L’informazione corretta educa alla vita ed è fonte di vocazioni. “Si può fare una scelta diversa per il tramite di buone notizie”.

giu 23rd, 2012 | By | Category: Primo Piano

Il punto sul meeting di Serra Italia nel servizio di Viviana Normando. “Un Partner come Dio, educa alla vita? Ne discute il Serra”. Il Serra International Italia nel suo Congresso nazionale svoltosi a Bari dal 15 al 17 giugno 2012 per il tramite di relatori illustri, anche credenti e non, in maniera provocatoria ha aperto il dibattito. La risposta è stata unanime da parte dei convenuti. In particolare sul ruolo educativo e di risorsa di vocazioni e di vocazioni sacerdotali che può avere l’informazione corretta.

Dal gong della campana firmata Serra International Italia su cui il Presidente Nazionale Avv. Donato Viti ha dato il rintocco dando avvio alla convention ha avuto inizio la discussione, dove preziosi sono stati gli interventi, l’ascolto, il confronto, il silenzio, la preghiera, nel duplice ruolo del meeting: l’arricchimento del percorso dei serrani insieme al sostegno ed al messaggio per le vocazioni sacerdotali, in un arricchimento da parte di tutti.

La prima giornata ha avuto luogo dal saluto per missiva da parte del Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato Vaticano, al saluto del Presidente Avv. Donato Viti, a Thomas Whong Presidente Serra International, all’accoglienza dell’Arcivescovo Metropolita di Bari-Bitonto S. Ecc. Francesco Cacucci, all’alto contributo di S.Em. il Card. José Saraiva Martins, Prefetto em. della Congregazione per le Cause dei Santi e Consulente Episcopale di Serra Italia, che ha dato la sua approvazione sul tema dell’incontro fino alla tavola rotonda guidata da Mimmo Muolo, giornalista di Avvenire e Direttore de Il Serrano, tra il Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il giornalista scrittore Marcello Veneziani e governatori di Serra Italia.

“Abbiamo affidato il primo giorno del nostro incontro al Sacro Cuore di Gesùha detto il Presidente nazionale Avv. Donato Viti – il segno della compassione di tutti, quel cuore in cui rafforzare la motivazione di essere serrani che in un momento di vera crisi ci impone che sia assolutamente credibile. Il secondo giorno al Cuore immacolato della Beata Vergine Maria e il terzo a San Pio nel decennale della sua canonizzazione. Non crediamo alle coincidenze e grazie agli esponenti illustri ed  ai temi toccati nel programma, come il lavoro, la famiglia, la crisi economica, la ricerca del senso di Dio, abbiamo vissuto momenti di formazione intensi proprio in questi giorni in preparazione all’anno della fede indetto dal Papa, per sostenere sempre meglio con il nostro impegno laico il Pontefice, la Chiesa”.

La prima giornata del Congresso di Serra International Italia si è aperto con il saluto del Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato: “Esprimo il mio apprezzamento – ha scritto Bertone – nel testimoniare il Dio che educa alla vita buona e piena indicando la benedizione del Santo Padre colma di frutti per le vocazioni sacerdotali”.

“Ho trovato il Serra International Italia – ha detto il Presidente di Serra International Thomas Wong – molto unito ed è stato un onore intervenire a questo congresso che anticipa il congresso internazionale che si tiene in questi giorni a Boston e che ci vede tutti uniti, in Italia e nel mondo a sostegno delle vocazioni sacerdotali. E’ la terza volta che sono in Italia e sono lieto di essere qui con voi in questo incontro ben organizzato e di accogliere le notizie su distretti e club locali che vorrete fornirmi per sottoporle a livello internazionale. Affidiamo questo tredicesimo congresso alla protezione della Vergine Maria”.

Il Cardinale Martins Saraiva ha affrontato ad ampio respiro “il problema educativo che la Chiesa è intenta a risolvere incontrando i giovani dove i valori umani e cristiani non vanno separati perché tutto ciò che autenticamente è umano è anche estremamente cristiano, valori che la Chiesa difende e che sono all’origine di ogni chiamata alla vocazione, che il Serra International coltiva e aiuta a crescere, anche per mezzo della rete”.

