Ricordo di S.Ecc. Michael Al jamil

gen 10th, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico

Si e’ svolta la Santa Messa nel trigesimo della morte di S.Ecc. Michael Al jamil officiata come atto di affetto da Sua Beatitudine Joussif III.
Tutto il Serra International Italia insieme al Serra Club di Roma ha manifestato il suo cordoglio al Sua Beatitudine della Chiesa d’Oriente, assicurando che anche nel ricordo vivo di Al jamil, della cui energia erano permeate persino le pareti della Chiesa di S. Maria in Campo Marzio, il Serra continuerà a lavorare per le vocazioni con quella gioia e vitalità che caratterizzava Al jamil. Ugo La Cava, Giovanni Sapia, Enzo Ancarani, Viviana Normando, Fausto Prosperi Valente insieme ai tanti serrani convenuti e convocati da Nilde Prosperi Valente hanno espresso vicinanza a Sua Beatitudine, alle autorità della Chiesa Orientale, ai nipoti, assicurando preghiere per il caro Sua Eccellenza, amico sincero e devoto di Serra Italia e Serra International, preghiere per i martiri in Oriente e perchè si rafforzi sempre più il rapporto tra Chiesa d’Oriente e Occidente del cui dialogo Al jamil è stato indefesso protagonista. Un sostegno che dal Serra giungerà anche per il tramite degli strumenti di informazione serrani che già più di una volta si sono adoperati a tal fine per il coinvolgimento dei Serrani e non. Riportiamo di seguito il discorso in memoria di Al Jamil pronunciato dall’ambasciatore iracheno
Eccellenze Reverendissime, gentili convenuti,
La Pace e le benedizioni di Dio siano su di Voi con le sue misericordie.
È in modo improvviso che il pugno della morte ti ha strappato dai cuori che battevano per amore tuo – o caro estinto -, per rapirti improvvisamente dalla tua gente e dai tuoi amici. Tu che solo ieri eri alla loro presenza come il profumo del fiore è presente al suo fiore e come il capitano nella sua barca. E l’ultima cosa che ti è stata tolta è la parola di supplica e amore che fluiva dalla tua bocca sempre sorridente che non ha mai esitato a dispensare allegria.
E che cosa ne sa la mano della morte che ha strappato a noi l’entusiasmo del tuo cuore e ha rubato il nettare delle anime. E già si è nascosta nelle pieghe della terra la luna, i cui occhi a lui erano rivolti interessati e desiderosi. Padre spirituale dalle molte doti e virtù, a tutti noto come allegro e affettuoso, ti sei distinto per la grande umiltà, amore tenero, conoscenza e nobile posizione.
A Dio si deve attribuire la tua opera – oh assente prezioso -, quante candele hai spento nei tuoi 74 anni per illuminare il cammino apostolico con la tua ricca cultura e coscienza acuta?! Con quanto impegno ti sei donato generosamente e quanti consigli hai dispensato per indicare ai tuoi studenti e alla tua comunità le vie che conducono alla strada maestra (metodo, pensiero e fede)?! Eri davvero discendente di quei vescovi propizi che si sono inchinati solo a Dio e non hanno cinto i loro fianchi se non per convertire e onorare. E non si è rivolto ad altro il loro occhio se non che al libro alla supplica o al vangelo.
E non c’è da chiedersi perché sono stupito e ammirato per questa forza di 70 anni dall’energia di un ventenne, impegnata in buone attività indirizzate verso il traguardo della retta via, e la volontà di Dio è stata la vera vincita. In tutto ciò si è allenato alla simpatia, ha compreso la rettitudine tenendosi lontano dalle sciocchezze e piccole cose. Forse le perle dei tuoi pensieri e buone attitudini rinvenibili dalle macerie della tua vita non sono il cuore di ciò che hai lasciato a quanti ti amano?! E non è forse la tua coscienza sveglia che ha preparato la strada per non farti avvicinare alle spregevolezze e indegnità?!
Davvero il tuo cuore misericordioso ha accolto tutti i figli della tua nazione e del tuo popolo nel tuo grande mondo umano, camminando sui passi dei profeti e santi, la tua linfa e i tuoi talenti sono stati impiegati per difendere i valori e a sostegno delle piante benedette che hanno piantato i tuoi antenati grandi nella saggezza.
è degno di ricordo questo tuo cuore che smettendo di battere in un attimo ha archiviato una vita che non si era modellata se non in modo incomparabile. E come tornare al tuo mite villaggio Qara Qosh, addormentato nel seno di Um Al Rabiain la madre delle due primavere, e non ascoltare l’eco dei ricordi che ci parla della tua passione dell’infanzia e della giovinezza. E quanto alle parole della tua penna, l’ingegno degli argomenti e la preziosità dei tuoi libri stampati e manoscritti, ci fanno pensare alla prima generazione dei vescovi iracheni siri, apprezzati filosofi e teologi in tutti i primi concili ecumenici.
Cosa dire – o presente assente – nel momento del tuo ultimo arduo saluto?! certamente rimarrai nella memoria dei tuoi studenti e di quanti ti amano, come luce degli occhi, fiorire brillante nel petto e che cresce nella coscienza. Mi faccio dunque portavoce dell’invito sincero e delle suppliche che da questo posto puro si elevano a nome dei miei fratelli, le loro Eccellenze i Signori Ambasciatori e Vescovi, fratelli e sorelle colleghi e tutti i qui presenti, affinché ti avvolga il Signore dall’onnipotente gloria con la sua grande misericordia e ti faccia abitare nei suoi spaziosi paradisi e ti metta in cima con i santi, i retti e gli amici, perché siamo di Dio e a Dio torniamo
La pace di Dio e la sua misericordia siano con tutti voi.

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