I comportamenti a rischio

giu 2nd, 2012 | By | Category: Cultura

Oggi, tra gli adolescenti, l’esigenza d’essere visibili ed unici appare esasperata ed il rischio, spesso, rappresenta una condizione essenziale per avere successo in una società che è sempre più competitiva e sempre “meno garantita” .

Studi recenti hanno accertato che il saper trasgredire ed affrontare il rischio è divenuta quasi una moda, che non necessariamente porta a disagio o a rischio evolutivo. In pratica, è come se il rischio non fosse evitato, ma piuttosto cercato proprio perché contiene in sé un aspetto affascinante ed attraente.

L’azione rischiosa è ritenuta vitale perché permette al giovane di “riscattare quei sentimenti di paura e di incertezza, che sperimenta nel corso del processo di crescita, legati al cambiamento del corpo e all’ampliamento delle esperienze personali. 1

Non bisogna, poi, sottovalutare il ruolo degli “altri”: nel definire la propria identi-tà, infatti, l’adolescente cerca dei modelli di identificazione nuovi, tra coetanei e compagni, lottando per differenziarsi e per sottolineare il voluto allontanamento dai genitori.

Molte azioni rischiose, più o meno pericolose, sono intraprese con gli altri, perché così risulta più semplice per l’adolescente vivere in modo tangibile la propria identità, presentata al gruppo per ottenerne il riconoscimento e l’accettazione. In tal modo, il legame sociale con i coetanei si rafforza, in una sorta di ritualizzazione, come ad esempio, il rituale della sigaretta o dello spinello, che talvolta sono solo rituali di passaggio, a cui possono aggiungersi azioni aggressive, attività sessuale precoce e non protetta, ed altro.

Non basta però l’imitazione; l’adolescente ha continuamente bisogno di misurarsi con i suoi coetanei e ciò può essere un rischio per la messa in atto di comportamenti gravosi, dovuti ad un’alterazione della reale percezione del pericolo, che condurrebbe il giovane ad esporsi in modo azzardato, pur mantenendo l’illusione del controllo.

Tali comportamenti possono riguardare la guida ed i giochi pericolosi, le azioni devianti, il consumo di sostanze psicoattive, il comportamento sessuale e alimentare, ma sono possibili anche azioni salutari, anche se comunque rivolte all’emulazione ed al superamento.

Alcuni comportamenti sono messi in atto per “saggiare” le reazioni degli adulti (genitori e insegnanti), per vedere fino a che punto si può arrivare e fino a quanto valgono i limiti ed i divieti imposti. Altre volte, si trasgredisce, per osservare quanto l’adulto sia effettivamente interessato e attento al comportamento del ragazzo.

Correre rischi fa parte della crescita psicologica che caratterizza l’adolescenza, in particolar modo, nelle culture occidentali, improntate all’individualismo che incorag-giano l’espressione di sé. Inoltre, ristrutturazione continua della cellula famiglia ed i cambiamenti abnormi avvenuti in questi anni, nella nostra società, portano ad una necessaria ridefinizione del concetto di rischio.2

Oggi, i genitori sono portati ad assecondare incondizionatamente i figli e questa incapacità assoluta di dire “no”, unita all’assenza di regole ben precise, non fanno che alimentare il circolo vizioso delle richieste esaudite. Il bambino prima e l’adolescente poi vedono l’immediata soddisfazione di ogni desiderio, senza dover compiere il minimo sforzo per ottenerli. Là dove tutto è garantito, spesso non c’è neanche alcun rischio da correre; ergo, non c’è più spazio per la trasgressione che, per certi aspetti, potrebbe risultare necessaria alla crescita.

fonte : antropos

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