Ritratto ricorda a Roma Giovanni Paolo II

giu 23rd, 2012 | By | Category: Cultura

Per il primo anniversario della Beatificazione di Giovanni Paolo II Paolo Pezzato ha esposto dal 1 maggio al 30 giugno 2012 nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma – Chiesa di Stato il ritratto di Sua Santità.

Il pannello, eseguito con la singolare tecnica inventata e brevettata dall’artista, è stato accolto, su suggerimento dello storico dell’arte Viviana Normando, dal Rettore mons. Renzo Giuliano. E’ stato da principio collocato accanto al Fonte Battesimale, poiché l’opera è stata messa in mostra in occasione del Battesimo di un bambino, di nome Giovanni Paolo, tra le generazioni di bimbi che tanto amava Karol Wojtyla, la cui vita, è un miracolo da indirizzare, per il tramite delle vocazioni, verso i temi di giustizia e di pace.

 

“La Bellezza è l’inizio del mondo creato da Dio – ha detto mons. Renzo Giuliano – la Bellezza è il principio di tutto, della vita, dell’arte. Così come i tenaci genitori del piccolo Giovanni Paolo, oggi uno splendore, sono venuti a conoscenza della vita di questo loro terzo figlio per il quale la mamma ha lottato tra tante difficoltà proprio dal 1 maggio 2011, così Paolo Pezzato di professione avvocato, si è scoperto artista, nello stesso giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II, intraprendendo il ritratto di come intendeva per fede il volto del Beato. La vita è un miracolo come l’approccio di Pezzato all’arte, un miracolo che si rinnova anche nelle persone e nei valori dei percorsi di coloro che si incontrano”.

L’opera è esposta nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, nell’intenzione di donare la sua arte alla Vergine degli Angeli, a mons. Renzo Giuliano, alla Fondazione Paolo di Tarso, nella promozione dei valori della fede cristiana per mezzo dell’arte.

“Il mio Giovanni Paolo II” è un pannello di grandi dimensioni come tutte le opere di Paolo Pezzato (da cm. 120 X 120 a cm. 256 X 186 con un peso dai 20 agli 80 kg.) ottenuto sfruttando uno sfondo nero, su cui viene realizzato il ritratto in legno bianco, in massello di pioppo, tagliato su di uno spessore di ben oltre 4 cm. Una tecnica unica nel suo genere, che parte sempre dallo studio della luce di una fotografia e che si è rivelata particolarmente interessante per gli effetti che crea: dà tridimensionalità all’immagine, con la resa della terza dimensione in un’immagine pittorica; guardata da vicino l’immagine non si afferra, è una pangea di legno ove invece guardata da 8-10 mt, si delinea in una perfetta immagine fotografica, come un negativo contrario in linea con i principi basilari del bianco=luce e nero=ombra. Si sancisce il connubio tra pittura e scultura cui l’artista anelava. Dietro alla fedeltà incredibile del ritratto e delle fisionomie (Cristo, Padre Pio, Madre Teresa, volti noti della società contemporanea) – dice Paolo Pezzato – “vi è una metodica unica che unisce un grande lavoro di studio del bozzetto e di duro lavoro artigianale. Infatti, per realizzare un pannello di queste dimensioni occorrono, in media, dai due ai tre mesi di tempo di cui una metà è essenzialmente puro lavoro di taglio manuale del legno”.

Non a caso, lo scopo dell’Artista – che si definisce ‘Artigiano’ – è quello di mostrare tali opere per far conoscere la tecnica e tentare di ridare un’immagine nobile e vincente all’Artigianato in tutte le sue forme, quell’Artigianato che da sempre ha reso grande l’Italia nel mondo, che va sempre incentivato e che rischia di scomparire.

Pezzato, responsabile dell’Ufficio Giuridico dell’Asl di Viterbo, che per hobby e passione aveva sperimentato molte forme di lavorazione del legno, circa un paio di anni fa aveva deciso di smettere, finchè il 1 maggio 2011 non ha voluto sperimentare il tentativo di creare quadri di grandi dimensioni con i desiderio di farne oggetto di donazione a qualche chiesa locale. E così è stato a partire dal suo paese d’origine, Montefiascone, in provincia di Viterbo, dove la sua prima opera è stata presentata alla presenza di S.E. Card. Angelo Sodano presso la Rocca dei Papi di Montefiascone la scorsa estate, senza immaginare che  in breve tempo avrebbe esposto le sue opere con soggetti religiosi e anche laici a Palazzo Anselmi a Viterbo, che avrebbe partecipato ad una collettiva nella sede della Biennale di Venezia e che la sua arte sarebbe stata apprezzata proprio nella Chiesa delle Celebrazioni Ufficiali dello Stato, luogo sacro di mediazione culturale tra Stato e Chiesa, con quell’approccio di apertura e di comunicazione rivolta a tutti che caratterizzava Giovanni Paolo II.

Nella Basilica di S. Maria degli Angeli di Roma sono state esposte ad esempio le opere della ritrattista ufficiale di Giovanni Paolo II Natalia Tzarkova, i pannelli ad affresco di Giuseppe Afrune, da qui a cura di mons. Renzo Giuliano è stata ispirata la mostra al Pantheon per festeggiare i venticinque anni di Pontificato di Giovanni Paolo II con i coinvolgimento dei grandi maestri dell’arte contemporanea. Qui vi è l’Organo del Millennio dono della città di Roma a Giovanni Paolo II per il Giubileo del 2000, in legno, ove probabilmente per affinità di materiale e per migliorare la fruizione dell’opera in ampi spazi è stata collocata l’opera, senza dimenticare la vicinanza e la motivazione della contiguità al fonte battesimale, nel battesimo pure di un’arte che nasce semplice con autentica devozione, solidarietà e scopi benefici ed anche per questo e per ‘coincidenze’ ancora più particolare.

Paolo Pezzato ha testimoniato la fede con la sua arte tra i grandi nomi del mondo artistico contemporaneo anche in occasione dell’inaugurazione della statua del San Giovanni Battista di Giuseppe Ducrot, nell’ambito delle collaborazioni che mons. Giuliano in questi anni ha portato avanti con gli artisti coevi per sigillare un connubio adeguato tra antico e moderno.

Nel frattempo Pezzato, tra soggetti sacri e non, ha esposto e donato il Beato Bartolo Longo, fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

E’ in corso la donazione dell’opera “la Crocifissione” di Paolo Pezzato, il suo più grande pannello, alla Fondazione Paolo di Tarso.

 

Viviana Normando – Storico dell’arte

 

 

 

 

 

 

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