Inaugurato il nuovo anno sociale a Matera

ott 12th, 2012 | By | Category: Apertura

La cerimonia di inaugurazione di un nuovo anno sociale è sempre una festa, anche se di riflessione. Per i partecipanti è un momento di gioia e di serenità ed è, in modo particolare, una piacevole occasione per rafforzare nella consueta gradevole conviviale lo spirito di appartenenza.

La manifestazione che riguarda questo anno sociale, preceduta dalla S. Messa officiata da S.Ecc. mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina, ha visto l’esordio del neo presidente prof. Salvatore Milanese che, dopo i convenevoli saluti, ha tracciato in sintesi il programma di servizio che intende realizzare. Una sua prima riflessione ha riguardato l’esigenza  per il club di essere maggiormente presente all’esterno ai fini di riscoprire e di far anche riscoprire il cammino della fede in una convinzione rinnovata. Ha poi introdotto  il tema della Fede che sarà l’argomento preminente da trattare  durante lo sviluppo delle tematiche che saranno affrontate nell’anno sociale in linea con quanto indetto dal  Santo Padre Benedetto XVI in occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e dei venti anni della pubblicazione del catechismo della Chiesa Cattolica.

Una manifestazione importante da ripetere, ha comunicato il Presidente, sarà il concorso scolastico diocesano abbinato al “Premio letterario mons, Francesco Saverio Conese” riservato agli studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado. Tale manifestazione appare necessaria perché si è mostrato uno strumento valido  che può aiutare ad emergere quelle potenzialità che i giovani naturalmente posseggono. Ha preso brevemente la parola il Governatore del Distretto di Puglia e Basilicata avv. Savino Murro.

Il cappellano don Domenico Falcicchio si è soffermato sugli aspetti salienti della formazione catechetica che svolgerà, come da programma, per il corrente anno sociale e che avrà per tema: “I Sacramenti edificano la Chiesa e nutrono la vita cristiana”

L’attenzione dei convenuti è stata successivamente focalizzata dagli spunti interessanti della relazione di don Filippo Lombardi che ha trattato il tema de  “la Fede dal dono alla ricerca”. Il relatore si è soffermato  sulla specificità della Fede nella dimensione del dono ed ha messo in evidenza come la Fede non sia un atto umano, anche se il credere presuppone l’atto del capire e quello del sapere. Il sapere, ha puntualizzato il relatore, è un’azione passiva, mentre la Fede  è una realtà che ci coinvolge perché ci viene messa a disposizione come un dono; questa elargizione è esclusiva iniziativa di Dio e non presuppone alcun merito da parte dell’uomo.

A sostegno di questa tesi don Filippo ha fatto notare come ogni uomo, sin dai primordi della sua esistenza, ha sempre avvertito un desiderio dell’assoluto ed a volte ha trovato una falsa entità superiore nella realtà ambientale e di vita che gli incuteva timore. Il relatore ha definito questa necessità come la ricerca di “un chiodo su cui appendere la bisaccia della nostra vita” in contrapposizione al concetto di Fede, quella vera, da interpretare nel suo significato più autentico di un rapporto e di una relazione interpersonale, dove l’iniziativa non è dell’uomo, ma è di Dio perché, diversamente, l’uomo da solo fallirebbe. “Ecco come dono e ricerca si intrecciano a vicenda” ha aggiunto il relatore nel suo intervento. Don Filippo ha continuato la sua riflessione avventurandosi nella ricerca delle origini temporali della Fede citando il  brano biblico in cui si parla della storia di Abramo.

“Il Signore disse al patriarca: vattene dal tuo paese e dalla casa di tuo padre verso il paese che io ti indicherò…Abramo partì come gli aveva indicato il Signore”(Gen.12.1-4). Nella risposta che Abramo ha dato  a Dio quando ha accettato l’ordine di partire, è nata la fede. Il dono e la ricerca si intrecciano. La disquisizione del relatore evidenzia come, anche se l’uomo ha sempre avuto il desiderio di cercarlo, pur tuttavia Dio non è frutto della ricerca umana, ma è il dono elargito dall’  immensa ricchezza di amore di Dio stesso e che ci consente non solo di accettare, ma anche di essere capaci di contenerlo nella sua immensità. Questa capacità di accettare e di contenere in noi il dono della fede esige, secondo don Filippo, anche una responsabilità: quella di permettere a questo dono di entrare nella nostra vita non solo come atto fideistico o contemplativo di culto, ma di coinvolgimento e di consapevolezza, per lasciarci guidare dal lume divino che ci dà la fede.

Le parole dell’Arcivescovo mons. Salvatore Ligorio hanno concluso la parte espositiva della manifestazione con brevi riflessioni sul concetto di accoglienza del dono divino e con espressioni di incoraggiamento per gli intervenuti, esortandoci a che  l’impegno serrano venga affrontato e svolto soprattutto  con l’esternazione del cuore.  

 

Lino Sabino

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