Invito alla festa del Teatro di San Miniato: Anima errante

giu 29th, 2012 | By | Category: Apertura

Gli amici del Serra Club di San Miniato sono lieti di invitarLa alla LXVI Festa del teatro di san Miniato, con la prima rappresentazione assoluta di “Anima errante” di Roberto Cavosi, il 19 luglio 2012. Seguono informazioni e programma. “Anima errante”  di Roberto  Cavosi, regia di Carmelo Rifici con Maddalena Crippa, Francesco Colella, Carlotta Viscovo,
Raffaella Tagliabue, Stefania Medri, Francesca Maria. Scene di Daniele Spisa,
Costumi  di Margherita Baldoni, Luci  di Matteo Crespi,
Interventi musicali di Emanuele De Checchi. Contributi video di Vincenzo Genna.
Per la Prima Rappresentazione assoluta:

L’appuntamento è per Giovedì 19 Luglio 2012 alle ore 19.15

presso il refettorio del Seminario Vescovile di San Miniato per una cena conviviale.
Alle 21.30 nella storica piazza del Duomo per assistere all’attesa rappresentazione de “Anima errante” di Roberto Cavosi.
Si prega di confermare la propria partecipazione quanto prima e comunque non oltre il 15 Luglio 2012,
telefonando al Sig.ra Grazia Buggiani (Cellulare: 347 8730411, oppure abitazione: 0571 408108),
o anche per e-mail ai seguenti indirizzi: grazia@marzana.it opp. riccardo.ceccatelli@alice.it

Il Presidente del club Serra
Riccardo Ceccatelli

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1976, è estate, a Seveso un guasto alla ciminiera di una fabbrica di profumi causa la fuoriuscita di una grande nube di diossina. La diossina è una sostanza estremamente tossica: ustionante, cancerogena e teratogena. La diossina veniva usata in Vietnam per le bombe al napalm. Sara è una donna di Seveso, è felicemente sposata ed aspetta un figlio. Quella nube cambia la sua vita. La donna, in stato di gravidanza non sa cosa fare. Nessuno, nel 1976, conosceva esattamente quali fossero le conseguenze della diossina per il feto, ne c’erano analisi in grado di capire le reali condizioni fisiche del bambino. Dal Vietnam arrivavano solo poche, imprecise, ed allarmanti notizie di gravissime malformazioni genetiche. A Seveso muoiono migliaia di capi di bestiame. Adulti e bambini vengono ricoverati in ospedale con gravi forme di cloracne. Il paese viene fatto evacuare.

Sara, non ottenendo risposte dalla scienza, si rivolge alla Beata Vergine pregandola di venirle in soccorso. La sua richiesta si fa sempre più assidua, più insistente. Sara vorrebbe si compisse un vero e proprio miracolo: vorrebbe che Maria scendesse dal cielo per aiutarla. Tale è la sua caparbietà che Maria non solo acconsente alla sua richiesta, ma le propone uno scambio. “Se il tuo fardello è troppo pesante ‐ le dice ‐, lo prenderò io e tu prenderai il mio.” Sara, pensando che si sarebbe assisa tra gli angeli in trono, accetta lo scambio. Ma la sua felicità dura poco e nei panni di Maria si trova sul Golgota davanti a suo figlio in croce. Ancora davanti ad un figlio che lei non è in grado di difendere. La ricerca di una sfera trascendente, di un mondo emblematico e spirituale, diun “significato” esistenziale, abbinato ad un sentito impegno civile sono le caratteristiche poetiche che caratterizzano Anima errante.

Drammaturgicamente il testo è costruito su varie contaminazioni, contrappuntate in diversi linguaggi: danza, prosa, musica, canto, dialogo stretto e monologo ed è teso alla ricerca di una sintesi attraverso precise scansioni stilistiche: teatro liturgico‐medioevale del primo finale, teatro realistico delle scene ambientate nel Motel d’Assago o del finale tra Sara e la ginecologa e il teatro espressionista delle scene in chiesa, il tutto assemblato da forti tinte di “pittura” simbolista e metafisica. Dal punto di vista del contenuto “Anima Errante” è il tentativo di trovare il “disegno” di una madre assoluta, di una madre nel tempo e attraverso il tempo. E’ il percorso tortuoso e difficile di tutte le donne, di tutte le madri che in questo mondo fatto di violenza e sopraffazione non sono in grado di difendere il loro stesso figlio. La loro Anima errante è destinata a soffrire nell’impotenza, come Maria che non ha potuto nulla per suo figlio in Croce. L’ultimo quadro infatti è un quadro assoluto, delle madri di ogni epoca salite su un Golgota comune, e dove, nella metafora, si possono vedere scorrere “immagini” anche del nostro tempo: le madri dei desaparecidos, le madri dei condannati nei campi di sterminio, le madri delle morti bianche, le madri…

 

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