Dal congresso di Serra Italia sul web i dati statistici inediti sulle vocazioni sacerdotali

giu 16th, 2012 | By | Category: Primo Piano

“Ci sono dati che non abbiamo pubblicato nelle pagine dell’Annuario Pontificio –  dichiara mons. Vittorio Formenti Direttore dell’Ufficio Statistiche del Vaticano, Officiale della Segreteria di Stato – ma che fanno parte delle statistiche che ogni anno presentiamo al Pontefice, i numeri dei ministri della Chiesa e delle vocazioni sacerdotali nel mondo”. Dal XIII Congresso Nazionale di Serra Italia di Bari, in preparazione dell’anno della fede indetto dal Papa nel 50° anniversario del Concilio Vaticano II, mons. Formenti, tra gli illustri relatori della convention di Serra International Italia, il movimento laico a sostegno delle vocazioni sacerdotali, così esordisce nel giorno del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria. E a Maria Madre di tutte le Vocazioni è dedicata la mission serrana. “I numeri che arrivano da tutta la Chiesa – prosegue Formenti – danno con immediatezza di comunicazione il senso della lenta e costante crescita che ogni anno ho la fortuna di presentare in esclusiva al Pontefice. Ci sono dati che teniamo per noi e che in questo momento speciale dedicato alle vocazioni sacerdotali credo sia arrivato il momento di svelare. Dopo quasi 50 anni il numero dei sacerdoti che avevano lasciato il ministero era sceso a meno di 1000 unità nel mondo, grazie al sistema di monitoraggio voluto da Paolo VI che ci consente di essere in continuo aggiornamento. Ma c’era anche un altro numero significativo di ministri sacerdotali che chiedono di potere tornare dopo avere rinunciato ai voti sono poche decine che di per sè non fanno testo, eppure l’anno scorso 460 sacerdoti hanno chiesto il rientro, dato che ho fatto notare a Benedetto XVI, il regalo dell’Anno Sacerdotale. Ogni ispirazione viene dall’alto e la preghiera ha dato questo risultato”. “Si parla di crisi delle vocazioni – conclude Formenti – ma è importante sottolineare che dall’anno 2000 i sacerdoti, diocesani e religiosi, nel mondo sono in sensibile aumento. Infatti da 405.000 nell’anno 2000, nel 2010 siamo arrivati a 413.000. Inoltre, il numero che consente anche alla Chiesa di contare sulle vocazioni come ai tempi d’oro è costituito da un buon serbatoio quali le vocazioni al diaconato permanente. Infatti, anche questo un dato inedito, il diaconato conta 39000 diaconi permanenti e voi sapete quanto i diaconi lavorino nel loro ruolo che svolgono con grande competenza e grande entusiasmo quale espressione del volto positivo della Chiesa”.

 

www.ilvaticanese.itwww.serraclubitalia.it.

 

L’intervento costituisce uno dei momenti più preziosi del meeting guidato dal Presidente nazionale di Serra Italia Avv. Donato Viti, con la partecipazione del Presidente di Serra International Thomas Wong, dal titolo “Un partner come Dio educa alla vita?”, argomento approvato da S.Em. il Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto em. della Congregazione per le Cause dei Santi e Consulente Episcopale del Serra italiano, che prende spunto dalle indicazioni della C.E.I. sul tema della educazione alla fede.

 

“Il dibattito – dice Viviana Normando Direttore de Il Gruppo Comunicare Italia.it -è consultabile in rete in fotogallery e videogallery su ilvaticanese.it della Fondazione Paolo di Tarso che ha realizzato anche il portale di Serra Italia, serraclubitalia.it  per unirsi al Serra, alla Chiesa, al Santo Padre, nel sostegno alle vocazioni sacerdotali. E’ stato sancito da tutte le autorità presenti, come si vede dalle piattaforme cattoliche, che la connettività sia un sostegno importante e mezzo delle vocazioni sacerdotali ove l’informazione corretta crea trend positivo ed educa alla vita”.  

 

Il meeting è stato caratterizzato anche dalla tavola rotonda del Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, dal Prof. Marcello Veneziani moderata da Mimmo Muolo, dove è emerso “il ruolo fondamentale dell’informazione corretta, risorsa di educazione, fonte per le vocazioni sacerdotali, in quella capacità che ha l’uomo di relazionarsi e che lo distingue dall’individuo-isola, prerogativa fondamentale affinchè il vuoto non sia colmato dall’io ma da Dio”.

