Prima giornata del congresso: l’informazione corretta ha ruolo educativo ed è risorsa per le vocazioni sacerdotali

giu 16th, 2012 | By | Category: Primo Piano

La prima giornata del Congresso di Serra International Italia si è aperto con il saluto del Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato che ha manifestato la benedizione del Santo Padre al meeting a favore delle vocazioni sacerdotali. “Esprimo il mio apprezzamento – ha scritto Bertone – nel testimoniare il Dio che educa alla vita buona e piena indicando la benedizione del Santo Padre colma di frutti per le vocazioni sacerdotali”. “Il Sacro Cuore, giorno cui è dedicato il giorno di apertura della convention a Bari – ha detto il Presidente di Serra Italia Avv. Donato Viti – e’ il segno della compassione di tutti, quel cuore in cui rafforzare la motivazione di essere serrani che in un momento di vera crisi ci impone che sia assolutamente credibile. Il tema del congresso che il Cardinale Saraiva ci ha aiutato a scegliere per sostenere tutti quei giovani che hanno risposto a quell’Eccomi è un partner come Dio educa alla vita? Siamo qui a discuterne insieme e con relatori autorevolissimi”. “E’ la terza volta – dice il presidente internazionale Thomas Wong – che sono in Italia e sono lieto di essere qui con voi in questo congresso ben organizzato e di accogliere le notizie su distretti e club locali che vorrete fornirmi per sottoporle a livello internazionale. Affidiamo questo tredicesimo congresso alla protezione della Vergine Maria”. “Siamo particolarmente felici di essere qui – ha detto l’Arcivescovo di Bari – Bitonto Francesco Cacucci. Noi abbiamo un seminario regionale perche’ sono 19 le diocesi pugliesi e tutte e 19 le diocesi fanno riferimento ad un unico seminario regionale che seguono 200 studenti di teologia nella vocazione al sacerdozio. Dagli anni 70 e’ sorto Il Serra in Puglia e la disponibilità nei confronti delle vocazioni sacerdotali e’ stata discreta ma costante e continua. Lo sforzo recluti sempre nuove persone. Il nostro Seminario Arcivescovile festeggia il quarto centenario dalla sua istituzione, nel 18 gennaio 1612. “Cerca e troverai” e’ una lettera pastorale, la prima lettera pastorale scritta, per sancire e suggerire un atteggiamento atto alla consapevolezza vocazionale più ampia”. “Vorrei ringraziare – ha detto il Cardinale Saraiva – per l’invito e sottolineare da subito come educare alla vita buona del Vangelo sia di fondamentae importanza. Non esiste rinnovamento educativo senza finalita’ educative. Per rinnovare il suo impegno educativo il Serra recluta e sostiene risorse dando possibilita’ di testimoniare. L’attività della Chiesa e’ strettamente legata alle dinamiche culturali della Chiesa stessa che viene chiamata a vivere a fronte di una crisi educativa. La persona umana ha bisogno di vivere, di convivere l’educazione e’ la guida della persona ove la persona e’ capace di vivere e godere della capacità di vivere. Si passa attraverso il mistero dell’incarnazione, come era anche per Giovanni Paolo II, l’uomo e Cristo sono uniti – ha detto il Papa – dice che senza dio l’uomo non sa dove andare e non riesce a comprendere chi egli sia. E’ necessario aiutare la persona umana a ritrovare la strada per conciliare ciò che e’ umano e cristiano. Un impegno di unire la forza dell’uomo in Cristo. In un momento in cui si arriva persino ad insinuare ed a chiedere se educare,  l’uomo dice la chiesa e’ insita nell’uomo stesso in momenti in cui si avvertono grandi difficoltà ove la chiesa ribadisce l’insostituibile avventura educativa che costituisce la vita dell’uomo, l’affascinante avventura dell’educazione rinnovando il dinamismo della passione educativa”. “I vari punti della educazione – ha proseguito il Cardinale Saraiva -partono dall’educare al servizio: si tratta di offrire percorsi di vita buona ai giovani che portano alla relazione, alla nascita dell’amore umano nell’impegno della giustizia, gli ambiti dell’azione ecclesiale di Roma. Il secondo  punto è educare ad una cultura vocazionale della vita ove la cultura vocazionale e’ la vita stessa. Nel terzo punto ci si deve chiedere come educare i giovani nella giustizia e la pace, ove significa offrire al mondo una nuova pietra che sostituisca il cuore nella pace. I giovani troveranno la loro solidarietà in Cristo, in lui nella sua croce, che ha consolidato il mondo nella pace di Betlemme, di Gesù. ‘Vi lascio la pace vi dò la mia pace ove sta alla Chiesa dare un’autentica vocazione alla pace, difendere il bene comune ed avere occhi capaci di vedere cose nuove nella giustizia, la via fondamentale dell’uomo, la prima educazione dei giovani.  Voi aprite il cuore dei giovani al dono di sè Il serrano e’ il carisma, e’ un vero educatore umano antropologico dei fatti, sa riconoscere, predispone alla vocazione, alimenta le chiamate verso la crescita, osserva attentamente i segni vocazionali”. Determinante il senso umano della vita verso dimensioni altre orizzontali e verticali. E’ nella famiglia poi che i giovani imparano il rispetto delle vocazioni, che devono avere il coraggio di vivere, per cui abbiano la forza di fare un servizio di liberta’ traducendolo in un servizio d’amore. Siamo grati ai serrani di tutto ciò che fanno per la Chiesa societa’ nel mondo”. “Madre Teresa – ha detto la moderatrice Maria Madiai – diceva ‘la vita e’ una sfida coglila’. La nostra mission serrana è una sfida educativa.