“Educare – ha detto il Cardinale Saraiva – alla vita buona del Vangelo sia di fondamentale importanza. Non esiste rinnovamento educativo senza finalità educative. Per rinnovare il suo impegno educativo il Serra recluta e sostiene risorse dando possibilità di testimoniare. L’attività della Chiesa e’ strettamente legata alle dinamiche culturali della Chiesa stessa che viene chiamata a vivere a fronte di una crisi educativa. La persona umana ha bisogno di vivere, di convivere l’educazione e’ la guida della persona ove la persona e’ capace di vivere e godere della capacità di vivere. Si passa attraverso il mistero dell’incarnazione, come era anche per Giovanni Paolo II, l’uomo e Cristo sono uniti – ha detto il Papa – dice che senza dio l’uomo non sa dove andare e non riesce a comprendere chi egli sia. E’ necessario aiutare la persona umana a ritrovare la strada per conciliare ciò che e’ umano e cristiano. Un impegno di unire la forza dell’uomo in Cristo. In un momento in cui si arriva persino ad insinuare ed a chiedere se educare,  l’uomo dice la chiesa e’ insita nell’uomo stesso in momenti in cui si avvertono grandi difficoltà ove la chiesa ribadisce l’insostituibile avventura educativa che costituisce la vita dell’uomo, l’affascinante avventura dell’educazione rinnovando il dinamismo della passione educativa”. “I vari punti della educazione – ha proseguito il Cardinale Saraiva – partono dall’educare al servizio: si tratta di offrire percorsi di vita buona ai giovani che portano alla relazione, alla nascita dell’amore umano nell’impegno della giustizia, gli ambiti dell’azione ecclesiale di Roma. Il secondo  punto è educare ad una cultura vocazionale della vita ove la cultura vocazionale e’ la vita stessa. Nel terzo punto ci si deve chiedere come educare i giovani nella giustizia e la pace, ove significa offrire al mondo una nuova pietra che sostituisca il cuore nella pace. I giovani troveranno la loro solidarietà in Cristo, in lui nella sua croce, che ha consolidato il mondo nella pace di Betlemme, di Gesù.

‘Vi lascio la pace vi dò la mia pace ove sta alla Chiesa dare un’autentica vocazione alla pace, difendere il bene comune ed avere occhi capaci di vedere cose nuove nella giustizia, la via fondamentale dell’uomo, la prima educazione dei giovani.  Voi aprite il cuore dei giovani al dono di sè Il serrano e’ il carisma, e’ un vero educatore umano antropologico dei fatti, sa riconoscere, predispone alla vocazione, alimenta le chiamate verso la crescita, osserva attentamente i segni vocazionali”. Determinante il senso umano della vita verso dimensioni altre orizzontali e verticali. E’ nella famiglia poi che i giovani imparano il rispetto delle vocazioni, che devono avere il coraggio di vivere, per cui abbiano la forza di fare un servizio di liberta’ traducendolo in un servizio d’amore. Siamo grati ai serrani di tutto ciò che fanno per la Chiesa societa’ nel mondo”

“Siamo particolarmente felici di essere qui – ha detto l’Arcivescovo di Bari – Bitonto Francesco Cacucci. Noi abbiamo un seminario regionale perche’ sono 19 le diocesi pugliesi e tutte e 19 le diocesi fanno riferimento ad un unico seminario regionale che seguono 200 studenti di teologia nella vocazione al sacerdozio. Dagli anni 70 e’ sorto Il Serra in Puglia e la disponibilità nei confronti delle vocazioni sacerdotali e’ stata discreta ma costante e continua. Lo sforzo recluti sempre nuove persone. Il nostro Seminario Arcivescovile festeggia il quarto centenario dalla sua istituzione, nel 18 gennaio 1612. ‘Cerca e troverai’ e’ una lettera pastorale, la prima lettera pastorale scritta, per sancire e suggerire un atteggiamento atto alla consapevolezza vocazionale più ampia”.

“Se San Paolo oggi – ha detto Mario Paciello Vescovo di Altamura Gravina Acquaviva delle Fonti, facesse i suoi viaggi missionari prenderebbe l’aereo o userebbe i mezzi di comunicazione correnti e certamente userebbe anche internet e tutto ciò che il mondo mediatico mette a disposizione, usando ciò che è positivo in esso, parlando, riflettendo e operando sulle vocazioni”.

