Orgoglio di essere cristiani

gen 1st, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico

In questo fine d’anno fra auguri, speranze e brindisi vogliamo ricordare gli operatori pastorali che sono stati uccisi per aver testimoniato la Fede !

Alla fine dell’anno civile, come consuetudine, l’Agenzia Fides pubblica l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli ultimi 12 mesi. Dalle informazioni raccolte, nell’anno 2012 sono stati uccisi 12 operatori pastorali, quasi tutti sacerdoti, si tratta infatti di 10 sacerdoti, 1 religiosa, 1 laica.
Per il quarto anno consecutivo, con il numero più elevato di operatori pastorali uccisi, figura al primo posto l’AMERICA, bagnata dal sangue di 6 sacerdoti. Segue l’AFRICA, dove sono stati uccisi 3 sacerdoti e una religiosa. Quindi l’ASIA, dove hanno trovato la morte un sacerdote ed una laica.
Come avviene ormai da tempo, il computo di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non viene usato di proposito il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che si riescono a raccogliere sulla loro vita e sulle circostanze della morte.
La maggior parte degli operatori pastorali uccisi nel 2012 ha trovato la morte in seguito a tentativi di rapina: alcuni hanno scoperto i ladri nella propria abitazione ed i loro corpi sono stati ritrovati anche con segni di ferocia e di tortura. Altri sono stati aggrediti in strada e derubati di quanto portavano con sé o della loro automobile. Suor Liliane Mapalayi, è stata pugnalata a morte mentre era al suo posto di lavoro, in un liceo gestito dalla sua Congregazione, dove si occupava della cassa. Don David Donis Barrera è stato aggredito e accoltellato, dopo un lieve incidente stradale, in seguito ad un diverbio con gli occupanti dell’altra automobile. Don Anastasius Nsherenguzi invece è stato ucciso da alcuni giovani che stava cercando di dividere durante una lite. La laica Conchita Francisco è stata uccisa a colpi di arma da fuoco davanti alla cattedrale di Bongao, nella zona meridionale delle Filippine, dove è alta la tensione per la presenza di ribelli musulmani, pirati, terroristi e criminali.
Come scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel Motu Proprio “Porta fidei” con cui ha indetto l’Anno della fede che la Chiesa sta celebrando, “Per fede uomini e donne hanno consacrato la loro vita a Cristo, lasciando ogni cosa per vivere in semplicità evangelica l’obbedienza, la povertà e la castità, segni concreti dell’attesa del Signore che non tarda a venire. Per fede tanti cristiani hanno promosso un’azione a favore della giustizia per rendere concreta la parola del Signore, venuto ad annunciare la liberazione dall’oppressione e un anno di grazia per tutti. Per fede, nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte le età, il cui nome è scritto nel Libro della vita, hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai quali furono chiamati.” (PF, 13)
Gli operatori pastorali uccisi in questo anno 2012 non hanno compiuto gesti eclatanti, non si sono proposti all’attenzione dei mass media per iniziative o prese di posizione spettacolari, ma semplicemente “hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani”. Hanno vissuto la loro fede nell’umiltà della vita quotidiana, in contesti di particolare povertà umana e spirituale, di degrado, di violenza, dove il rispetto della vita e la dignità della persona sono valori che non contano, cercando di portare in questi ambienti la loro testimonianza di amore, di quell’amore del Padre che Gesù Cristo è venuto a mostrare.
Il 26 dicembre, Papa Benedetto XVI ha ricordato all’Angelus che il martirio del diacono Stefano mostra che “la nascita del Figlio di Dio ha inaugurato una nuova era, quella dell’amore. L’amore abbatte le barriere tra gli uomini. Li rende fratelli..”. Quindi ha affidato all’intercessione di Santo Stefano i cristiani perseguitati, sostenuti anche dalla nostra preghiera, ed ha invitato, sul suo esempio, a “testimoniare senza paura, con coraggio e determinazione, la nostra fede”.
Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, o addirittura di cui non si conoscerà il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Cristo, la “nube dei militi ignoti della grande causa di Dio” secondo l’espressione del Beato Papa Giovanni Paolo II.

PANORAMA DEI CONTINENTI

AMERICA
In America sono stati uccisi 6 sacerdoti: 2 in Brasile; 2 in Messico; 1 in Colombia; 1 in Guatemala.
In Brasile è stato ucciso nella sua abitazione il sacerdote italiano Fidei donum don Luigi Plebani. Invece d. Eduardo Teixeira è stato assassinato in strada, nel corso di una rapina.
In Messico hanno trovato la morte don Jenaro Aviña García, assassinato nella sua abitazione da alcuni ladri, e don Teodoro Mariscal Rivas, ritrovato legato mani e piedi, con una busta in testa.
In Colombia è stato ucciso durante una rapina don Pablo Emilio Sanchez Albarracin.
In Guatemala è morto don David Donis Barrera, aggredito e accoltellato dopo un incidente stradale.

