La solidarietà di Serra Italia

mag 31st, 2012 | By | Category: Primo Piano

Agli amici dell’Emilia Romagna e del nord Italia la solidarietà di Serra Italia

I resti del Duomo di Mirandola

“Cari amici – dichiara il Presidente di Serra Italia Avv. Donato Viti – sono addolorato per quanto sta accadendo nella vostra regione, con particolare riferimento al distretto 76, e vi porgo la solidarietà e la vicinanza con la preghiera di tutto il Serra Italia. Che la Vergine Maria, madre di tutte le vocazioni, accolga nel paradiso le vittime di questa tragedia e aiuti la popolazione colpita a risorgere presto”.

Queste le parole del Presidente Donato Viti davanti ad un dramma che in realtà lascia senza parole. Essere serrani significa aiutarsi vicendevolmente ed essere sempre pronti a vivere e ad affrontare insieme concretamente il bene ed il male.

L'orologio del campanile del Duomo di Mirandola

Sono state avviate una serie di iniziative, anche on line, a sostegno del terremoto della Emilia dalla donazione di due euro da cellulare all’acquisto delle forme di parmigiano danneggiato e non più vendibile integro. “Siamo pronti ad aiutare i nostri amici serrani ribadisce il Presidente ove necessita”.

“Un particolare ricordo – prosegue e conclude il Presidente – tra le vittime al parroco di Rovereto rimasto sepolto dal crollo della sua Chiesa per salvare la statua della Madonna. Anche in questo piccolo gesto vi è il senso della vocazione”.

Riportiamo di seguito un articolo Ansa che ricorda quanto accaduto a Don Ivan perché Maria faccia sì che il tempo non si fermi.

“Un prete di campagna ha solo la sua chiesa. Poco importa se non fa parte della storia dell’architettura, se non ospita grandi capolavori. Ogni statua, ogni arredo, e’ come se fosse un pezzo del paese. Don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco di Rovereto, uno dei paesi della Bassa modenese maggiormente colpita dal sisma, e’ morto in mattinata nella sua chiesa crollata. Proprio come i due frati di Assisi (padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw), morti il 26 settembre 1997 insieme a due funzionari della soprintendenza delle belle arti (Claudio Bugiantella e Bruno Brunacci) sepolti dagli affreschi di una delle chiese piu’ belle del mondo crollati durante un sopralluogo all’altare maggiore.

Don Ivan voleva bene alla sua chiesa e a ciò che c’era dentro. La parrocchia di Santa Caterina era stata danneggiata e resa inagibile dal precedente sisma, ma si doveva fare un sopralluogo per salvare un pò di arredi che c’erano dentro. Cosi’ stamattina, accompagnato da due vigili del fuoco, e’ entrato nella chiesa per cercare di salvare alcune statue fra cui, in particolare, una statua della Madonna alla quale molti dei suoi parrocchiani erano particolarmente devoti. E’ li’ che il forte terremoto lo ha sorpreso. Don Ivan èstato colpito dal crollo, di una pietra o di una trave, che non gli ha lasciato scampo. Illesi, invece, i due vigili del fuoco che erano con lui e che sono riusciti a mettersi in salvo. Rovereto cosi’, in mezzo a tanti danni riportati dalle strutture, piange la sua unica vittima, il suo parroco, al quale il paese voleva bene. Non e’ per niente facile fare il prete fra comunisti e immigrati che chiamano Dio con un altro nome. ”Don Ivan era uno veramente in gamba”, racconta un suo parrocchiano, accompagnando l’elogio ad un gesto esplicito, ma non certo irrispettoso, che descrive il coraggio col quale esercitava la sua missione.

E’ rimasto ferito, invece, un altro parroco che è stato coinvolto da un crollo nel duomo di Carpi. In un primo momento si era temuto per la sua vita, si era addirittura diffusa la notizia della sua morte. In realta’ ha riportato solamente qualche lieve danno fisico e una grandissima paura, come il resto dei suoi parrocchiani”.

N.F.V.

Tags: , , , ,

Comments are closed.