Anche per la folta partecipazione ed il successo delle scuole di Matera all’VIII Concorso Scolastico Nazionale era presente il Vescovo di Matera Irsina Salvatore Ligorio che alla nostra domanda “Può la connettività nella informazione sana favorire le vocazioni sacerdotali? La risposta è stata favorevolissima come strumento per avocare in particolare giovani alla chiamata del Signore.

 

Un dibattito di grande interesse ha rappresentato la tavola rotonda moderata da Mimmo Muolo giornalista di Avvenire e Direttore de Il Serrano tra Marcello Veneziani e Marco Tarquinio il Direttore di Avvenire. Muolo provocatoriamente ha chiesto se fosse stato possibile eliminare Dio dall’orizzonte umano. La grande crisi è rappresentata in primis dalla pretesa di pensare ad un mondo senza Dio. Non esiste il vuoto, se abbiamo tolto Dio, la D e messo l’io. Ma noi cristiani siamo persone innamorate di Dio a cui abbiamo detto anche tanti no e siamo cosi innamorati della libertà personale. “Capovolgo la prospettiva – dice Veneziani – per arrivare alla stessa conclusione, nessuno e’ padrone di nessuno. Dobbiamo partire dalla convinzione a priori che l’uomo abbia conseguito piena libertà e autonomia. Dobbiamo convenire che un mondo privato di Dio si priva di consistenza umana. Sono convinto che anche per i fenomeni più fanatici dove la dimensione religiosa quando si pensa di portare sogni di Gerusalemme in terra, allora nasce l’assoluta strumentalizzazione della vita umana. La grande tendenza e’ mettersi al posto di Dio, al posto della vita che ha deciso di esserci. Lo dobbiamo dire – ha detto Tarquinio – il nostro e’ un paese non nascono piu’ down, ma di 100 donne almeno 85 hanno cambiato idea, quelle persone sono strumenti che sono al servizio della vita. Per questo si può vivere senza Dio, per chi non crede significa ritrovare quel senso dell’umano che da profondità ai giovani che va in cammino come quella che e’ la mia città dei giovani accanto al papa nella mia città, Assisi. C’e’ in atto, una lotta, credo a processi storici molto lunghi che si scontrano in soggetti a livello internazionale, ci sono grandi forze mediatiche che intendono controllare gli effetti. che ha eretto. La conclusione condivisa nella tavola rotonda alla quale hanno partecipato anche quattro governatori del Serra, è che vi è confusione tra persona e individuo poiché la persona è colui che si relaziona mentre l’individuo è l’isola. Da qui nasce la convinzione che la crisi abbia fondamento nella giuste relazioni delle persone. E peraltro aggiunge invece Veneziani alle parole del Direttore di Avvenire c’e’ persino una  politicizzazione delle persone. La verità è che noi abbiamo nostalgia dell’amore e abbiamo cosi nostalgia da pretendere che leggi dello Stato diano regole alle capacità affettive, una grande distorsione. Dobbiamo uscire da questo equivoco, e’ difficile pronunciare termini che tocchino la verità. Ci sono parole che non possono essere dette tanto è che siamo andati avanti per dire che l’Europa non riusciva a comunicare su persecuzioni, un dato drammatico del tempo che viviamo qui, un miliardo di cattolici vivono fuori dell’Italia e ci sono esempi di cui essere innamorati a nostra volta come nel caso dell’  innamorata, con il coraggio della vita riscontrata ad esempio in Asia Bibi. La differenza tra individuo e persona, è anche determinata dal fatto che la persona ha un passato, una cultura, una storia, tradizioni nel senso di andare avanti come indica il riferimento filologico latino.