AFRICA
In Africa sono stati uccisi 3 sacerdoti e 1 religiosa: 1 nella R.D.Congo; 1 in Mozambico; 1 in Tanzania; 1 in Madagascar.
Nella R.D. del Congo ha trovato la morte suor Liliane Mapalayi, della congregazione delle Suore della Carità di Gesù e Maria, pugnalata a morte nella scuola in cui prestava servizio.
In Mozambico è stato barbaramente ucciso il Missionario della Consolata (IMC) p. Valentim Eduardo Camale, durante una rapina alla sua missione.
In Tanzania è morto don Anastasius Nsherenguzi, ucciso da alcuni giovani che stava cercando di dividere durante una lite.
In Madagascar è stato ucciso durante una rapina in strada il gesuita p. Bruno Raharison (SJ).

ASIA
In Asia sono 2 gli operatori pastorali uccisi: 1 sacerdote ed una laica. Hanno trovato la morte in Libano e nelle Filippine.
In Libano ha trovato la morte padre Elie Gergi al-Makdessi, dell’Ordine Libanese Maronita, ucciso lungo la strada durante un tentativo di rapina.
Nelle Filippine è morta la laica Conchita Francisco, operatrice pastorale, uccisa a colpi di arma da fuoco da uomini non identificati davanti alla cattedrale cattolica di Bongao, dove poco prima aveva guidato la recita del Rosario e partecipato alla Santa Messa.

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE
L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni
a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Don David Donis Barrera, 70 anni, da due anni parroco della parrocchia della Sagrada Familia ad Oratorio, nella diocesi di Santa Rosa da Lima, in Guatemala, è stato assassinato il 27 gennaio 2012. In seguito ad un lieve incidente stradale, accaduto mentre si stava recando nella capitale, è stato aggredito e poi accoltellato dagli occupanti dell’altra vettura.
(Vedi Agenzia Fides 07/02/2012)

Don Jenaro Aviña García, 63 anni, parroco della parrocchia dell’Immacolata Concezione ad Atizapan de Zaragoza, nell’arcidiocesi di Tlalnepantla (Messico), è stato assassinato nella sua abitazione alle prime ore del mattino del 28 gennaio 2012. Secondo il rapporto della polizia, “il sacerdote aveva il pigiama e le pantofole, a quanto pare aveva sentito dei rumori e ha aperto la porta della canonica”. “La Chiesa locale di Tlalnepantla – ha sottolineato il comunicato dell’Arcivescovo – condanna in modo assoluto tutti gli atti di violenza che avvengono, non solo contro i cattolici, ma contro tutte le persone, indipendentemente dalla razza, dalla lingua e dalla religione”.
(Vedi Agenzia Fides 03/02/2012)

Suor Liliane Mapalayi, della congregazione delle Suore della Carità di Gesù e Maria, è stata pugnalata a morte da un individuo il 2 febbraio 2012 a Kananga, nel Kasai occidentale (R.D.Congo). La religiosa lavorava in un liceo gestito dalla sua Congregazione, occupandosi della cassa. E’ stata aggredita intorno alle ore 13, mentre si trovava nel suo ufficio, a scuola. Udendo un grido, il Direttore della scuola e una suora si sono precipitati nell’ufficio di suor Liliane, che è spirata tra le loro braccia, con un coltello da cucina piantato nel cuore.
(Vedi Agenzia Fides 20/02/2012)

Don Anastasius Nsherenguzi, sacerdote della diocesi di Kayanga (Tanzania), 43 anni, è stato gravemente ferito il 6 aprile, Venerdì santo, ed è deceduto l’indomani, 7 aprile, dopo alcune ore di agonia senza rivelare alcun particolare su quanto accaduto. In seguito alle ricostruzioni effettuate, è stato appurato che p. Nsherenguzi faceva ritorno a casa da Bushangaro, l’area parrocchiale dove si era recato per una celebrazione religiosa. Lungo la strada si è imbattuto in alcuni giovani che stavano litigando, ed è intervenuto per evitare che la lite degenerasse, ma è stato colpito da uno dei giovani con un grossa pietra, che gli ha procurato ferite mortali.
(Vedi Agenzia Fides 14/4/2012)

Don Luigi Plebani, 62 anni, missionario italiano Fidei Donum della diocesi di Brescia, è stato assassinato in Brasile, a Rui Barbosa, nello Stato di Bahia. Il sacerdote è stato trovato impiccato nella sua casa con un cerotto sulla bocca, domenica 29 aprile 2012. Era atteso per la celebrazione della Messa e, non vedendolo arrivare, alcune donne sono andate a cercarlo e hanno trovato la drammatica scena. Molto probabilmente si è trattato di una rapina degenerata in modo tragico: gli assassini avrebbero poi inscenato un suicidio. “Padre Luis”, come era conosciuto in Brasile, dove si trovava dal 1980, aveva ricevuto in passato minacce di morte da parte di alcuni carcerati che visitava regolarmente nel penitenziario locale, molto probabilmente da parte di bande legate al traffico di droga.
(Vedi Agenzia Fides 30/04/2012; 02/05/2012)

