Angelo Magrì “presepiaro”

gen 8th, 2013 | By | Category: Distretti e Club

Da molti anni, a Catania, in occasione del S. Natale, un serrano “doc”, l’ing. Angelo Magrì, realizza un Presepe “animato” nella Chiesa di San Euplio.
L’ing. Magrì (che è stato Presidente del Club di Catania nel biennio 1993-95 e Governatore del Distretto 77 dal 2001 al 2003) ci ha raccontato di questa “passione” nata quando, da ragazzino, collaborava al Presepe nella sua famiglia d’origine (a quei tempi i pastorelli, in terracotta non erano tridimensionali, ma erano ancora “a metà”, scavati di dietro e colorati a tempera).
Negli anni ’60, quando si è sposato, ha raccolto alcuni di quei pastori in un Presepe “stilizzato”…
Quest’anno abbiamo organizzato una visita collettiva con i soci del Club ed amici simpatizzanti ed il buon Angelo si è prestato ad accompagnarci spiegandoci le varie tecniche utilizzate per la perfetta realizzazione dell’opera.
Al termine della visita lo abbiamo intervistato e queste sono in sintesi le risposte che ci ha fornito:
- Quando e come hai iniziato la tua attività di “presepiaro” a San Euplio?
- Sono, ormai, circa venti anni: in quel lontano Natale vidi, in Chiesa, dei giovani che avevano intrapreso la costruzione del Presepe con idee grandiose ma…un po’ troppo faraoniche: avevano acquistato un buon numero di fogli di polistirolo da 100×50 cm e spessi 5; da cui, con un coltello a seghetto, ricavavano dei “mattoni” di dimensioni quasi reali; poi, per dar loro consistenza e colore, li avvolgevano in fogli di “garza” e li immergevano in una vaschetta con acqua, tempera color ocra e gesso in polvere; quando erano asciutti, li incollavano fra di loro come dei veri mattoni… mi spiegarono che volevano creare, così, uno “sfondo” al futuro presepe. Mi resi subito conto della “follia” dell’opera: chiesi una asticciola metallica, ne arroventai un estremo e, su un pannello di polistirolo, “disegnai” il muro di mattoni (il calore dell’asticciola “liquefaceva” il polistirolo lasciando dei solchi che costituivano le giunture della “malta”), poi colorai con la tempra le sagome dei mattoni e, in breve, i pannelli “operati e accostati fra loro”, formarono il “muro del loro Presepe…”
I ragazzi mi nominarono loro “capo” e, da allora ho continuato, anno dopo anno nell’impresa… solo che, anno dopo anno, i ragazzi -assorbiti dalla vita- si sono “diradati” e, quest’anno … ho dovuto fare tutto quasi da solo! Ma sono contento del risultato: In realtà i particolari potevano essere “curati” di più: ma è un presepe “monta e smonta” che richiede oltre un mese per realizzarlo (utilizzando i ritagli di tempo in cui la Chiesa è aperta e non ci sono funzioni) e pochi giorni -allo smontaggio- per “affastellare” il materiale (salvo -l’anno dopo- a rimpiangere amaramente di non avere usato più “cura” nel riporre diligentemente cavalletti, tavolame, fili elettrici, muschio, pastori e aggeggi vari).
- Quanti sono i “gruppi con movimenti?”
- Non lo so, forse più di una ventina (negli ultimi anni ne ho aggiunto uno nuovo l’anno: prima la pentola che emette fumo, poi il volo degli angioletti, l’anno scorso è stato quello della “nevicata”, quest’anno quello del “vulcano in eruzione”.
- Dove trovi il sughero ed il muschio?
- A Caltagirone c’è un sugherificio (lo utilizzano per i turaccioli delle bottiglie) e, periodicamente, riempio il bagagliaio della macchina, scegliendo i “pezzi” più adatti al Presepe… Il muschio me lo porta, da Bronte, una assidua e gentile parrocchiana, la signora Nunziatina.
- Dove trovi i pastori?
- Per lo più, andando in giro, cerco i “gruppi” di cui “intravedo” la adattabilità; in qualche caso li ho commissionati ad un bravo “artista” di Caltagirone: il sig. Contarino; in qualche caso ho “trasformato”, in pezzi di presepio, giocattoli dei miei nipoti…
- Come sono collegati i vari “pezzi” al motore?
- Non c’è “un” solo motore: ogni pezzo ha il suo: sono minuscoli motorini per i girarrosto delle cucine che hanno una velocità di rotazione lentissima, di soli due giri al minuto, per cui bisogna predisporre opportuni sistemi di trasmissione e “moltiplicazione” del numero dei giri. Poi ci sono i pezzi “animati” da pompe di ricircolo dell’acqua (per fiumi, cascate, fontane, ecc.); poi ci sono timer, carillon, e marchingegni vari… uno per tutti: il “fumo”, sotto la pentola del “vecchio col cane”, è realizzato con un produttore di nebbia da acquario, posto in un barattolo pieno a metà con acqua distillata; ma, poiché la “nebbia-fumo” non tende a “salire”, per spingerlo sotto la pentola, nel barattolo -ermeticamente chiuso- è inserito anche il tubicino di una “pompa” (di quelle che servono per ossigenare l’acqua degli acquari): l’aria mette “pressione” la nebbia che “sfiata” da un altro tubicino che va sotto la pentola…
Date le “dimensioni” planimetriche, per il montaggio (e per le eventuali riparazioni) dei pezzi posti nelle zone non raggiungibili dai “margini” esterni del presepe, il laghetto centrale è una “botola” (raggiungibile strisciando sotto il “drappo” anteriore) da cui si può “operare” al meglio…
- Cosa pensi mentre lavori al Presepe?
- Alle volte il Parroco va via e resto, da solo, nella Chiesa; è un momento stranissimo e suggestivo: io e il Signore nel Tabernacolo… Ogni tanto mi immergo, e mi perdo, nel pensiero di quel groviglio inestricabile che è la vita degli uomini con l’intreccio dei loro sentimenti e delle loro azioni; uomini che si muovono, sul loro pianeta, immersi nelle infinite “vibrazioni” che, soltanto in minima parte, essi riescono a percepire sotto la forma di “luci”, “colori”, “suoni” o di “campi” elettromagnetici che “orientano” gli aghi delle loro bussole…; piccoli fuscelli in balia di quelle misteriose forze della natura che fanno germogliare il grano nei campi, ma fanno, anche, straripare i fiumi, o scuotono in apocalittici fremiti distruttivi le loro città…
Mi sento, goffo e arruffone, impegnato nella costruzione di quel presepe animato che vado realizzando ed il pensiero vola al “Costruttore” di questo immenso “Presepe”, che è l’Universo, ed alla “cura” con cui ha collocato, in esso, quel microscopico pianeta chiamato Terra, popolandolo di “personaggi” in carne, ossa e sentimenti, deponendo, con le Sue mani, in una Grotta di uno sperduto paesino della Galilea, il Bambinello: rifletto sul misterioso rapporto degli uomini con la “Divinità e sono sicuro (questo è un pensiero che mi appaga molto più di quanto possa appagare qualunque ipotetica, grandiosa, scoperta umana) che, dopo avere esplorato ogni angolo dell’universo, individuandone ogni legge ed ogni regola, dopo aver cercato di varcare i confini dell’impossibile, l’uomo si ritroverà inginocchiato accanto a quella vecchina (tante volte oggetto di commiserazione) che ha passato la sua vita genuflessa in preghiera davanti ad un Crocifisso.

Per visionare il presepe 2012 al computer, digitare su Google:
“Youtube presepi 2012 Catania sant’Euplio”

Michele Montalto

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