Saraiva traccia le linee guida che ci orientano  sugli obiettivi dell’anno sociale, verso orizzonti ideali da traguardare e impegni da assolvere. Ogni volta, poche pagine preziose e chiarificatrici indicano al Serra la via maestra per raggiungere ciò che ora serve, ciò che va fatto adesso. E’ la lampada che rischiara ogni volta la realtà circostante e ci sprona al compimento dei passi occorrenti a raggiungerla.

L’itinerario propostoci quest’anno è quello della “ Porta Fidei “, quella porta di cui il Pontefice scrive alla Chiesa “…introduce alla vita in comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa, quando la parola di Dio è annunciata e i cui cuori si lasciano plasmare dalla grazia “.

Il nostro Consulente Episcopale prosegue richiamando la nostra attenzione su quanto affermato dal Sinodo dei Vescovi lo scorso Ottobre, sulla “ Nuova Evangelizzazione “ e le nuove relazioni che ne permettono la realizzazione, sul rafforzamento dell’appartenenza alla Chiesa attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione dei Sacramenti e le opere di carità.

Ed ancora, la proclamata riconferma del valore della Fede, troppo poco incidente sulla vita quotidiana, di cui dobbiamo rafforzare o ritrovare la gioia, nella costante verifica che senza di essa non c’è quell’amore che realizza la vera umanità e le piene manifestazioni di compassione e attenzione verso l’altro.

Infine, un deciso richiamo a tutti per rendere la nostra testimonianza piu’ incisiva e mai scoraggiata, con una Fede che supera ogni prova; in questo tempo, in questi tempi, parole di semplice chiarezza per impegni ineludibili, per nuove azioni in una rafforzata Fede, in un rinnovato entusiasmo che non conosce abbattimenti. Un’azione da veri “chiamanti “, come ci ha definiti il Presidente del Consiglio nazionale Antonio  Ciacci.

E’ una fiducia che il Papa ha voluto ancora trasmetterci, nel Suo recente intervento sulla figura Petrina, riportato dall’Osservatore Romano: “ Il futuro è realmente di Dio, la grande nostra certezza “.

Nel Suo intervento, Benedetto XVI parla di Pietro come “ ..l’uomo che è caduto, ma l’uomo che ha trovato Gesu’ , l’uomo che porta con sé i diversi carismi e i diversi temperamenti, che si uniscono nella comune Fede “.

Un messaggio di Fede, un messaggio di speranza, in una fiducia dettata solo dall’amore, che farà dire a Pietro:  “ Maestro, tutta la notte abbiamo faticato, ma sulla tua parola getterò la rete ”. Dobbiamo lasciare anche l’ultimo guizzo di orgoglio, per abbandonarci interi a quell’antica fiducia, a quell’eterna serenità.

Dobbiamo riproporre costantemente e intelligentemente la verità della Fede in un modo univoco dalle molteplici  espressioni, perché parli a tutti attraverso le virtù della comprensione, della pietà cristiana, dell’amore, mai dimentiche di un obbligato messaggio: la presentazione della Fede come parola d’ordine, in uno sforzo superiore, faticoso e limpido; uno sforzo dell’anima per parlare ad un’altra anima. Il dono della consolante verità che lo sguardo volto verso l’alto dai bisognosi del mondo, è raccolto da sempre. E  l’altra formidabile verità, che in ogni chiesa, in ogni cattedrale, dove vetrate ed altari mostrano la gloria di Dio e racchiudono il senso di anticipate certezze, è tuttora in attesa un sacerdote, l’eterno ponte verso il mistero, l’antico intermediario della nostra salvezza.

Dobbiamo infine ricordare cosa significhi essere cristiani nella consapevolezza di un compito che investe tutta la nostra vita, come credenti e come cittadini. A questo riguardo il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha voluto esprimere di recente parole lusinghiere:  “…perché i credenti, segnatamente i cattolici italiani, hanno il loro punto di vista da far valere e il loro contributo da dare. E’ un fatto che nei principi costituzionali italiani ed europei, si sono calati valori sentiti come autenticamente cristiani “.

Marco Creatini

 

 

 

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