Chiesa cattolica e anglicana unite contro le nozze gay

feb 7th, 2013 | By | Category: Primo Piano

Il vescovo di Portsmouth: Chiesa cattolica e anglicana unite contro le nozze gay

 

S.Ecc. mons. Philip Egan

Il progetto di legge sulle nozze gay in Gran Bretagna, per la Chiesa cattolica e quella anglicana mette a rischio anche la libertà religiosa per le conseguenze di carattere civile e sociale. Da parte sua, il nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, nel giorno del suo insediamento a Lambeth Palace, lunedì scorso, ha ribadito che “per la Chiesa anglicana il matrimonio sarà sempre l’unione tra un uomo e una donna”. Sulla questione, Emer McCarthy ha intervistato mons. Philip Egan vescovo cattolico di Portsmouth:

R. –I always have to say that first of all, the Catholic Church loves…

S.Ecc. Justin Welby


Sempre mi trovo a dover ripetere, tanto per cominciare, che la Chiesa cattolica ama le persone omosessuali, ama i gay, non facciamo differenza tra le persone secondo il loro orientamento sessuale, perché la nostra missione – dato che Dio ama ogni singola persona – la nostra è una missione d’amore nei riguardi di ogni singola persona. Quindi, qui non si tratta di omofobia, quanto piuttosto della ri-definizione di un’istituzione antica, fondata sulla legge naturale ed elevata a sacramento da Nostro Signore Gesù Cristo, della ri-definizione del matrimonio: questo è il punto. Questo voto è solamente un primo passo, e io credo che ci saranno molti dibattiti e molte discussioni; per noi ovviamente è deludente. E’ interessante comunque considerare che un gran numero di membri dello stesso partito del primo ministro hanno chiaramente votato contro questa proposta ed hanno fornito argomenti “contro” con straordinaria chiarezza, fornendo tutte le motivazioni. Alcuni di essi sono cattolici, membri cattolici del partito dei Tories, e si sono espressi molto chiaramente sull’istituzione del matrimonio.

D. – Il progetto di legge passa ora alla Camera alta del Parlamento britannico. Ci sono anche molti vescovi della Chiesa d’Inghilterra nella Camera alta, e sappiamo che l’arcivescovo di Canterbury, di recentissima nomina, Justin Welby, ha ribadito decisamente il suo sostegno ai vescovi della Comunione anglicana nella loro posizione sul matrimonio. Questo è un elemento di incoraggiamento, è un elemento su cui le Chiese possono lavorare insieme?

R. – Yes, I think it is. We are having a meeting of the Catholic and the Anglican…
Sì, credo di sì. E’ previsto un incontro tra vescovi cattolici e anglicani. Dall’altro lato, però, credo che ci sia una sorta di direzione inevitabile che si sta manifestando e non so se saremo in grado di “vincere”. La Camera alta e i vescovi anglicani membri della stessa dicono che “sezioneranno” la proposta; può essere che riusciremo ad ottenere delle concessioni, ma credo che la direzione di marcia sia segnata. Ora, posso immaginare che i cattolici vorranno distaccarsi dalla registrazione civile dei nuovi matrimoni, perché il matrimonio avrà un significato molto diverso da quello che noi cattolici intendiamo con lo stesso termine. Questo significherà l’isolamento della comunità cattolica nella società britannica…

 

Mons. Paglia: solidale con i vescovi inglesi, il sì di Londra a nozze gay scompagina società

S.Ecc.Mons. Vincenzo Paglia

Primo sì di Londra alle nozze gay. La Camera dei Comuni britannica ha approvato ieri la legge voluta dal premier conservatore Cameron, nonostante l’opposizione di molti deputati del suo stesso partito. Ora il provvedimento passa alla Camera alta del Parlamento che dovrà pronunciarsi a maggio. Immediata la reazione dei vescovi inglesi che hanno espresso la loro contrarietà alla legge. Ascoltiamo il commento di mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, al microfono di Sergio Centofanti:

R. – Anzitutto, sono totalmente solidale con i vescovi del Regno Unito per la loro presa di posizione, la loro contrarietà a questa iniziativa legislativa, come sono stato solidale con i vescovi francesi, anch’essi unanimi, assieme a tanti altri, compresi ebrei, musulmani, umanisti, che hanno espresso la loro contrarietà a quelle che vengono chiamate le “nozze gay”. La dottrina della Chiesa su questo è molto chiara. A dire il vero, è chiara anche una tradizione giuridica plurimillenaria, che attraversa, inoltre, tutte le culture: il matrimonio è tra un uomo e una donna per fondare una famiglia, anche attraverso l’indispensabile tensione alla generazione. Ecco perché io credo che deviare da questa affermazione significhi intraprendere strade che davvero non sappiamo dove portano, o meglio sappiamo che portano non certo verso la stabilità, ma verso l’instabilità e la scompaginazione della società umana.

D. – Lei, durante la recente conferenza stampa in Vaticano, ha parlato di diritti individuali, in particolare riguardo a questioni patrimoniali. Ma alcuni media hanno riferito che lei avrebbe parlato di riconoscimento di diritti delle coppie gay. Dai suoi testi, però, non risultano queste affermazioni…

R. – Ovviamente sono rimasto molto sorpreso da quanto alcuni media hanno riportato. Non solo non sono state comprese le parole – e quindi non compreso anche l’affetto con cui sono state dette – ma in verità, e forse con consapevolezza, sono state come “deragliate”. Mi permetta questa immagine ferroviaria: sono state deragliate dal loro binario. E assicuro che, quando il treno deraglia, non trova la stazione, rischia di trovare il precipizio. Altra cosa è verificare se negli ordinamenti esistenti possano ricavarsi quelle norme che tutelano i diritti individuali. Questo è tutt’altro che l’approvazione di certe prospettive.

D. – Lei ha ribadito con forza il principio della pari dignità di tutti i figli di Dio: dunque, assolutamente nessuna discriminazione verso le persone con tendenze omosessuali…

R. – Mi auguro che si sia compresa la passione con cui dico queste cose. Mi trovavo stamattina all’udienza del Papa e mi ha colpito la sua riflessione nel dire che tutti veniamo dalla terra buona, per opera del Creatore buono; e poi, l’essere umano è fatto ad immagine e somiglianza di Dio; tutti allora portiamo in noi l’alito vitale di Dio e ogni vita umana sta sotto la particolare protezione di Dio. Sono parole queste assolutamente straordinarie, direi piene di verità e stracolme di amore. Guai a sporcarle con pregiudizi o appunto deviazioni. Tra l’altro, già nel 1986, il cardinale Ratzinger affermava con decisione – e mi permetto di citarlo – “va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressione malevola e di azioni violente”. Credo che più chiaro di così non si possa esprimere. Mi auguro davvero che quel tesoro prezioso, quel patrimonio dell’umanità, che è la famiglia, possa essere difeso, sostenuto e aiutato, e guai a stravolgerne il senso.

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