Un dibattito di grande interesse ha rappresentato la tavola rotonda moderata da Mimmo Muolo giornalista di Avvenire e Direttore de Il Serrano tra Marcello Veneziani e Marco Tarquinio il Direttore di Avvenire. Muolo provocatoriamente ha chiesto se fosse stato possibile eliminare Dio dall’orizzonte umano.

La grande crisi è rappresentata in primis dalla pretesa di pensare ad un mondo senza Dio. Non esiste il vuoto, se abbiamo tolto Dio, la D e messo l’io. Ma noi cristiani siamo persone innamorate di Dio a cui abbiamo detto anche tanti no e siamo cosi innamorati della libertà personale. “Capovolgo la prospettiva – dice Veneziani – per arrivare alla stessa conclusione, nessuno e’ padrone di nessuno. Dobbiamo partire dalla convinzione a priori che l’uomo abbia conseguito piena libertà e autonomia. Dobbiamo convenire che un mondo privato di Dio si priva di consistenza umana. Sono convinto che anche per i fenomeni più fanatici dove la dimensione religiosa quando si pensa di portare sogni di Gerusalemme in terra, allora nasce l’assoluta strumentalizzazione della vita umana. La grande tendenza e’ mettersi al posto di Dio, al posto della vita che ha deciso di esserci. Lo dobbiamo dire – ha detto Tarquini – il nostro e’ un paese non nascono piu’ down, ma di 100 donne almeno 85 hanno cambiato idea, quelle persone sono strumenti che sono al servizio della vita. Per questo si può vivere senza Dio, per chi non crede significa ritrovare quel senso dell’umano che da profondità ai giovani che va in cammino come quella che e’ la mia città dei giovani accanto al papa nella mia città, Assisi. C’e’ in atto, una lotta, credo a processi storici molto lunghi che si scontrano in soggetti a livello internazionale, ci sono grandi forze mediatiche che intendono controllare gli effetti. che ha eretto. La conclusione condivisa nella tavola rotonda alla quale hanno partecipato anche quattro governatori del Serra, è che vi è confusione tra persona e individuo poiché la persona è colui che si relaziona mentre l’individuo è l’isola. Da qui nasce la convinzione che la crisi abbia fondamento nella giuste relazioni delle persone. E peraltro aggiunge invece Veneziani alle parole del Direttore di Avvenire c’e’ persino una  politicizzazione delle persone. La verità è che noi abbiamo nostalgia dell’amore e abbiamo cosi nostalgia da pretendere che leggi dello Stato diano regole alle capacita’ affettive, una grande distorsione. Dobbiamo uscire da questo equivoco, e’ difficile pronunciare termini che tocchino la verità.

