Matera: dono senza reciprocità

dic 22nd, 2012 | By | Category: Distretti e Club

Si è concluso il percorso formativo organizzato dal Serra Club di Matera riservato agli alunni referenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ricadenti nel territorio della diocesi di Matera-Irsina, propedeutico alla partecipazione del Concorso Scolastico abbinato alla seconda edizione del “Premio Letterario Mons. Francesco Saverio Conese”. Il percorso formativo ha perseguito la finalità di mettere tutti i ragazzi partecipanti, anche tramite gli alunni referenti, tutor nella propria classe, in condizione di affrontare la tematica concorsuale dettata a livello nazionale dal CNIS:
Alla prima giornata di lavoro, condotta da don Ennio Tardioli sull’interrogativo “Fede: dono o ricerca?” sono seguiti i laboratori “ImmaginAzione” tenuti dalla prof.ssa Rosalia Tedeschi, pedagogista clinico, che ha proposto ai ragazzi di sperimentare un modo diverso di conoscersi, inducendoli ad approfondire il concetto di dono come messaggio di reciprocità.
Partendo dalla percezione sensoriale e spaziando dalla cognizione alla trasformazione creativa, i partecipanti sono stati coinvolti in attività di autoascolto e ascolto attivo finalizzate all’ampliamento della sfera personale e all’accoglienza dell’altro.
Filo conduttore dei laboratori pedagogico-clinici la lezione magistrale “Dono senza reciprocità” tenuta da Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, nella giornata conclusiva del Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo (16 settembre 2012). Per Enzo Bianchi il vero dono è l’atto di approssimarsi all’altro senza la necessità della reciprocità né l’aspettativa di una qualsivoglia riconoscenza. “Si dona ciò che si è, non quello che si ha”.
La prof.ssa Tedeschi ha operato una traduzione pedagogico-clinica del percorso indicato dalla lezione magistrale di Enzo Bianchi: si dona se stessi dando la propria presenza e il proprio tempo, volto contro volto, occhio contro occhio, mano nella mano, in una prossimità il cui linguaggio narra il dono all’altro. Sguardo, parola, gesto, segno – ha affermato la prof.ssa. Tedeschi – definiscono il nostro “essere”, l’unitarietà e l’unicità di ogni persona che può arricchirsi di senso soltanto in relazione agli altri, grazie anche agli altri. L’atelier pedagogico-clinico “Il dono come messaggio di reciprocità” parte dunque dalla lezione di Enzo Bianchi, ma tende oltre: tende ad affinare la sensibilità di chi il “dono” lo riceve.
Nei laboratori successivi, “Due ali per volare” ed “Espressioni armoniche”, i partecipanti hanno potuto sperimentare alcune tecniche desunte dai metodi InterArt® e Musicopedagogia® per una migliore interpretazione della espressione della “Fides et Ratio” di Papa Giovanni Paolo II. Utilizzando la similitudine delle due ali con le quali gli uccelli si librano e spaziano nell’aria, la prof.ssa Tedeschi ha spiegato le caratteristiche anatomiche e neurobiologiche del nostro sistema cerebrale che, pur presentando due emisferi preposti a funzioni differenziate, nell’attività globale diventano sincroni, così come sincroni sono i battiti delle ali in volo che portano verso la verità. Le interviste estemporanee di coppie tra i convenuti all’incontro e le attività creative artistiche eseguite individualmente e in gruppo hanno evidenziato come la parte razionale di noi riesce a dimostrare solo ciò che conosciamo, mentre il pensiero intuitivo perviene alle conoscenze indimostrabili che pure sostanziano la vita dell’uomo e, anzi, costituiscono il presupposto della stessa ricerca scientifica. La simbologia delle ali in volo racchiude la complementarietà dell’azione della ragione come libertà di pensiero che dà significato e vigore alla fede.
Il percorso formativo si è concluso con il laboratorio di Musicopedagogia® che ha indotto, attraverso la rappresentazione dapprima grafica e poi corporea di “forme sonore”, a sperimentare direttamente l’integrazione degli emisferi cerebrali. L’integrazione emisferica – ha spiegato la prof.ssa Rosalia Tedeschi – è sostanzialmente accordo tra le parti, risoluzione dei conflitti interiori, armonia; in una parola: equilibrio psico-fisico. In ambito educativo è doveroso far sì che i giovani possano potenziare l’equilibrio personale, che possano cioè rafforzare la sicurezza in se stessi e la fiducia negli altri, innalzare l’autostima, sentirsi maggiormente aperti al confronto e pronti anche a dare se stessi agli altri senza il timore della perdita o dell’ammanco.

Lino Sabino

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