Il mondo esprime sorpresa e rispetto

feb 11th, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico

La notizia della rinuncia di Benedetto XVI al pontificato ha fatto in poco tempo il giro del mondo, monopolizzando i siti internet dei giornali e le dirette televisive e catalizzando l’attenzione del web, come dimostra il fatto che sia subito balzata al primo posto nelle tendenze mondiali di twitter. Mentre in ogni luogo del pianeta si commenta l’avvenimento, da tutte le capitali giungono attestati di stima e di riconoscenza per l’opera del Pontefice. Di «straordinario coraggio e straordinario senso di responsabilità» ha parlato il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, il quale ha aggiunto che nel loro ultimo colloquio traspariva come Benedetto XVI «fosse provato e consapevole di una fatica difficilmente sostenibile». All’uscita dalla Sala del Concistoro, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha definito quella del Papa una decisione «che lascia con animo carico di dolore e di rincrescimento », sottolineando che «ancora una volta Benedetto XVI ha offerto esempio di profonda libertà interiore » e assicurando «la profonda gratitudine e l’affettuosa vicinanza dei vescovi italiani per l’attenzione costante che ha avuto per il nostro Paese e per la guida sicura e umile con cui ha indirizzato la barca di Pietro». Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto che si tratta di «una notizia che emoziona e suscita il mio più grande rispetto». Merkel ha ricordato inoltre gli incontri personali avuti con Benedetto XVI a Roma e in Germania, in occasione del viaggio del Pontefice nella sua terra natale nel settembre 2011. «Indimenticabile per me, ha detto il cancelliere federale, resta il discorso che il Papa ha tenuto davanti al Parlamento tedesco, quando sottolineò il compito fondamentale di noi politici: servire il diritto e difendersi dal dominio dell’ingiustizia». È stato, ha concluso, «un grande momento per il nostro Parlamento. E personalmente le parole del Papa mi accompagneranno ancora a lungo». Di decisione «altamente rispettabile » ha parlato il presidente francese, François Hollande. La Repubblica,ha aggiunto, «saluta il Papa che prende questa decisione». Da Londra, il primo ministro britannico, David Cameron, ha scritto in una nota di volere inviare i suoi migliori auguri al Papa dopo il suo annuncio di oggi. Il premier ha sottolineato che Benedetto XVI «mancherà come capo spirituale a milioni di persone» e ha evidenziato il suo operare «senza sosta per rafforzare i legami tra Gran Bretagna e Santa Sede». L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, primate della Comunione anglicana, ha spiegato di aver accolto con «cuore pesante e completa comprensione» la decisione di Joseph Ratzinger di lasciare il ministero di vescovo di Roma, un ruolo, ha detto, «ricoperto con grande dignità, visione e coraggio». Il primate della Comunione anglicana ha ringraziato Dio per la vita di Benedetto XVI «profondamente dedicata, in parole e opere, nella preghiera e nel servizio dispendioso, alla sequela di Cristo». Il Patriarcato ortodosso di Mosca ha ricordato la «dinamica positiva» che Benedetto XVI ha garantito nei rapporti ecumenici e ha auspicato che tale dinamica continui anche col suo successore. Il portavoce della Chiesa copta egiziana, il vescovo Angelos, ha rivolto a Benedetto XVI espressioni di stima e rispetto, sostenendo che «in quanto religioso il Papa ha assunto un ruolo importante per l’estensione della pace e la rinuncia alla violenza », e ne ha sottolineato la «visione chiara, saggia e profonda». Yona Metzger, rabbino capo di Israele, ha lodato il Papa per l’impronta data al dialogo tra le religioni. «Nel corso del suo pontificato, ha detto, abbiamo registrato le migliori relazioni da sempre tra Chiesa cattolica e gran rabbinato e auspichiamo che questa tendenza continui. Credo che questo Papa meriti tanto credito per i progressi fatti nel dialogo tra giudaismo, cristianesimo e islamismo. Auguriamo al Papa buona salute e lunga vita». Vicinanza e rispetto a Benedetto XVI «per la sofferta e coraggiosa decisione » ha espresso il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, il quale ha ricordato come «estremamente significativi » i passi compiuti dal Papa durante il suo magistero «per l’avvicinamento tra ebrei e cristiani nel solco dei valori comuni». Analoghe espressioni di stima sono giunte dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni. Di scelta coraggiosa e da rispettare ha infine parlato Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia.

 

Fonte: www.vatican.va

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