Ci sono due tipi diversi di ostilità del significato di Dio..oltre alla persecuzione tipo Asia Bibi c’e’ ad esempio quella circa l’esposizione del Crocifisso o contro le radici cristiane dell’Europa, ove non si riconosce il senso della continuità delle tradizioni, non si può negare sostanza reale dell’Europa, quando invece l’uomo europeo ha radici che cantano di fronte a lui. In questa ostilità, in questa differenza tra persona e individuo sta il folle senso del nichilismo del nostro tempo. Siamo arrivati ad un punto importante, nel considerarci persone piuttosto che singoli individui. C’è una mistificazione dei termini, così come la tradizione sembra esprimere il passato ove rappresenta invece un moto in avanti, viene confuso anche il valore dell’amore, il valore del Vangelo. La coscienza dell’uomo, l’affettività non può passare alla legislazione. La questione dei valori non negoziabili in un mondo che fa mercato comprende le questioni poste nel cuore stesso dell’uomo. Non dimentichiamo che l’incontro tra Atene Gerusalemme e Roma e’ il fondamento della cultura comune. Uno dei Governatori al tavolo chiede se il relativismo e’ l’uomo che si auto giudica e  cosa possono fare i media per svelare il rischio forte di un relativismo. Il Papa parla di dittatura del relativismo. I giornali possono far bene il loro mestiere e non gonfiando le notizie a dismisura ma raccontando correttamente. Un tempo che non conosce bene e male e che grottescamente continua a proporre modelli forti. La televisione e’ la prova dell’esistenza in vita ma non è così. I ragazzi hanno bisogno di modelli e la comunicazione errata può essere perniciosa. Io credo che sia possibile fare una scelta diversa. Proponendo il più possibile delle buone notizie. Quanto il meccanismo delle buone notizie può sostenere le vocazioni sacerdotali? E’ una domanda che avremmo voluto porre noi. Il trend positivo sull’animo umano, la bellezza, la correttezza dell’informazione possono sostenere l’animo umano e la sua vocazione. Si ha una grande fortuna quando si ha un partner  e tale termine per chi ha un partner sa che ha una valenza molto forte. Sentiamo la responsabilità educativa della stampa”.

Della seconda giornata significativo per le vocazioni sacerdotali il dono relativo alla stima aggiornata sullo stato della Chiesa nel mondo  che mons. Vittorio Formenti Direttore dell’Ufficio Statistiche del Vaticano, Officiale della Segreteria di Stato ha voluto fare al Congresso per sostenere le vocazioni sacerdotali. Avendo fiducia infatti nei mezzi di comunicazione del congresso, in particolare intervenendo sul ruolo positivo che nelle notizie date con attenzione e cura, può avere l’intelligenza connettiva,  si è ben speso sulla proposta delle piattaforme cattoliche on line, come il portale di Serra Italia, www.serraclubitalia.it, realizzato dalla Fondazione Paolo di Tarso impegnata nella comunicazione etica in rete con le testate d’informazione del Gruppo Comunicare Italia, www.comunicareitalia.it, in particolare www.ilvaticanese.it.

Per questo ringraziamo di cuore Mons. Formenti.

“Ci sono dati che non abbiamo pubblicato nelle pagine dell’Annuario Pontificio –  dichiara mons. Vittorio Formenti Direttore dell’Ufficio Statistiche del Vaticano, Officiale della Segreteria di Stato – ma che fanno parte delle statistiche che ogni anno presentiamo al Pontefice, i numeri dei ministri della Chiesa e delle vocazioni sacerdotali nel mondo”. Dal XIII Congresso Nazionale di Serra Italia di Bari, in preparazione dell’anno della fede indetto dal Papa nel 50° anniversario del Concilio Vaticano II, mons. Formenti, tra gli illustri relatori della convention di Serra International Italia, il movimento laico a sostegno delle vocazioni sacerdotali, così esordisce nel giorno del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria. E a Maria Madre di tutte le Vocazioni è dedicata la mission serrana. “I numeri che arrivano da tutta la Chiesa – prosegue Formenti – danno con immediatezza di comunicazione il senso della lenta e costante crescita che ogni anno ho la fortuna di presentare in esclusiva al Pontefice. Ci sono dati che teniamo per noi e che in questo momento speciale dedicato alle vocazioni sacerdotali credo sia arrivato il momento di svelare. Dopo quasi 50 anni il numero dei sacerdoti che avevano lasciato il ministero era sceso a meno di 1000 unità nel mondo, grazie al sistema di monitoraggio voluto da Paolo VI che ci consente di essere in continuo aggiornamento. Ma c’era anche un altro numero significativo di ministri sacerdotali che chiedono di potere tornare dopo avere rinunciato ai voti sono poche decine che di per sè non fanno testo, eppure l’anno scorso 460 sacerdoti hanno chiesto il rientro, dato che ho fatto notare a Benedetto XVI, il regalo dell’Anno Sacerdotale. Ogni ispirazione viene dall’alto e la preghiera ha dato questo risultato”. “Si parla di crisi delle vocazioni – conclude Formenti – ma è importante sottolineare che dall’anno 2000 i sacerdoti, diocesani e religiosi, nel mondo sono in sensibile aumento. Infatti da 405.000 nell’anno 2000, nel 2010 siamo arrivati a 413.000. Inoltre, il numero che consente anche alla Chiesa di contare sulle vocazioni come ai tempi d’oro è costituito da un buon serbatoio quali le vocazioni al diaconato permanente. Infatti, anche questo un dato inedito, il diaconato conta 39000 diaconi permanenti e voi sapete quanto i diaconi lavorino nel loro ruolo che svolgono con grande competenza e grande entusiasmo quale espressione del volto positivo della Chiesa”.

