Catechismo come indirizzo di valori sociali

ott 31st, 2012 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Il S. Padre nella udienza del 24 ottobre ha messo in evidenza tre ambiguità proprie della cultura contemporanea:

-Il trionfo dello scientismo con una tensione verso una religione “fai da te”

-Il tentativo di ridurre la fede ad una serie di emozioni senza contenuti con una adesione intellettuale a delle verità particolari su Dio

-La provenienza della fede intesa come un solitario sforzo dell’uomo.

Il catechismo della Chiesa attraverso la Catechesi aiuta gli uomini a superare le ambiguità e a percorrere con pienezza e coscienza  il loro percorso di vita cristiana.

-La professione della fede

-I sacramenti della fede

-La vita della fede

-La preghiera nella vita della fede

Sono i quattro pilastri su cui si fonda il piano del Catechismo; Indirizzi che contemplano nel loro insieme la Vita del cristiano e pertanto lo accompagnano verso la Verità della Rivelazione.

Vorrei soffermarmi sul terzo punto con una attenzione sociologica più che teologica.

Il Catechismo recita all’articolo 3-1730 “ Dio ha creato l’uomo ragionevole conferendogli la dignità di una persona dotata dell’iniziativa e della padronanza dei suoi atti” ed ancora nella Adversus haereses,4,4,3 “ L’uomo è dotato di ragione, in questo simile a Dio,creato libero nel suo arbitrio e potere”.

Conseguentemente sopraggiungono i concetti di libertà e responsabilità che il libero arbitrio rende l`uomo responsabile dei suoi atti.

Se  analizziamo l’attuale comportamento del cristiano, inserito con le sue responsabilità nella vita sociale, ci attanaglia una pena immensa. Ci rendiamo conto di quanto il distacco nelle scelte sociali, tra valori indicati dal catechismo ed i comportamenti  nelle responsabilità sociali, sia grande.

Diventa evidente come abbandonandosi a comportamenti istintuali l’attrazione verso i valori di una società stravolta come l’attuale sia preponderante rispetto ai valori indicati dalla nostra fede.

Due delle principali  conseguenze sono :

- La confusione del cristiano nella vita sociale con conseguente tentativo di ridurre la fede ad un fatto privato, creando una timidezza nel definirsi cristiano, non accettabile con il legame totale che la fede ci immerge in Cristo.

- L’isolamento dei sacerdoti rispetto alle comunità e la conseguente aggressione sociale verso di essi.

La Chiesa che rappresenta la famiglia cristiana, malgrado i numerosi appelli del Santo Padre, ha sempre più difficoltà a colloquiare con il suo gregge e talvolta anche con i suoi Pastori. Gli appelli del Pontefice sono chiari ed indiscutibilmente impegnativi per il cristiano.

Raccomando che l’attenzione dei nostri Club nella realizzazione dei programmi, proprio per la loro vocazione di:

aiuto alle vocazioni sacerdotali,

di sostegno ai sacerdoti

 di trovare occasione per fare opera missionaria

debba essere puntuale ed attuale, seguendo gli appelli che il rappresentante di Cristo rivolge continuamente.

Questa attenzione naturalmente non diminuisce il continuo operare attraverso la preghiera e il sostegno ai Seminari che storicamente ci vede impegnati, ma ne qualifica, secondo le indicazioni del S. Padre, i contenuti.

 Giampiero Camurati

 

 

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