San Tommaso Moro

nov 18th, 2012 | By | Category: Eventi

Gli ultimi due Pontefici hanno riportato agli onori della cronaca il Santo Tommaso Moro per sottolineare, in momenti di crisi etica, quale quello che stiamo attraversando, quanto sia importante tornare all’onestà ed alla coerenza. In questo articolo ho voluto mettere in luce la figura del Santo perchè divenga più familiare in Italia.

 

Sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II un santo inglese, S. Tommaso Moro, fu eletto Patrono dei politici. In quei giorni degli anni Ottanta,la Stampa italiana evidenziava mancanza d’impegno e coerenza in ambito governativo e politico e lo scopo, da parte della Chiesa, era evidente: meditare sull’estrema coerenza che aveva guidato l’intera esistenza del santo inglese.

Dopo alcuni incresciosi eventi di carattere etico-politico che hanno colpito la società italiana in quest’ultimo scorcio di tempo, nello scorso mese di ottobre 2012 il Santo Padre Benedetto XVI in uno dei suoi discorsi ha menzionato  la figura di Tommaso Moro ed anche questa volta il motivo era evidente, meditare sulle virtù dell’onestà e della coerenza che caratterizzarono la vita di quel Santo del ‘500 che, elevato alle più alte cariche dello Stato quale Gran Cancelliere del Regno, seppe negare al Re Enrico VIII, che gli chiedeva approvazione al divorzio dalla Regina, il proprio assenso nella convinzione che le leggi della Chiesa dovessero essere rispettate.

Contro il suo Cancelliere, Enrico VIII tentò ogni strada per forzarne la coscienza e guadagnarlo alla sua causa: collera, blandizie, intimazioni, urli, improbabili citazioni bibliche. In quei giorni a Londra rotolarono sotto la mannaia molte teste di dissenzienti, fra i quali il Vescovo di Rochester John Fisher. Era il Maggio del 1532.

La gente comune amava la Regina Caterina d’Aragona cattolica e mostrava avversione contro Anna Bolena, la donna che il Re voleva come sua seconda moglie. Improvvisamente il Re giocò la sua carta vincente: chiese ed ottenne con minacce di essere riconosciuto Capo Supremo della Chiesa d’Inghilterra commettendo così un atto scismatico contro la Chiesa di Roma ed il Vicario di Cristo nella persona di Clemente VII.

A questo punto, forte dell’Atto di supremazia, il Re si fece concedere l’annullamento del matrimonio dall’arcivescovo di Canterbury e passò a nuove nozze che furono subito annullate dal Vescovo di Roma.

Tommaso Moro fu chiamato a firmare l’Atto di Supremazia ed a prestare fedeltà alla legge che limitava la successione al trono ai figli nati da Anna Bolena. Il 16 Maggio 1532, giorno seguente alla autoproclamazione di Supremazia, il Cancelliere del Re alle ore tre pomeridiane nel parco reale di York Place rassegnò le sue dimissioni e rimise nelle mani del Sovrano il sigillo della Cancelleria. Esterrefatti gli astanti lo videro uscire dal cancello, sereno e sorridente come se gli fosse caduto dalle spalle un grande fardello.

Tommaso Moro fu imprigionato nella Torre di Londra in completo isolamento. I suoi beni furono confiscati e la famiglia ridotta sul lastrico. Egli scrisse dal carcere: “Sono e sarò sempre un fedele suddito del Re ed ogni giorno pregherò per lui, ma d’ora in poi mi dedicherò solo a meditare sulla Passione di Cristo”. Egli era stato famoso a corte e fra la gente per il suo umorismo e nessuno avrebbe mai supposto che portasse il cilicio sotto le belle vesti di Gran Cancelliere.

Il processo fu sbrigativo e si concluse con la condanna a morte per decapitazione. Egli moriva, volle ribadirlo alla corte, per rimanere fedele alla Chiesa di Roma alla quale sola spettava il primato spirituale che Cristo stesso aveva dato a S. Pietro ed ai suoi successori.

Salì al patibolo sereno e sul palco baciò l’uomo con la scure e gli porse una moneta d’oro . “Vedi di non sbagliare il colpo, ne andrebbe della tua reputazione. Tu mi rendi oggi un grande servigio”. Stringendo fra le mani una Croce s’inginocchiò.

Era l’alba del 6 Luglio 1535.

Elsa Soletta Vannucci

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