Contro le radici dell’odio e della violenza

ott 27th, 2012 | By | Category: Eventi
Il gesuita indiano Bryan Lobo è il nuovo direttore del Dipartimento di Teologia delle Religioni contro le radici dell’odio e della violenza

Bryan Lobo S.J.

Ignoranza e pregiudizi abilmente strumentalizzati per fini politici: una strategia dell’odio alla quale è esposto chiunque, credente o non credente che sia. Per il gesuita Bryan Lobo non vi sono dubbi. Esperto di Filosofia indiana e Induismo, P. Lobo è convinto che da queste strategie aliene alle religioni non sia possibile liberarsi se non attraverso la conoscenza e un “anticipo di simpatia” – secondo un’espressione cara a Benedetto XVI – verso il credo dell’altro.

P. Lobo, perfino l’India, da sempre ritenuto modello della convivenza religiosa, in questi anni è scossa da violentissime tensioni fondamentaliste…

Partiti induisti come BJP e RSS hanno capito che creando un nemico, in questo caso religioso, possono guadagnare l’appoggio della maggioranza induista e vincere le elezioni. Ma non dimentichiamo che negli anni passati i missionari avevano l’abitudine, mentre propagavanola Fede, di denunciare l’Induismo come “religione del diavolo” nella quale non c’è salvezza. Un approccio inaccettabile che ha progressivamente creato gravi tensioni».

La vicenda della minorenne disabile contro la quale si sono fabbricati falsi capi di accusa per colpire l’intera comunità cristiana prova proprio un uso politico degli scontri tra religioni.

«La vicenda di Rimsha Masih è un ulteriore caso, fra tanti, in cui si riconosce la malevola intenzione dei capi religiosi nel creare problemi fra i fedeli e nel desiderio di vedere l’altra religione totalmente distrutta. Da dove nasce questa intenzione? Da una cattiva formazione religiosa. La pace e l’armonia fra le religioni, alla quale ha richiamato Papa Benedetto XVI nella sua recente visita in Libano, è possibile solo se vi è una vicendevole considerazione positiva».

Quale contributo può apportare lo studio della Teologia delle religioni?

«È una formazione più matura nei confronti delle altre religioni, una via per superare pregiudizi e approcci negativi alle altrui credenze. Lo studio della Teologia delle religioni è inoltre importante per ri-conoscere ciò in cui si crede. In questo caso, allora, la teologia cristiana viene arricchita con e attraverso lo studio delle altre religioni. In questo modo formiamo al meglio chi si prepara per un’esperienza missionaria nel mondo».

Quali sono i punti di forza del vostro Programma di studi?

«Oltre a uno studio accurato dell’Islam – e un particolare approfondimento critico e analitico della regione del Mediterraneo, ricca di culture e dinamiche spesso complesse –, del Buddismo, dell’Induismo, ecc., offriamo un approccio comparatistico nei confronti del Cristianesimo. Inoltre vengono trattati i temi chiave della teologia dogmatica e fondamentale nell’ottica delle altre culture e religioni e all’interno di specifici ambiti socio-religioso»

Fonte : Fondazione La Gregoriana

 

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