Ci sono parole che non possono essere dette tanto è che siamo andati avanti per dire che l’Europa non riusciva a comunicare su persecuzioni, un dato drammatico del tempo che viviamo qui, un miliardo di cattolici vivono fuori dell’Italia e ci sono esempi di cui essere innamorati a nostra volta come nel caso dell’  innamorata, con il coraggio della vita riscontrata ad esempio in Asia Bibi. La differenza tra individuo e persona, è anche determinata dal fatto che la persona ha un passato, una cultura, una storia, tradizioni nel senso di andare avanti come indica il riferimento filologico latino.

Ci sono due tipi diversi di ostilità del significato di Dio..oltre alla persecuzione tipo Asia Bibi c’e’ ad esempio quella circa l’esposizione del Crocifisso o contro le radici cristiane dell’Europa, ove non si riconosce il senso della continuità delle tradizioni, non si puo’ negare sostanza reale dell’Europa, quando invece l’uomo europeo ha radici che cantano di fronte a lui. In questa ostilità, in questa differenza tra persona e individuo sta il folle senso del nichilismo del nostro tempo. Siamo arrivati ad un punto importante, nel considerarci persone piuttosto che singoli individui. C’è una mistificazione dei termini, così come la tradizione sembra esprimere il passato ove rappresenta invece un moto in avanti, viene confuso anche il valore dell’amore, il valore del Vangelo. La coscienza dell’uomo, l’affettività non può passare alla legislazione. La questione dei valori non negoziabili in un mondo che fa mercato comprende le questioni poste nel cuore stesso dell’uomo. Non dimentichiamo che l’incontro tra Atene Gerusalemme e Roma e’ il fondamento della cultura comune. Uno dei Governatori al tavolo chiede se il relativismo e’ l’uomo che si auto giudica e  cosa possono fare i media per svelare il rischio forte di un relativismo. Il Papa parla di dittatura del relativismo. I giornali possono far bene il loro mestiere e non gonfiando le notizie a dismisura ma raccontando correttamente. Un tempo che non conosce bene e male e che grottescamente continua a proporre modelli forti. La televisione e’ la prova dell’esistenza in vita ma non è così. I ragazzi hanno bisogno di modelli e la comunicazione errata può essere perniciosa. Io credo che sia possibile fare una scelta diversa. Proponendo il piu’ possibile delle buone notizie. Quanto il meccanismo delle buone notizie puo’ sostenere le vocazioni sacerdotali? E’ una domanda che avremmo voluto porre noi. Il trend positivo sull’animo umano, la bellezza, la correttezza dell’informazione possono sostenere l’animo umano e la sua vocazione. Si ha una grande fortuna quando si ha un partner  e tale termine per chi ha un partner sa che ha una valenza molto forte. Sentiamo la responsabilità educativa della stampa”. “Aggiungiamo, noi che curiamo l’informazione di piattaforme cattoliche in rete, che crediamo nella responsabilità educativa della stampa, di come la rete in particolare strumento privilegiato da Benedetto XVI per l’anno della fede e non solo, come il Pontefice ha auspicato, possa essere sostegno e risorsa nella correttezza della notizia per le vocazioni sacerdotali”. Ci crediamo e per questo uniamo gli intenti per le vocazioni.

Si vedano fotogallery e videogallery del Congresso su www.ilvaticanese.it della Fondazione Paolo di Tarso che ha realizzato il portale delle vocazioni sacerdotali e che sempre a sostegno delle vocazioni sacerdotali ha seguito e sostenuto l’evento congressuale di Serra Italia.

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