“Tenendo presente il tema del congresso – ha detto S.Em. il Card. Zenon Grocholewski, Prefetto Congregazione per l’Educazione Cattolica e Presidente della POVE nell’ultima giornata del Congresso – sono i vescovi e i loro cooperatori sacerdotali a rispondere all’ordine di divulgare il Vangelo. L’educazione deve formare atteggiamenti”. Il Cardinale si è soffermato nel suo intervento nel “modo in cui la comunità cristiana ha concepito il sacerdozio di Cristo che rappresenta la novita’ della storia della salvezza rispetto alle fonti antiche, come argomento adatto per concludere questo convegno di Serra Italia con temi così importanti e ben trattati. A Gesù vengono dati molti termini, viene chiamato maestro, profeta, figlio di Dio ma i racconti evangelici non gli attribuiscono mai il titolo di sacerdote o sommo sacerdote. Il mistero di Cristo si presentava come una novità tale da non sembrare un ministero sacerdotale, tanto forte che non era possibile esprimerla con i termini antichi.

E’ stata necessaria una rielaborazione delle categorie sacerdotali e solo con la lettera agli ebrei si avrà una terminologia appropriata. La comunità cristiana ha avuto bisogno di tanto tempo per scoprire una nuova realtà, la novità del mistero di Cristo. L’autore sacro nella lettera agli ebrei inizia con la professione della sua fede, rivolta al figlio di dio che sostiene tutto con la potenza della parola e dice ‘perciò fratelli santi fissate bene lo sguardo in Gesù apostolo sommo sacerdote della fede che noi professiamo’, la prima volta nei nuovi vangeli che Gesù viene chiamato ‘sommo sacerdote’. Il sacrificio di Cristo, figlio di Dio incarnato per volontà del padre è il sommo sacerdote che ci redime. Il sacerdozio di Cristo è eterno e questo esclude che Egli abbia eredi, abbia successori del sacerdozio, è unico non c’è altro sacerdozio, Lui è il sacerdozio unico della nuova alleanza ma questo come giustifica il fatto che la Chiesa da lui fondata continui sul sacerdozio e la Chiesa non possa esistere senza sacerdoti…senza sacerdoti la chiesa non potrebbe vivere dice anche Giovanni Paolo II e allora come mai ci sono sacerdoti nella Chiesa quando Gesù è unico e non può avere eredi? Il catechismo della Chiesa cattolica da parte di Giovanni paolo II ci apre un sentiero. E’ reso presente Gesù nel sacrificio eucaristico della Chiesa, l’unico sacerdozio è di Cristo che si è reso presente nel sacerdozio ministeriale. Solo Cristo è vero sacerdote tutti gli altri sono i suoi ministri. Il vescovo agendo in nome e per conto di cristo stesso è segno vivente del signore Gesù maestro e Pontefice della Chiesa (Giovanni Paolo II) i presbiteri sono per la chiesa una ripresentazione sacramentale di Gesù pastore. Cristo stesso continua a darci la vita eterna attraverso il ministero della parola, il mistero della vita pastorale che esercitano vescovi e presbiteri. Questo farsi presente per la comunità cristiana è possibile in forza del sacramento. Con l’analisi sul sacerdozio di Cristo e sul perché della sua novità il Cardinale Zenon Grocholewski ha dato il suo contributo prezioso al Congresso di Serra Italia. Nell’omelia della Santa Messa conclusiva del XIII Congresso nazionale ha inteso rivolgersi ai fedeli sul concetto della fede ‘affinchè si fortifichi in occasione dell’anno della fede’: “La fede ha un’importanza cruciale per il cristiano da cui dipende il cammino verso la visione faccia a faccia con Dio o se il seme di Dio porta i suoi frutti. Il Santo Padre ha indetto l’anno della fede per il pericolo che essa possa spegnersi come quando la fiamma non trova alimento. Siamo chiamati a vivere la nostra fede, a rafforzarla per poterci inserire efficacemente nell’opera dell’evangelizzazione. La fede è come una notte buia disseminata di stelle come dice S. Giovanni della Croce. Non è vero che nella notte buia si vede di meno anzi di più. Di giorno vediamo ciò che ci circonda ed il nostro campo visivo è limitato. Durante la notte vediamo molto più lontano, le stelle lontane migliaia di anni luce e ci rendiamo conto di far parte dell’universo e della totalità della creazione, in una nuova logica,  prospettiva più ampia di libertà e di fede eterna”. “Auguro a voi tutti serrani – ha detto nel Cardinale nel saluto dopo la celebrazione eucaristica – che l’Eucarestia sia fonte di luce, di forza per rinnovare l’impegno nell’apostolato laico perché il regno di Dio si accresca”.

Foto Fabio Pignata.

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