Tempo di crisi, ma Lui è vivo !

dic 22nd, 2012 | By | Category: Primo Piano

Cerco di immaginare in un unico abbraccio del cuore il Natale delle nostre comunità. Mi fanno tenerezza gli addobbi che non mancano nelle nostre strade. Sono ostinatamente presenti dappertutto ma quanto più semplici e disadorni che nel passato! Un tempo era una gara tra paese e paese addirittura tra strada e strada con colpi di fantasia che non badava al risparmio.
Oggi quasi dappertutto quei festoni azzurri luccicanti con le loro “fogliette” al vento: voglia di festa e senso della realtà! La crisi fa stringere la cinghia ma, grazie a Dio, non ci toglie del tutto la voglia di festeggiare.
Come mentalità e inclinazione del gusto, non avevo mai fatto molto caso in passato ai negozi, alle loro vetrine, soprattutto ai loro clienti. Nell’inconscio consideravo normale che, soprattutto alla vigilia delle grandi feste i negozi fossero pieni, la coda dell’occhio dava per scontata la celebrazione di questi riti.
Personalmente, a livello di negozi frequento con assiduità solo le librerie e di tanto in tanto qualche sartoria ecclesiastica.
In questi giorni non posso fare a meno di gettare uno sguardo dentro ad ogni negozio davanti a cui mi capita di passare. Sarebbe peccato d’incoscienza continuare a essere.
Mi colpisce la dignità preoccupata e impotente di titolari e commessi a braccia conserte in attesa d’improbabili clienti; è vero che un tempo il commercio produceva facilmente ricchezza, ma i negozi vuoti o le centinaia di esercizi commerciali che, nel nostro territorio stanno chiudendo, non solo preludono a delle difficoltà per i commercianti, ma soprattutto rivelano il crescente impoverimento degli acquirenti.
E i cassintegrati? E gli esodati? E i pensionati al minimo? E chi, pur lavorando regolarmente, non riceve lo stipendio da mesi? E chi guarda al 2013 con la prospettiva di entrare in mobilità, cioè di perdere il lavoro?
Le nostre Caritas parrocchiali stanno quotidianamente facendo gli straordinari e producendo miracoli, con discrezione e tenerezza paterna tanti Parroci intervengono per pagare bollette e sostenere famiglie in difficoltà. Siamo una Diocesi “normale” di piccoli e di peccatori ma quanti prodigi di carità fioriscono in questi tempi.
Cerco sempre di non illudermi e di stare saldamente con i piedi per terra, inchiodato alle verità delle situazioni e alle rigorose esigenze del Vangelo.
Non posso fare a meno di riconoscere, però, con gioia e tanto orgoglio, che, girando per la Diocesi, si notano molteplici segni di vitalità, antica e nuova, consueta ed eccezionale.
Quando un genitore riflette o prega, il pensiero sfiora inevitabilmente i volti e le situazioni dei suoi famigliari.
Lo stesso il Parroco nei confronti dei suoi parrocchiani.
Quando il Vescovo guida la macchina attraverso le strade della Diocesi o si ferma con il Signore, gli sfilano davanti i nomi dei paesi, i volti dei preti, le assemblee dei fedeli.
Permettetemi di dirlo: Natale trova le nostre comunità cristiane più vive del solito.
Solleciti nel quotidiano, presenti nel territorio, generosi nella tratta ordinaria dei servizi, pronti a mettersi in gioco anche su prospettive di medio e lungo periodo.
Non mancano i problemi, i ritardi, i pregiudizi, i malintesi, le chiusure. È il fardello della fragilità, la scopa con cui il Signore ci purifica, ci ridimensiona, ci libera dalla tentazione di un narcisismo di sentirsi bravi e arrivati, ma la Chiesa c’è!
“Come sono belle le tue tende Giacobbe, le tue dimore Israele!” (Num 24, 5). Quante energie stanno emergendo! Quanta nostalgia di Dio, quanta volontà di rendere le comunità cristiane luogo d’incontro e casa di preghiera per tutti i popoli!
Aiutiamoci a tenere accesa questa fiaccola, a non estinguere lo spirito, a proseguire la semina e la coltivazione.
In queste fredde notti di dicembre, in questa fase cupa della nostra nazione, i “pastori” delle nostre parrocchie stanno amorosamente vegliando i loro greggi e le comunità sono sempre più preparate come le vergini sagge in attesa dello sposo.
Presto risuonerà l’annuncio dell’angelo: non temete, vi annuncio una grande gioia, il Salvatore è nato.
La celebrazione della novena, da qualche parte alle cinque del mattino, altrove alle nove di sera, abbraccia e unifica i ritmi delle giornate nella terra falisca, intorno alla fiduciosa certezza che dal momento che Lui è nato, noi non siamo soli a camminare e ad amare! Buon Natale a tutti.

Romano Rossi, Vescovo di Civita Castellana

Tags: , , ,

Comments are closed.