Postulante ma ora novizio !

nov 12th, 2012 | By | Category: La Voce del Seminario

Anche se nella penna e nell’inchiostro sono ancora molto “postulante”, proverò a parlarvi di cosa è la vita qui, oggi… Da novizi

L’inizio

In data 17 Settembre, giorno in cui si ricorda l’impressione delle stimmate di san Francesco, è avvenuta la nostra iniziazione alla vita religiosa, alla presenza di tutti i ministri provinciali del Sud Italia. E’ la prima volta che le sette province del Sud Italia costituiscono un noviziato insieme.

La celebrazione di ammissione al noviziato e relativo affidamento alla nuova fraternità, si è svolta al santuario di Piedimonte Matese “Santa Maria Occorrevole” intorno alle ore 15 di pomeriggio.

Padre Emanuele Bochicchio

A presiedere è stato l’attuale segretario della Compi Sud: il ministro provinciale M.R. Padre Emanuele Bochicchio della provincia religiosa Salernitano-Lucana, con gli altri ministri: M.R. Padre Pietro Carfagna (Puglia-Molise), M.R. Padre Agostino Esposito (Napoli), M.R. Padre Pino Noto (Sicilia), M.R. Padre Tommaso Leopizzi (Salento), M.R. Padre Salvino Iannuzzi (Sannito-Irpina), M.R. Padre Francesco Lanzillotta (Calabria).

Erano presenti i maestri di postulato ad assistere al simbolico passaggio di “consegne”.

Durante il rito, siamo stati presentati e poi accolti e affidati alla nuova fraternità composta da: Padre Alberto Marangolo (Guardiano, Sicilia), Padre Angelo Calvano (Vicario, Sannito-Irpina), Padre Rossano Corsano (Economo, Salento), Padre Francesco Mantoan (Vice-maestro, Calabria), Fra Carlo Roberto (Vice-maestro, Puglia-Molise), Fra Salvatore Di Maio (provincia napoletana) e naturalmente il nostro nuovo maestro, Padre Antonio Ridolfi (Salernitano-Lucana).

Così con semplicità ed emozione ecco il nostro “inizio”.

Interprovincialità

I nostri nomi: fra Gianparide Nappi, fra Andrea Mazzocchi, fra Emilio Cafaro, fra Luca Apreda, fra Antonio Domenico Pio Caldarelli, fra Nicola Langone, (Salernitano-Lucana), fra Giovanni Sorrentino e fra Marco Penniello (Napoli), fra Massimiliano Grimaldi, fra Francesco Grasso e fra Gabriele Grasso (Sannito-Irpina), fra Cristiano Giannattasio (Puglia-Molise), fra Luigi Stanca e fra Daniele Mangia (Salento), fra Giuseppe Donato Scordino (Calabria).                                               Noi 15 siamo i primi novizi del Sud Italia.  Tra noi c’è stata subito una grande intesa.

Buona e azzeccata, l’idea di fare 4 ritiri pre-noviziato durante l’anno. E’ stata un’ opportunità per conoscerci meglio considerando il numero elevato di cui è composta questa fraternità ed il poco tempo a disposizione (un anno). Un vantaggio per il nostro cammino.

Interprovincialità!

Una sfida, se così vogliamo intenderla! In  questi tempi di relazioni malate e di individualismo, qui inizia questa avventura. Sette province, quindici ragazzi, sette formatori, uno solo l’orizzonte: CRISTO!

La divisione istituzionale (ovvia e necessaria) non è presente nel cuore, poiché qui “si cammina come un sol corpo”. Con un solo cuore!!! Non ho pensato nemmeno un attimo di essere appartenente ad un’altra provincia e per questo sentirmi fuori dalla mia famiglia. La famiglia è qui. E’ questo lo leggo negli occhi di tutti i miei fratelli. Le differenze rallegrano il cuore di chi ama “il santo viaggio”. Conoscere un dialetto diverso, o festeggiare insieme la festa della propria provincia, o partecipare ad eventi quali ordinazioni o altro, è un’occasione, non un peso, un’avventura nuova e arricchente. E’ così!!! Gli altri sono un’occasione, non un pericolo.

Tutti noi (formatori compresi), ci muoviamo senza una logica “campanilista” che contraddirebbe il significato e l’universalità della nostra FEDE. Il risultato è bellissimo e ci fa capire: è possibile.

Il regno dei Cieli è possibile. E’ possibile quando ci stringiamo le cose che ci accomunano piuttosto che a quelle che ci dividono, è possibile quando rimaniamo dinamici e docili per accogliere il nuovo che arriva. Certi delle radici da cui siamo partiti ma senza distogliere lo sguardo rivolto verso la meta da raggiungere: tutti fratelli in Cristo.

Questo si realizza partendo dalle piccole cose. Si vede dai piccoli segni. E’ come un piccolo seme.Lo posso vedere mentre lavoro al fianco di Francesco, oppure mentre passeggio in giardino con Giuseppe, o mentre scherzo e rido con Massimiliano come se li conoscessi da sempre. V Ogni giorno vedo che questi estranei nel mio cuore: “diventano la mia famiglia, sono la mia famiglia”.

Più che amici…fratelli! Noi siamo fratelli! Nessuna fazione, nessun campanilismo, nessun sentimento anti-evangelico. Qui si cammina seriamente! Figli tutti noi di una sola e vera grande provincia: “la provincia dei Cieli”.

Vita da novizi

Qualcuno ci ha detto che un novizio non è nient’altro che un postulante con un abito francescano indosso… Quindi, la giornata di un novizio?? Come quella di un postulante!!

La giornata si svolge tra preghiera e lavoro (le lezioni inizieranno più avanti), fraternità e silenzio. Regole nuove ma con “i piedi per terra”. Quella che è cambiato è l’intensità della preghiera. Quest’anno per noi, dovrà essere un anno di riordino interiore. E’ un’occasione unica che pochi al mondo possono avere: fermarsi e ascoltare. Conoscere i nostri lati oscuri, l’intensità del nostro amore per Cristo. La verità nuda è cruda su chi siamo veramente. Il luogo e i ritmi di preghiera forniscono il silenzio adatto allo scopo.

Quel che sarà…SARA’!

Quel che sarà, sarà!!! Nel senso che quello che diamo, e come lo facciamo, “qui” davanti al Signore dirà anche “chi siamo”. Quel che saremo qui è quello che siamo. Adesso si cammina sul serio non perché prima fosse concesso il contrario, ma perché questo “si” è un si non solo ad una tappa di formazione, ma è un “si” che significa: “ voglio convertire il mio cuore a Dio”.

Convertire il cuore, cambiare modi e atteggiamenti di stare al mondo, trasformarci nei pensieri della nostra mente. Non è più tempo per sdraiarsi e sostare sui sentieri dell’insicurezza. E ora di volare sulle ali della fede. Siamo stati noi a venire qui, “liberamente”. Noi ad accettare la proposta divina che ci chiama al “cambiamento”.

Proprio noi ora siamo chiamati ad essere responsabili del nostro andare se sapremo vivere senza nulla di proprio, cammineremo leggeri e spediti, se saremo ubbidienti impareremo l’arte dell’umiltà, se saremo casti, avremo gli occhi fissi su di Lui. Forti ed ardenti d’amore conosceremo faccia a faccia il fuoco che ci arde dentro. Questo mondo ha bisogno di segni… quindi, al mondo diciamo, eccoteli qui come segno dell’amore di Dio: “Quindici stelle per te”
 

Tags: , , , , , , , , , ,

Comments are closed.