Verso l’attuazione del progetto educativo

ago 24th, 2012 | By | Category: Pastorale Vocazionale

Dopo aver preso coscienza dell’ampiezza e dell’importanza della questione educativa, il documento dei Vescovi suggerisce alcune linee operative, che partono dall’uomo. Occorre infatti curare anzitutto le relazioni personali, i legami gratuiti e stabili. Più che mai si avverte oggi il bisogno di relazioni profonde, formate nella verità e nella carità, si gioisce per il senso del dono nel rapporto educativo, non stretto dall’obbligo, ed infine si può attingere alla forza e alla fecondità della fede, che fa conoscere il Signore Gesù e apre la porta della comunità ecclesiale.

Il convegno di Verona ha offerto molti strumenti per una pastorale integrata e missionaria. Questi spunti  devono essere confrontati con il cammino particolare delle singole parrocchie o comunità, con una particolare riguardo alla formazione dei catechisti e degli animatori pastorali: la visione cristiana condurrà a valorizzare la dimensione trascendente dell’educazione, per la formazione di persone aperte e Dio e capaci di dedicarsi al bene della comunità (Educare alla vita buona del vangelo, 53).

In questa ottica vi sono alcuni ambiti prioritari:

L’iniziazione cristiana, da riscoprire e rivivere come primo annuncio e rivolta non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti, secondo itinerari che uniscano la catechesi, la celebrazione e la carità, che mettano nella giusta luce il giorno del Signore, che siano vicini alle famiglie e ai disabili.

Percorsi di “vita buona”, che risanino una mentalità distorta: la vita affettiva vissuta in modo limpido e ricco, comunicata ai ragazzi nel suo valore più pieno anche nella fede; l’alternanza tra il lavoro e la festa, che permetta di scoprire “le proprie radici” e dia un volto umano e solidale alla fatica e al riposo; l’attenzione alla fragilità umana, alla sofferenza, presente in mezzo a noi, e che conduce a contemplare il Crocifisso; la trasmissione della tradizione vivente della Chiesa, anche attraverso gli strumenti di comunicazione; il senso della cittadinanza e della collaborazione sociale, in particolare nelle forme del servizio civile e del volontariato.

Costruire la cooperazione tra famiglia parrocchia e società, attraverso progetti condivisi, cooperazione che si arricchisce dall’incontro dei catechisti con gli insegnanti, gli animatori, ed altre forme aggregative (ad esempio lo sport).

La responsabilità dei laici, con figure particolari, quali accompagnatori dei genitori, catechisti dei giovani e degli adulti, formatori degli educatori: per questo è necessaria una formazione seria nelle Scuole teologiche, negli istituti di Scienze religiose e di formazione teologica.

La formazione permanente degli adulti, e la riscoperta dell’opera educativa degli istituti di vita consacrata, delle associazioni e dei movimenti, aiuterà a  dare ossigeno e solidità a molti percorsi.

La sfida educativa si presenta dunque in modo concreto, e non mancano suggerimenti per attuarla: essa richiede il confronto di quanti si sentono chiamati a dedicarsi a questo servizio così prezioso nella Chiesa e nel mondo di oggi.

Maria Papasogli – Diocesi San Miniato

 

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