Silenzio e oblio

set 17th, 2012 | By | Category: Eventi

 

Spenti i riflettori, fin troppo invadenti, sulla dipartita del card. Martini, il ricordo del Pastore della più grande Diocesi italiana si stempera velatamente. L’emozione del distacco definitivo dalla vita è stata forte per il popolo milanese,  soprattutto per coloro che l’hanno conosciuto direttamente in quanto presbiteri,  laici impegnati nei cammini spirituali ed il vasto mondo della cultura che gli riconosceva la serietà degli studi.

 Benedetto XVI con il Cardinal MartiniUna figura trasversale, che ha saputo coniugare al meglio la dottrina della fede all’azione, spaziando attraverso tutti i settori della società civile, specialmente laddove era difficile comunicare la Parola di Dio. “La cattedra dei non credenti” è stata una novità assoluta, quando si riteneva assai improbabile il dialogo interreligioso, lui l’ha realizzato, in forma di rapporto interpersonale e di scritti ormai memorabili. Da questi colloqui nacque il carteggio con Umberto Eco, il quale scrisse  “In cosa  crede chi non crede?”  Il silenzio è stato suo compagno durante tutta la sua lunga vita: le sue posizioni così diverse dalla Curia Romana l’avevano collocato in una situazione precaria, un misto di diffidenza, sospetto ed incomprensione  ha aleggiato sulla sua figura tanto che, candidato al soglio pontificio, non fu votato dal Conclave.

Troppo sentito e dolente il suo rammarico nel constatare le chiese vuote a Milano, il relativismo di una società afflitta da tanti drammi che chiede aiuto, smarrita  perché rimasta senza Maestri. Il card. Martini è stato un interprete zelante del Vangelo, dell’insegnamento di Cristo, auspicando una Chiesa povera, aperta ad accogliere tutti i fratelli, caritatevole verso i  deboli, favorevole al rientro nella Madre Chiesa di quanti confessano le proprie fragilità.

“Dio accende il fuoco della devozione. Se me ne lascio infiammare, riconoscere Dio sarà facile. Senza la mia devozione, Dio rimane un mistero distante. Nella fede in Dio, Gesù è per me il mio Maestro ed ancor di più : è il mio amico. La cosa più importante è ascoltare la sua voce nella Bibbia. Ognuno può ascoltare la propria interiorità. La coscienza parla ad ogni uomo. E’ indubbio che vi sia molta ipocrisia, nonché cristiani deboli ed anche sacerdoti deboli, dai quali forse si pretende troppo. Nel migliore dei casi, aiuti una persona che ti dà l’impressione di essere ipocrita. L’aiuto, tuttavia, non consiste nel dirle che è ipocrita, bensì nel soccorrerla nella sua debolezza. Offrile la tua amicizia, essa potrà cambiarla”  (Conversazioni da Gerusalemme, pag.27)

Su questa affermazione mi sono a lungo soffermata poiché le parole lette  le ho sentite quasi dirette a me, così attinenti al servizio serrano : sacerdoti cui forse si chiede troppo, cristiani della domenica, ipocrisia e maldicenza che corrodono e squalificano la verità delle nostre azioni…

Grazie ancora una volta, caro card. Martini: la tua parola chiara ed illuminante  diviene per me un monito ed un imperativo su cui metto il sigillo serrano nell’aiuto concreto e solidale ai nostri tanti giovani in cammino. Nel mondo, le tue parole continueranno ad essere  seme e la tua grande azione pastorale, da seguire e praticare,  non cadrà nell’oblio. “Se ti metti a disposizione di Cristo, se sai che sostieni la sua Chiesa imparerai ad amarla. Anche quando ti fa soffrire” ( pag. 26) E così sia…

Maria Luisa Coppola

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