Riflettendo sul “discorso alla luna”

ott 17th, 2012 | By | Category: Eventi

“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera. Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. Noi chiudiamo una grande giornata di pace. Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà’.

Con queste parole, ispirate dalla Spirito Santo, Papa Giovanni XXIII, Il Papa buono, sintetizzò in termini di fede e di speranza lo scopo del Consiglio Vaticano II appena iniziato.

Sabato 13 ottobre presso la Chiesa di S. Teresa di Viganello, su iniziativa della Associazione Amici della Scuola Corale della Cattedrale di Lugano, in occasione della celebrazione del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, ha eseguito la “ Cantata Occasionale” composta dal maestro Robert Michaels sulle parole del “ Discorso alla Luna “del Papa buono.

Sono intervenuti S. Ecc. Mons. Piero Marini, già Cerimoniere pontificio di Giovanni Paolo II, S.Ecc. Mons. Pier Giacomo Grampa, Vescovo di Lugano, Mons. Ettore Malnati, Vicario Episcopale di Trieste.

I relatori hanno aiutato a comprendere, nel contesto storico del 1962, quanto siano attuali le parole e gli sforzi del S. Padre nel voler riunire la Chiesa di Cristo in un Concilio che esprimeva la nuova coscienza verso la corresponsabilità di tutti i cristiani.

Attraverso la lettura di documenti estratti dai diari del Papa buono, si sono potute rivivere le speranze e i vari momenti  conciliari, entrando nello spirito di profonda trasformazione della Chiesa nel rispetto della tradizione e dei propri valori irrinunciabili. Si è potuto percepire come la trasformazione liturgica non sia stata solo un atto cerimoniale, ma un preciso ed importate riavvicinamento della Chiesa al singolo Cristiano. La Chiesa non era più difficile, ma diventava la madre buona e comprensibile.

La Cantata ci ha infine fatto raggiungere attraverso la musica un livello superiore di coinvolgimento diventando  un segno di bontà, speranza e fede.

Noi serrani eravamo numerosi e rivolgiamo un ringraziamento particolare a Don Emanuele Di Marco, già nostro seminarista, che ci ha permesso di poter fruire di tanta bellezza.

Come sempre il nostro Vescovo è stato preciso, diretto e ha raggiunto lo scopo di rappresentare chiaramente l’impatto salvifico avuto dal Concilio sulla Diocesi di Lugano.

Voglio terminare ricordando ancora parole del discorso di Papa Giovanni XXIII che mi sembrano veramente attuali oggi nel secondo millenio.

 Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza. E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte”.

 Giampiero Camurati

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