Rispetto della Vita e la violenza di oggi : il ruolo primario della famiglia

mag 27th, 2012 | By | Category: Mondo Cattolico

“ Rispetto della vita ! ma cos’è la vita ? “ Riflessione di un medico cattolico

“ La Vita è una opportunità : coglila “

“ La Vita è una sfida : accettala”

“ La Vita è un inno : cantalo “

“ La Vita è la vita : difendila”

Madre Teresa di Calcutta

E’ proprio così che pensiamo di introdurre il nostro pensiero su di un argomento oggi più spinoso che mai, visti gli orientamenti cultural-filosofici e politici della cosiddetta civiltà occidentale,, anche se la Vita non può che essere considerata in una visione universale e per certi aspetti, immutabile nel tempo.

Questa “Civiltà Occidentale” ,tendenzialmente epicurea, che subisce quello che F.sco Alberoni definisce addormentamento,“non ha più la capacità di rinnovarsi continuamente, la capacità di ritrovare la fede, l’entusiasmo e la creatività delle origini”, è abbisognevole di un risveglio, che –tuttavia- deve affondare il suo sostegno sempre in paletti ben precisi, perché altrimenti rischia di spegnersi, anche se rimane sempre una grande civiltà, come furono quella greca e quella romana.

La Vita dell’Uomo in rapporto al Creato non è soltanto l’infinitesimo spazio temporale del compimento di un ciclo biologico al quale l’uomo, come tutte le creature, non può sottrarsi, ma è anche la partecipazione fisica e spirituale al mondo cui l’uomo appartiene, a quell’ Immanente inserito nell’Universo, la cui conoscenza totale sfuggirà sempre all’uomo, perchè rappresenterà sempre il Trascendente.

La vita è una introiezione, l’elaborazione, l’archiviazione o la risposta coordinata ai messaggi che gli organi dei sensi sono deputati a percepire.

L’Uomo ha il diritto-dovere di compiere il suo ciclo biologico nel modo più completo, con l’apporto del suo pensiero e della sua creatività, senza di che la vita non sarebbe altro che una misera e povera esistenza.

. Da questa considerazione scaturisce anche il diritto alla libera ricerca scientifica, tesa alla comprensione dei fenomeni naturali che l’Uomo riesce a proporsi come interessi della sua mente, ma nell’era attuale il vero dibattito è uno solo : deve o può esistere un limite ad una ricerca tesa a manipolare la stessa Natura ?

A proposito di questo argomento segnaliamo positivamente la sentenza della Suprema Corte del Parlamento Europeo che vieta l’uso di embrioni umani per un brevetto sulle cellule staminali.

Vivere la vita rappresenta tante belle e buone cose; tra le tante è :

- saper trasformare ogni percezione in pensiero e conoscenza ;

- avere sempre come riferimento i Valori Universali ;

- sapere accettare con compostezza e dignità l’ineluttabile, le molte disgrazie che talora si abbattono sulla collettività, sullo stesso individuo o sulla sua famiglia;

- sapere essere disponibili per tutti gli altri;

- riconoscere che la Vita di un Uomo compiuta nel mondo, nel finito, continua nell’Aldilà : ( Giovanni 11, 3-7.17.20-27.33b-45 : “ Io sono la resurrezione e la Vita: chi crede in me, anche se muore, vivrà; chi crede in me non morirà in eterno……). Infatti,non è forse vero che in momenti di difficoltà il nostro pensiero corre a ricordare i nostri Cari non più in vita, a chiedere consiglio e aiuto con esito talora a dir poco sorprendente.?

- avere la forza di combattere per ideali finalizzati al raggiungimento di condizioni sempre migliori e condivise dall’Essere Umano.

Al contrario, Vivere la vita come misera esistenza sarebbe il vissuto di un uomo che per sua volontà, per sue decisioni, non fosse riuscito a lasciar traccia di se con la prole, col suo pensiero, o con la creazione di opere di qualsiasi tipo, lasciate ai posteri.

Dunque, per vivere, l’Uomo deve scegliersi dei Valori e buona parte di questi, quelli Fondamentali, non possono che essere immutabili nella loro essenza principale.

Sappiamo quale dibattito accanito ha creato il caso Englaro ed a proposito ricordiamo quanto affermato in Parlamento, prima che venisse approvato il ddl sul biotestamento con la DAT ( Dichiarazione Anticipata di Trattamento), da tal On. A. Palagiano in difesa di una sua tesi bizzarra, avventurosa, e discutibilissima.

In quella, affermava che i medici non hanno il diritto di far vivere qualcuno collegato a macchinari vari, inondato e impastato dalle proprie deiezioni, soffocato da sonde varie e altre amenità di questo genere, mortificando la verità ed il lavoro di tanti specialisti alla cui categoria ci onoriamo di appartenere.

Questi medici coadiuvati da tanti infermieri sono i veri custodi di una Dignità umana che sta per perdersi, e non hanno la sadica voglia di governare il termine della Vita di un Uomo, che al tempo stesso è Entità Sacra ed “ Essere Spirituale “ .

E’ proprio vero: la Vita, purtroppo è divenuta un valore subordinato a filosofismi, a considerazioni ideologiche, sperimentali, politiche, economiche, ad un nuovo relativismo e ad un materialismo con conseguente demolizione di qualsiasi tabù, che non deve essere considerata necessariamente come conquista della moderna Società Civile.

Dunque, il dibattito sulla Vita-Valore Assoluto si è reso necessario con lo scopo di garantire che ad un paziente incosciente, nessuno, neppure la Corte Costituzionale, ma meno che mai nessun custode della Legge “sensu lato”, potesse vietare un elemento che della Vita è il primo compositore come l’acqua.

Pertanto l’idratazione è un diritto-dovere assolutamente non negoziabile.

“ Dar da bere agli assetati ” è scritto nei sacri testi; la sua negazione appartiene ai disvalori sbandierati da chi ammette l’eutanasia. “ Homo sum : humani nihil a me alienum puto” (P. Terenzio Afro 166. a.C) , cioè “ sono uomo, per conseguenza obbligato a tutti i doveri della umanità ”: potrebbe essere l’appendice di una tabella di Reparto di Terapia Intensiva, o Aula di Giustizia !

Mimmo Di Piazza

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