Come dovrebbe esser vissuta la pace

gen 7th, 2013 | By | Category: Apertura

In questi primi giorni dell’anno, oltre gli auguri, desidero meditare un poco con voi il tema della pace. Di essa parla con un particolare messaggio il Papa perché di essa il mondo ha particolare bisogno.
Anche noi desideriamo riflettere su questo tema: come è o dovrebbe essere vissuta.
La pace così come presentata da noi prende inizio dalla figura di Cristo risorto che dà il saluto: “Pace a voi”. Una pace che racchiude e manifesta un senso religioso fondamento di ogni idea di pace. Se vogliamo comprendere cosa essa sia, diamo una risposta ad una prima domanda che si affaccia alla mente: cosa è la nostra vita e lo stesso nostro esistere?
A tale richiesta la Sacra Bibbia risponde con il racconto della creazione da parte di Dio che ci ha fatti a sua immagine. Ed alla nostra angoscia sul perché del male e della sofferenza, risponde ancora con un racconto che parla del peccato originale (cioè di una misteriosa tragedia o ribellione) e della cacciata dell’uomo dal Paradiso terrestre.
Naturalmente racconti allusivi di una realtà che non conosciamo nei suoi termini storici. Ed alla nostra speranza se tutto questo male che vediamo, avrà un termine, c’è la risposta cristiana del Cristo che muore e risorge perché noi possiamo avere la capacità di recuperare la ricchezza di pace perduta.
Da questa umanità creata da Dio e caduta in tragedia; da questa speranza di recupero che è certezza, nasce la sete di pace che noi abbiamo e l’operatività per la pace che ci riconduce alla gioia e serenità del Paradiso terrestre.
Noi ora dobbiamo guardare alla operatività che ci permette di recuperare la pace. In che consiste l’operatività? In un cambio del nostro modo di pensarci nel mondo. Prima di tutto vedere noi stessi ed ogni altra persona nella positività dei doni che Dio ha dato a ciascuno. Avere quindi profondo rispetto della vita umana e di ogni creatura. Avere l’impegno a rispettare la libertà religiosa sempre e dovunque. Esercitare l’attività economica per il bene comune. Preoccuparsi, specialmente al giorno d’oggi, della crisi alimentare. Porre attenzione alla famiglia ed alle istituzioni responsabili della educazione delle nuove generazioni. Ed infine pregare e riflettere.
Così siamo beati operatori di pace. E Dio vi benedica.

fr. GianMaria Polidoro ofm

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