A Fr. Francesco Neri e a suor Gemma Carone  sono state affidate le testimonianze  della vocazione alla vita sacerdotale ed alla vita consacrata: due generi paralleli di servizio alla Chiesa, che sull’esempio dei Santi, indicano la Bellezza del sogno di Dio.

L’interpretazione della Sacra Scrittura è stata affidata alla biblista Rosanna Virgili, docente di Esegesi presso l’istituto teologico marchigiano, l’unica donna ad aver tenuto una relazione al Convegno europeo delle vocazioni. Ad opera del prof. Lucio Romano, ginecologo e presidente nazionale di ‘Scienza e vita’ , la “Relazione di cura”, ovvero il tema dell’interpersonalità nell’incontro con l’altro, il più debole nell’affermazione dei suoi diritti alla vita, alla giustizia ed all’accettazione delle diversità, ‘Il coraggio di educare alla vita’. Al prof. G. Savagnone, la testimonianza sul concetto di educazione: l’importanza della famiglia nell’educazione dei figli, della società nei riguardi dei giovani, della scuola nei confronti degli allievi. Per la crisi economica che caratterizza questo tempo il Serra ha scelto di affrontare i temi attuali anche con la partecipazione di un economista il prof. Antonio Incampo, docente universitario dell’Università di Bari. Non mancheranno le testimonianze dei seminaristi come Giuseppe Loizzo.

“Tenendo presente il tema del congresso – ha detto S.Em. il Card. Zenon Grocholewski, Prefetto Congregazione per l’Educazione Cattolica e Presidente della POVE – sono i vescovi e i loro cooperatori sacerdotali a rispondere all’ordine di divulgare il Vangelo. L’educazione deve formare atteggiamenti”. Il Cardinale si è soffermato nel suo intervento nel “modo in cui la comunità cristiana ha concepito il sacerdozio di Cristo che rappresenta la novita’ della storia della salvezza rispetto alle fonti antiche, come argomento adatto per concludere questo convegno di Serra Italia con temi così importanti e ben trattati. A Gesù vengono dati molti termini, viene chiamato maestro, profeta, figlio di Dio ma i racconti evangelici non gli attribuiscono mai il titolo di sacerdote o sommo sacerdote. Il mistero di Cristo si presentava come una novità tale da non sembrare un ministero sacerdotale, tanto forte che non era possibile esprimerla con i termini antichi.

