“Numerosi e ben formati”

ago 13th, 2012 | By | Category: Mondo Cattolico

 

Il Card. Angelo Bagnasco

- “E’ sempre doveroso che nella vita pubblica i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati”. Lo sottolinea il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nell’omelia pronunciata nella cattedrale di San Lorenzo nella ricorrenza del santo che subì il martirio per difendere la Chiesa.

Il presidente della Conferenza episcopale italiana rimarca che “i grandi statisti cattolici che l’Italia ricorda hanno portato la propria indiscutibile statura umana e cristiana che il Paese, l’Europa e gli scenari internazionali esigevano, allora come oggi – sottolinea – hanno messo a servizio, non di se stessi ma del bene comune, un’alta caratura intellettuale, spirituale e dottrinale, formata alla luce del magistero sociale della Chiesa, senza reticenze o complessi, avendo ben chiara la fisionomia e la distinzione tra i diversi problemi e i diversi livelli”.

Per il cardinale Bagnasco, “i cristiani, com’è loro dovere, sono stati e continueranno ad essere lievito nella società, con fiducia e spirito di servizio, consapevoli di aver ricevuto un giacimento inesauribile di visione e di valori religiosi, umani e culturali. La loro presenza non è codificata in formule specifiche, fatta salva – osserva il presidente della Cei – la consapevolezza che sui princi’pi di fondo non si può mercanteggiare; che i valori non sono tutti uguali ma esiste una interna gerarchia e connessione; che l’etica della vita e della famiglia non sono la conseguenza ma il fondamento della giustizia e della solidarieta’ sociale”.

E, sempre sulla famiglia, Bagnasco chiede ”sostegni concreti” e “soluzioni sagge” per il lavoro. “La Chiesa non vuole rivendicare primati o titoli – dice il presidente della Conferenza Episcopale italiana – fa il suo dovere accanto alla gente e da’ loro voce: ai poveri, alle giovani generazioni, agli anziani e ai malati; alla famiglia, realtà insostituibile e ineguagliabile del tessuto sociale, che ha sempre più bisogno di vera considerazione e concreti sostegni”.

In particolare, “la Chiesa ascolta l’ansia dei lavoratori, che sono in apprensione per l’occupazione; di tanti giovani che non riescono ad entrare nella societa’ che produce. E da’ loro voce senza populismi, con umilta’. La Chiesa è loro vicina – sottolinea Bagnasco – senza interessi propri e invoca soluzioni sagge per il Paese che, grazie a una storia consolidata di laboriosita’ e perizia, ha raggiunto eccellenze lavorative e industriali invidiabili e appetibili”

Ma la testimonianza cristiana, come pure a volte si pensa, non basta: è necessaria anche la parola chiara e coraggiosa che accompagna l’agire e ne illumina il significato” avverte il presidente Cei. “La testimonianza, da sola, proprio perché anticonformista, può infatti essere considerata una stranezza – spiega – la parola forte del martire, invece, illumina il perché di uno stile, controcorrente non per singolarità o smania eccentrica ma per fedeltà al Vangelo”.

Se San Lorenzo non avesse parlato, illustrando il perché della sua scelta ovvero la fede in Gesù, “il suo martirio – ucciso bruciato a fuoco lento su una graticola – sarebbe passato alla storia come il gesto di un folle. Le sue parole, invece, sono state sicuramente motivo di considerazione, forse di messa in dubbio di un certo modo di pensare e di vivere. Per allora – conclude il presidente della Conferenza episcopale italiana – e per oggi”.

(Adnkronos)

 

 

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