Vivere nella fede

nov 18th, 2012 | By | Category: Mondo Cattolico

 

…in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra…

 

Il fondamento più essenziale del cristianesimo è la confessione del Dio unicoDue fatti in questa precisazione sono singolari – ha detto Benedetto XVI – che veramente tutti gli altri dei non sono Dio e che tutta la realtà nella quale viviamo risale a Dio, è creata da Lui.

La novità di questo fondamento apparve chiara ai primi cristiani, vissuti in ambiente pagano e politeista. I pagani divinizzavano le diverse forze della natura, o divinizzavano, nella mitologia greca e romana, le stesse capacità umane. Nella nostra cultura, erede di secoli di cristianesimo, questo presupposto sembra acquisito, e tuttavia nel mondo attuale si annidano delle “leggi” e delle forze che creano un nuovo paganesimo.

Il cristiano crede che tutto viene da Dio, anche le “leggi” scientifiche e sociali, anche le forze di cui disponiamo e la vita stessa; crede che l’uomo è immagine di Dio, ma non è Dio, e che solo il Creatore dà senso pieno a tutta la vita (Schmemann).

Questo unico Dio viene chiamato Padre: se la parola “Dio” evoca l’Essere supremo, l’Inaccessibile, la parola “Padre” evoca la vicinanza, il rapporto amorevole per ognuno, la preoccupazione per l’altro. Chiamando Dio Padre rifiutiamo una concezione astratta, quasi automatica della creazione, perché Dio crea e continua ad amare ciò che ha creato, e il Dio creatore e padre è anche onnipotente, non ha rivali che lo superano, anche se nel mondo la lotta col maligno è spesso faticosa. L’onnipotenza di Dio non è la soluzione facile dei nostri problemi, ma si manifesta nella misericordia, nella debolezza, in un mistero di apparente sconfitta.

Il Papa ha sottolineato come la Vegliapasquale, culmine della storia della salvezza, inizia dalla creazione, apparentemente lontana, distaccata dal mistero della morte e risurrezione di Gesù. Ma in quel “principio”, nella creazione, è contenuto il senso dell’universo e dell’uomo; il racconto della creazione è una profezia, senza il quale si fraintenderebbe la storia di Dio con gli uomini: in quelle pagine è rivelato il Dio unico e creatore, che noi professiamo nel Credo.

Impariamo quindi a capire la “grammatica” del creato, a vedere la natura come espressione di un disegno di amore e di verità, e quindi come una vocazione. E’ il disegno che Dio ha tracciato perché l’uomo lo custodisca e lo valorizzi, senza tuttavia farne un nuovo paganesimo.

Maria Papasogli

Comments are closed.