P. Valentim Eduardo Camale, dei Missionari della Consolata (IMC), 49 anni, è stato barbaramente ucciso la sera del 3 maggio 2012, durante una rapina alla missione di Liqueleva (Mozambico). P. Valentim è stato aggredito da quattro ladri, che molto probabilmente volevano impossessarsi delle poche offerte raccolte per la scuola dell’infanzia gestita dai missionari, ed ha reagito immobilizzando uno dei banditi, ma è stato sopraffatto dagli altri tre, che lo hanno percosso a morte. Trovato in una pozza di sangue da un confratello che rientrava dal lavoro pastorale, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, ma è morto durante il tragitto.
(Vedi Agenzia Fides 04/05/2012)

Don Pablo Emilio Sanchez Albarracin, della diocesi di Cucuta (Colombia), è stato aggredito nella sua abitazione presso la parrocchia Santa Maria Madre de Dios nel comune di los Patios a Cucuta, nel nord della Colombia, durante una rapina, la mattina dell’8 agosto 2012. I malviventi, probabilmente scoperti dal sacerdote, lo hanno gravemente ferito. Trasportato in ospedale, vi è morto l’11 agosto, dopo tre giorni di agonia.

Padre Elie Gergi al-Makdessi, dell’Ordine Libanese Maronita, è stato ucciso durante un tentativo di rapina. Il suo corpo senza vita è stato infatti ritrovato il 25 agosto 2012 sulla strada marittima di Naameh, 10 km a sud di Beirut. La morte è stata causata da asfissia e annegamento. Nato nel 1962, era monaco dell’Ordine Libanese Maronita, e viveva in un convento del villaggio di Bhersaf.

Il sacerdote Teodoro Mariscal Rivas, 45 anni, è stato trovato morto assassinato nella propria abitazione, nel quartiere di Santa Fe. Aveva la cura pastorale della chiesa di Santa Cecilia, che si trova nel territorio della parrocchia di Santo Niño de la Salud, nel distretto di Mochicahui, verso la parte centrale del Golfo della California, in Messico. Don Rivas è stato ritrovato la mattina del 20 settembre 2012, legato mani e piedi, con una busta in testa che ne ha provocato il soffocamento. L’assassinio è avvenuto presumibilmente tra il 18 e il 19 settembre. Fra le cose di valore che non si sono trovate c’era anche la sua automobile.
(Vedi Agenzia Fides 25/09/2012)

P. Bruno Raharison, sacerdote gesuita (SJ) di nazionalità malgascia, economo della congregazione Giovanni XXIII di Mahamasina (Madagascar), è stato ucciso domenica 30 settembre 2012, nel corso di una rapina in strada. L’automobile del religioso infatti è stata notata il 30 settembre, parcheggiata lungo la statale 2 che conduce da Antananarivo a Tamatave, nei pressi della località di Carion. Allertati i gendarmi, questi hanno stabilito un servizio di vigilanza. Il giorno successivo è stato fermato un giovane che tentava di recuperare l’automobile, e condotto in caserma. In seguito ad una perlustrazione dell’area, il 2 ottobre è stato ritrovato il corpo di p. Bruno, a 400 metri dal luogo dove si trovava la sua auto. Il sacerdote è stato colpito più volte con un’arma da taglio al dorso, al petto e alla testa.
(Vedi Agenzia Fides 4/10/2012)

La laica cattolica Conchita Francisco, 62 anni, operatrice pastorale, vedova e madre di due figli, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco da uomini non identificati davanti alla cattedrale cattolica di Bongao, nella provincia filippina di Tawi-Tawi, nel Sud dell’arcipelago, il 13 novembre 2012. La donna era appena uscita dalla chiesa, dove come ogni giorno aveva guidato la recita del Rosario e aveva partecipato alla Santa Messa. Conchita, detta “Ching”, era un pilastro nelle attività pastorali della piccola Chiesa locale. Dieci anni fa anche suo marito era stato ucciso. Era Preside della scuola di secondo grado all’interno del campus della “Mindanao State University” (MSU) a Bongao e, secondo alcune fonti locali, l’omicidio potrebbe essere legato a questioni inerenti il suo lavoro nella struttura.
(Vedi Agenzia Fides 16/11/2012)

D. Eduardo Teixeira, sacerdote brasiliano, 35 anni, è stato assassinato la sera di domenica 16 dicembre 2012, nella località Novo Hamburgo (stato di Rio Grande do Sul), Brasile, nel corso di una rapina. D. Teixeira e un altro sacerdote erano fermi ad un semaforo quando si sono avvicinati due rapinatori. I due preti sono stati costretti a seguire i malviventi in un parco e, dopo aver consegnato il portafoglio, p. Eduardo è stato colpito da almeno due colpi di arma da fuoco mentre tentava di tornare all’automobile. D. Teixeira, sacerdote da 3 anni, era parroco di Santa Terezinha de Campo Bom, e recentemente era stato nominato parroco della Parrocchia São Jorge, nel quartiere Campina (SL).

Fonte:Agenfides

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