Conferenza di S. Em. Il Cardinale Piovanelli

gen 10th, 2013 | By | Category: Apertura


Mutuando il linguaggio dal mondo sportivo si potrebbe dire che il Serra Club di Siena ha aperto “alla grande” la propria attività formativa per l’anno 2013. Infatti presso il Seminario Regionale Pontificio Pio II, costruito sulla bella collina di Montarioso nel Comune di Monteriggioni, a ridosso del confine di Siena, il giorno 7 gennaio u.s. S.Em. Silvano Piovanelli, Cardinale emerito di Firenze, ha tenuto una conferenza sul tema :

“PER VARCARE LA PORTA DELLA FEDE LA GRANDE GRAZIA DEL VATICANO II”

Alla conferenza erano presenti oltre settanta persone tra cui l’ Arcivescovo di Siena S.Ecc. Mons Antonio Buoncristiani, il Prorettore del Seminario Don Gian Paolo Marchetti, Il Cappellano del Serra Club di Siena Mons Lorenzo Bozzi, Il Presidente Nazionale del Serra Antonio Ciacci, il Trustee Internazionale Dante Vannini, Il Governatore del Distretto 171 Alessandro Grifoni, il Governatore eletto Paolo Capocchi, il Presidente Eletto Prof. Giuseppe Marzocco, unitamente ad altri Sacerdoti, Seminaristi, Past Governatori, e numerosi ospiti.
La serata è stata introdotta dal Presidente Guglielmo Centini, preceduto da una preghiera guidata dai cantori del Seminario.
Mons. Piovanelli ha illustrato le molteplici modifiche, ai riti ed al linguaggio ecclesiale, apportate dal Concilio Vaticano II, che tutti noi cattolici abbiamo acquisito in questo mezzo secolo trascorso dalla sua apertura avvenuta l’ 11 ottobre 1961.
E’ stato fortemente posto l’accento anche sull’ anno della Fede, proclamato da S.S. Papa Benedetto XVI° , iniziato nella stessa data: 11 ottobre 2013.
Prima della conferenza si è avuto un simpatico siparietto con la presentazione del Cardinale fatta da Mario Montagnani, delegato del Serra nazionale presso la CEI, mediante la proiezione di una immagine del suo matrimonio con Anna, celebrato a Castelfiorentino ( FI ) da un giovane Sacerdote di nome….don Silvano Piovanelli.

Mons. Piovanelli ha illustrato le quattro costituzioni approvate dai Padri conciliari dal dicembre 1963 al dicembre 1965. La dettagliata analisi dei testi conciliari è stata arricchita dalle riflessioni sui documenti del Magistero della Chiesa elaborate dai Pontefici succeduti a Papa Giovanni XXIII e soprattutto è stata collegata alla lettera apostolica Porta Fidei che il Papa Benedetto XVI ha scritto in occasione del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e del 20° dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica quando è stato indetto l’Anno della Fede (12 ottobre 2012 – 24 novembre 2013, festa di Cristo Re).
Il Cardinale, manovrando personalmente il computer, ha accompagnato le proprie dotte considerazioni. con bellissime immagini che hanno avvinto e coinvolto il folto uditorio che, oltre ai serrani ed ai loro congiunti, comprendeva sacerdoti, seminaristi e S.E. mons.Antonio Buoncristiani, arcivescovo di Siena, sempre sollecito ad assecondare le attività di formazione del club.
Del resto l’Anno della Fede domanda a tutti un più convinto impegno ecclesiale a favore della nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede. Ma affinché la spinta interiore nell’evangelizzazione non rimanga soltanto ideale e non pecchi di confusione, occorre che essa si appoggi ad una base concreta e precisa, quale i documenti del Concilio. Per tale motivo è necessario tornare alla “lettera” del Concilio – cioè ai testi – per trovare in essi l’autentico spirito che mette al riparo dagli estremi di nostalgie anacronistiche e di corse in avanti, consentendo così di cogliere le novità nella continuità.
Il primo testo esaminato dal Cardinale è stato la costituzione dogmatica sulla divina rivelazione DEI VERBUM, promulgata a pochi giorni dalla fine del Concilio. “Si varca la porta della fede con un rinnovato ascolto della Parola di Dio. Da quando il Concilio ha sottolineato il ruolo preminente della Parola di Dio nella vita della Chiesa, sono stati fatti grandi passi in avanti nell’ascolto assiduo e nella lettura attenta della Sacra Scrittura. Occorre consolidare e approfondire questa linea mediante la diffusione nelle famiglie del libro della Bibbia, nei gruppi del Vangelo con la garanzia del sacerdote che propone il programma e prepara gli animatori. In particolare è necessario che l’ascolto della parola diventi un incontro vitale, nell’antica e sempre valida tradizione della lectio divina che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta e plasma l’esistenza.”
Sacrosanctum Concilium è il titolo della costituzione che riguarda la liturgia, mediante la quale , massimamente nel divino sacrifico dell’Eucarestia, si attua l’opera della nostra redenzione. “Varcare la porta della fede accogliendo la liturgia come momento nel quale i fedeli alimentano la loro vita spirituale,prendendo parte attraverso i segni sacramentali al mistero pasquale di Cristo. I fedeli sono messi in grado di partecipare attivamente alla liturgia grazie a riti più semplici e comprensibili,nei quali le lingue vernacole possono trovare spazio accanto al latino.”
Il terzo documento passato in rassegna dal Cardinale è la Lumen Gentium, la costituzione dogmatica sulla Chiesa. Modellata dalla struttura stessa dell’impero e delle società civili, aveva accentuato la dimensione visibile, giuridica, gerarchica. “La Chiesa è il popolo messianico, che ha per capo Cristo, ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati, ha per fine il regno di Dio, incominciato dallo stesso Dio e che deve essere ulteriormente dilatato.”
Infine la Gaudium e Spes. In cinque parole – ha detto mons. Piovanelli – don Enrico Chiavacci ha rivoluzionato la teologia degli ultimi tre secoli:”Dominus finis est humanae historiae”. Il Signore è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia di ogni cuore,la pienezza delle aspirazioni degli uomini. “In questo vi riconosceranno che siete i miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri”.
Una conferenza appassionante, una lezione di vita.
Al termine della serata, prima dell’ Agape Fraterna, tutti i presenti hanno intonato un inno alla Vergine Maria

Enzo Martinelli

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