Il Serra e il MEIC presentano il libro di Don Massimo Capitani

mag 30th, 2012 | By | Category: Apertura

La Poesia – sorella della mistica – è il filo conduttore che raccorda e armonizza, i capitoli del testo “Il Segreto di Maria” (prefazione di Lucia Micali, scritto da Don Massimo Capitani, parroco della Comunità di San Francesco di Assisi in Borgo Montenero e, Responsabile della Pastorale Diocesana della Famiglia, il quale, ha raccolto nel testo, tutti i suoi appunti di viaggio relativi ai pellegrinaggi Mariani da lui effettuati. La presentazione del testo organizzata dal movimento Serra e dal MEIC è avvenuto presso la Nuova Curia promossa dal presidente del Serra Antonio Foniciello e da presidente del MEIC, Roberto Paolo De Vito e da Costantino Mustacchio. E’ intervenuto il professor Fausto Lanzuisi docente IRC, il quale ha offerto una riflessione e una chiave di lettura del testo di Don Massimo, attraverso le luci, il canto d’amore e la musica di un Parroco che è andato oltre il linguaggio universale dell’arte. “Il libro si compone di quattro direttrici o colonne, che sono gli assi portanti della narrazione: 1) La poesia; 2) Le immagini; 3) Le riflessioni; 4) La spiritualità; piste di lettura che si intrecciano nella trama e in una visione nella quale siamo tutti presenti” puntualizza il relatore. Nella prima pista – la poesia – Don Massimo affida l’incipit iniziale ad una poesia di Renzo Pezzani che richiama la bellezza e la pienezza di Maria; altri venti poeti arricchiscono e scandiscono il percorso straordinario della scrittura: Santa Caterina da Siena, Dante, Manzoni, Jacopone da Todi, Ada Negri, Pascoli, Leopardi e Merini…La seconda pista – le immagini – ritraggono il volto della Madonna nelle opere di: Raffaello, Caravaggio, Cimabue e altri…nelle quali la realtà dell’amore e della bellezza si incontrano con quella del dolore e del sangue e, dove gli sguardi, le mani e i volti di Maria assumono un’importanza totale inseriti in un gioco di luci e di ombre, metafore delle tensioni stesse dell’esistenza. La terza colonna è costituita dall’apertura pastorale del sacerdote verso la relazione, l’alterità nel nostro tempo caratterizzato dalla frammentazione dell’io dove l’infinito si fonde col rispetto e l’adorazione del silenzio di Maria. Scrive Don Massimo: “Molti pittori hanno dipinto la Madonna e hanno cercato di fermare l’immagine radiosa del Suo volto, pittori famosi…” E aggiunge: “Il segreto di Maria ci aiuta a leggere ogni atteggiamento della Madonna, ne evidenzia l’umiltà, la pazienza, la dolcezza con cui si ripiega ad ascoltare per scrutare e capire quanto il Padre le chiede. E il mistero un po’ alla volta si rivela: Maria crede, si fida e si affida a quel segreto con amore, sempre nel silenzio e in solitudine”.

Renè Laurentin, il massimo mariologo mondiale, afferma che le apparizioni della Madonna nelle diverse località del mondo “costituiscono un forte impatto nella vita pubblica e, soprattutto nella post-modernità e, – fatto nuovo – hanno assunto un’importanza profetica e storico-culturale considerevole”. La quarta colonna è intrisa di spiritualità: la stessa che permea la Vergine Maria, immersa nelle vibrazioni segrete del silenzio, nelle sue tonalità, nel suo splendore, e nella sua ombra in perfetta armonia. “Tibi silentium laus”, la più bella lode di Maria è un canto di silenzio così puro che coincide con la purezza di Dio come un raggio di sole. “Nel brano dell’Annunciazione l’evangelista ci tramanda Maria promessa sposa…l’angelo le infonde l’amore materno, Benedetta sei tu tra tutte le donne…, in Galilea di marzo vien giù un vento dalle montagne, nella sua casa a Nazaret era entrato il vento dello Spirito e nel grembo aveva cominciato a crescere la vita…mi piace pensare che ogni fedele, guardando Maria, possa accoccolarsi in Lei come bimbo svezzato tra le Sue braccia, come bimbo impaurito che ri-sintonizza i battiti accelerati del suo cuore con quelli della Madre porto sicuro d’amore e di pace”. Il teologo Evdokimov conferma: “ Salverà il mondo questa bellezza ridente che sorge dallo Spirito”.

Don Massimo Capitani nel Segreto di Maria delinea nel tratto amabile e nel linguaggio, in modo limpido e ordinato, il percorso terreno di Maria in un’azzurrescenza di cieli che dilavano il tragico della terra. Il linguaggio del sacro, tra descrizioni, rievocazioni e slancio mistico, costituisce la via all’approdo “ Verso orizzonti nuovi e sconfinati / là dove danza la vita / tra leggiadre ali di rondini in festa/ ”. Così scrive Don Massimo nella sua trepidante umanità di poeta, l’ultima, e per noi imprevedibile poesia del testo, “Maria occhi di luce”.

Una poesia innervata dalla potenza della Parola e dal senso del mistero.

Stella Laudadio

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