E’ stata necessaria una rielaborazione delle categorie sacerdotali e solo con la lettera agli ebrei si avrà una terminologia appropriata. La comunità cristiana ha avuto bisogno di tanto tempo per scoprire una nuova realtà, la novità del mistero di Cristo. L’autore sacro nella lettera agli ebrei inizia con la professione della sua fede, rivolta al figlio di dio che sostiene tutto con la potenza della parola e dice ‘perciò fratelli santi fissate bene lo sguardo in Gesù apostolo sommo sacerdote della fede che noi professiamo’, la prima volta nei nuovi vangeli che Gesù viene chiamato ‘sommo sacerdote’. Il sacrificio di Cristo, figlio di Dio incarnato per volontà del padre è il sommo sacerdote che ci redime. Il sacerdozio di Cristo è eterno e questo esclude che Egli abbia eredi, abbia successori del sacerdozio, è unico non c’è altro sacerdozio, Lui è il sacerdozio unico della nuova alleanza ma questo come giustifica il fatto che la Chiesa da lui fondata continui sul sacerdozio e la Chiesa non possa esistere senza sacerdoti…senza sacerdoti la chiesa non potrebbe vivere dice anche Giovanni Paolo II e allora come mai ci sono sacerdoti nella Chiesa quando Gesù è unico e non può avere eredi? Il catechismo della Chiesa cattolica da parte di Giovanni Paolo II ci apre un sentiero. E’ reso presente Gesù nel sacrificio eucaristico della Chiesa, l’unico sacerdozio è di Cristo che si è reso presente nel sacerdozio ministeriale. Solo Cristo è vero sacerdote tutti gli altri sono i suoi ministri. Il vescovo agendo in nome e per conto di cristo stesso è segno vivente del signore Gesù maestro e Pontefice della Chiesa (Giovanni Paolo II) i presbiteri sono per la chiesa una ripresentazione sacramentale di Gesù pastore. Cristo stesso continua a darci la vita eterna attraverso il ministero della parola, il mistero della vita pastorale che esercitano vescovi e presbiteri. Questo farsi presente per la comunità cristiana è possibile in forza del sacramento. Con l’analisi sul sacerdozio di Cristo e sul perché della sua novità il Cardinale Zenon Grocholewski ha dato il suo contributo prezioso al Congresso di Serra Italia.

Durante la cena di Gala vi è stato il passaggio dei distintivi tra il Presidente Donato Viti e il Presidente eletto Antonio Ciacci con la presentazione della nuova squadra che guiderà Serra Italia nel biennio 2012-2014.

 

Nell’ultima giornata nell’omelia della Santa Messa conclusiva del XIII Congresso nazionale il Cardinale Zenon Grocholewski ha inteso rivolgersi ai fedeli sul concetto della fede ‘affinchè si fortifichi in occasione dell’anno della fede’: “La fede ha un’importanza cruciale per il cristiano da cui dipende il cammino verso la visione faccia a faccia con Dio o se il seme di Dio porta i suoi frutti. Il Santo Padre ha indetto l’anno della fede per il pericolo che essa possa spegnersi come quando la fiamma non trova alimento. Siamo chiamati a vivere la nostra fede, a rafforzarla per poterci inserire efficacemente nell’opera dell’evangelizzazione. La fede è come una notte buia disseminata di stelle come dice S. Giovanni della Croce. Non è vero che nella notte buia si vede di meno anzi di più. Di giorno vediamo ciò che ci circonda ed il nostro campo visivo è limitato. Durante la notte vediamo molto più lontano, le stelle lontane migliaia di anni luce e ci rendiamo conto di far parte dell’universo e della totalità della creazione, in una nuova logica,  prospettiva più ampia di libertà e di fede eterna”.

“Auguro a voi tutti serrani – ha detto nel Cardinale nel saluto dopo la celebrazione eucaristica – che l’Eucarestia sia fonte di luce, di forza per rinnovare l’impegno nell’apostolato laico perché il regno di Dio si accresca”.

Il Congresso si è chiuso con l’assegnazione dei Premi dell’VIII Concorso Scolastico Nazionale alle scuole italiane elementari, medie e liceali partecipanti

i cui nominativi sono pubblicati tutti nelle pagine del portale di Serra Italia e rintracciabili ciascuno per il tramite dei motori di ricerca, quindi con la consegna della Borsa di Studio “Amm. Brauzzi” da parte della Fondazione Junipero Serra e “Penna dello Spirito”.  Si vedano anche Fotogallery.

www.serraclubitalia.it

www.ilvaticanese.it

 

I serrani e amici del Serra che desiderano proseguire il dibattito circa il tema del Congresso Nazionale possono inviare riflessioni e articoli su: info@serraclubitalia.it.

Per approfondimenti e interviste video www.ilvaticanese.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tags: , , , , , ,

Comments are closed.